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  Elementi fondamentali del pensiero di Zwingli su Maria 
Riforma

Dallo studio di Fulvio Ferrario: L'esempio di Maria. Note dogmatiche in margine a due testi classici della Riforma, in Theotokos 23 (2014) - n. 1, pp. 45-48. Tutto lo studio pp. 37-52.



Il tema «Maria nel pensiero dei riformatori», con particolare ma, come vedremo, tutt' altro che esclusivo, riferimento a Lutero, è stato molto frequentato negli ultimi sessant'anni. La proclamazione del dogma dell'Assunta ha costituito un primo impulso; la stagione ecumenica seguita al Vaticano II ha poi visto una significativa evoluzione, da parte sia cattolica, sia evangelica, volta a sottolineare, da un lato, l'interesse dei Riformatori per la figura della madre di Gesù, dall'altro l'effettiva svolta, che in essi si verifica, rispetto alla tradizione teologica e alla pietà medievali, nonché le sue conseguenze per l'attuale dibattito.Lo scopo di queste pagine non è di riassumere tale dibattito, bensì di evidenziarne alcuni elementi sulla base della lettura parallela di due testi classici sul tema. l'interpretazione del Magnificat ad opera di Lutero2 e la predica di Zwingli su Maria, del 1522.3 L'interesse storico è al servizio di una prospettiva sistematica, volta soprattutto a evidenziare sia un certo scarto tra la visione dei riformatori e quella responsabilmente sostenibile oggi, da parte della teologia evangelica, sia le ragioni teologiche dell'evoluzione da quella a questa.[...].

Zwingli: punti focali

«Mi accontento di avere esposto chiaramente ai pii, semplici cristiani quello che penso della madre di Dio. Ed è questo: io credo fermamente, secondo le parole del santo evangelo, che ella, pura vergine, ci ha partorito il Figlio di Dio ed è rimasta, nel parto e anche dopo, per l'eternità, una vergine pura e intatta. Io ho anche affermato che ella è stata innalzata da Dio al di sopra di ogni creatura, dei beati o degli angeli, alla gioia eterna. Ma sono altresì dell'opinione che, come dice suo figlio Cristo, Mt 7 [v. 21] : "Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio, quello entrerà nel regno dei cieli". Parimenti, non chiunque dice a parole, sia pure mille volte: Ave Maria, Ave Maria, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che pone attenzione al proprio comportamento, quanto alla recita di un'Ave Maria»:40 con ciò, l'intero senso del testo zwingliano è riassunto in modo eccellente. Esso si pone all'interno del progetto umanistico volto a ricondurre la teologia e, soprattutto, la vita cristiana alla loro essenza, mediante il ritorno ad fontes. Zwingli si comprende, alla scuola di Erasmo, come animato dalla volontà di orientare cristologicamente alla devozione a Maria, seguendo, proprio in tal modo, in suo esempio.
Particolare attenzione è naturalmente dedicata alla confutazione delle accuse. Il riformatore si presenta come appassionato difensore della verginità perpetua di Maria:41 in un'ampia discussione di Mt 1,24 s.,42 egli spiega che il celebre Ýωζ  latino donec, non vada inteso come se, dopo la nascita di Gesù, Maria avesse avuto rapporti sessuali con Giuseppe, bensì in analogia a quanto intende un'espressione come «Dio ti guardi fino al mio ritorno. Con questo, chi va via non intende dire che al suo ritorno Dio non debba più guardare i suoi».43 Analogamente, il termine «primogenito» non allude a successivi fratelli o sorelle (dove questi sono menzionati, Zwingli, con Girolamo, intende: fründ, «amici», o «parenti»44), bensì al significato unico di Gesù.45
Per quanto riguarda l'esegesi del saluto dell'angelo in Lc 1,28, Zwingli segue da vicino l'esegesi erasmiana, mostrando che la traduzione della Vulgata del participio perfetto passivo κεχαριτωμÝνη con gratia piena risulta grammaticalmente impreciso e teologicamente fuorviante: grammaticalmente impreciso perché non restituisce la forma passiva del verbo; teologicamente fuorviante perché non indica con sufficiente chiarezza che Maria non è piena di grazia propria, ma della grazia di Dio.46 Allo stesso modo, il participio εýλογημÝνη47 si può tradurre meglio con «assai lodata» che con «bene-detta», benché anche questa traduzione possa essere accolta.48 Zwingli sottolinea altresì che con le parole «benedetta sei tu tra le donne» termina la salutatio dell'angelo. Quanto segue nell'Ave Maria («benedetto il frutto del tuo seno» viene detto, secondo il testo, da Elisabetta: rilevare questo semplice dato di fatto non ha nulla a che vedere con una diminutio dell'onore dovuto a Maria, né con una mutilazione della preghiera:49 una tale puntualizzazione, verosimilmente operata da Zwingli in sede di predicazione, era evidentemente stata intesa in chiave polemica.
La sottolineatura, da parte di Zwingli, della propria ortodossia dottrinale (maternità divina, verginità perpetua) e del profondo rispetto per la figura di Maria è tale che si è posta, nel quadro dibattito relativo sul dogma dell'Assunta, la domanda relativa alla presenza, in Zwingli, delle dottrine definite dogmaticamente da Roma nel 1854 e nel 1950.50 L'immacolata concezione era stata, in verità, già definita dal concilio di Basilea nel 1439, ma il contesto scismatico poneva problemi rilevanti sulla legittimità della definizione, che rimaneva contestata anche per ragioni di contenuto, ad esempio nell'ambito della scuola domenicana.51 Le espressioni utilizzate da Zwingli nella predica52 sembrano alludere, lette nel contesto, alla verginità. È vero che nel 1523, in occasione della prima Disputa di Zurigo, Zwingli fa riferimento alla definizione del 1439, sottolineando anzi che nessun «frate mendicante è cosi stolto da poter parlare contro di essa»:53 come tuttavia osserva Schneider,54 il contesto è una critica alle definizioni conciliari e la formulazione risulta ambigua. Pur sfumando il tono drastico di Locher, anche Schneider ritiene che il consenso di Zwingli alla tesi dell'Immacolata debba essere escluso, sulla base di quanto egli afferma in altro contesto, ma l'interpretazione del passo addotto non appare cosi sicura.55 La tesi di Locher deve tener conto del dubbio relativo all'interpretazione del resoconto della Disputa di Zurigo dell'anno successivo, ma, con le precisazioni introdotte da Schneider, può senz'altro essere accolta.
Più semplice, io credo, rispondere alla domanda relativa all'Assunta. Il passo più rilevante in proposito, nella predica del 1522, è già stato menzionato: «Io ho anche affermato che ella è stata innalzata da Dio al di sopra di ogni creatura, dei beati o degli angeli, alla gioia eterna».56 G. Locher57 ha mostrato che ciò non ha a che vedere con un'assunzione corporea di Maria, bensì riguarda la sua anima. Che, comunque, la persona di Maria riceva dalla sua funzione storico-salvifica un rilievo del tutto particolare, non solo non è messo in dubbio, bensì è confermato dall'intera discussione.
Appunto questo è l'intento specifico di Zwingli, analogo a quello di Lutero: sottolineare che è possibile conferire a Maria il massimo onore, senza con questo indulgere a forme devozionali improprie che, direttamente o indirettamente, facciano pensare a una funzione soteriologica della madre di Gesù: «Chi vuole onorarla grandemente, segua la sua fede e non si separi mai dal Signore Gesù Cristo».58 Questo è il messaggio di Lutero e Zwingli, e della Riforma tutta, per quanto riguarda la Vergine Maria.

NOTE
l Un'ottima scelta bibliografica è reperibile in SCHNEIDER H., «Zwinglis Marienpredigt und Luthers Magnificat -Auslegung. Ein Beitrag zum Verhaltnis Zwinglis zu Luther». Zuingliana 23 (1996), 10S-141, qui 105. note l e 2: essa va integrata con la bibliografia presentata in BURGER CH., Marias Lied in Luthers Deutung. Der Kommentar zum Magnificat (Lk. I,46b-55) aus den Jahren l520/21. Tübingen, Mohr, 2007: per alcune indicazioni bibliografiche sul dibattito ecumenico, si può vedere la mia introduzione a MIEGGE G., La Vergine Maria. Saggio di storia del dogma, Claudiana, Torino, 20084, 5-19, nonché nel mio articolo «L'Assunzione di Maria nei documenti del dialogo ecumenico in Occidente», in TONIOLO E. M. (a cura di), Il dogma dell'Assunzione di Maria. Atti del XVII Simposio Internazionale Mariologico (Roma, 6-9 ottobre 2009), Marianum, Roma, 2010, 483-500.
2 L'originale verrà citato dall'edizione critica: Das Magnificat verdeutscht und ausgelegt, in LUTHER M., Studienausgabe, Band I, Evangelischer Verlagsanstalt, Berlin, 1979, 312-368 (d'ora in poi StA I); tr. it. Il Magnificat tradotto in tedesco e commentato, in LUTERO M., Scritti religiosi, a cura di V. Visi, UTET, Torino, 1967, 431-512 (d'ora in poi SR); l'opera è anche disponibile in italiano in altra edizione: Commento al Magnificat, Servitium, Sotto il Monte, 1997.
3 Huldreich Zwinglis samtliche Werke, Band I, Verlag von C. A. Schwetschke und Sohn, Berlin, 1905, (d'ora in poi Z I); tr. it. in CAMPI E., Via Antiqua, Umanesimo e Riforma. Zwingli e la Vergine Maria, Meynier, Torino, 1986, 57-91 (d'ora in poi VM).
---------------------

40 Z I, 424,6-20 = VM, 89. Ho però modificato la traduzione dell'ultima riga. L'originale suona: «sunder der den handel also bedenckt, so er ein Ave Maria sprechen wil»; E. Campi la traduce: «ma colui che attesta con i fatti che vuole recitare un'Ave Maria».
41 Z I, 402,1 s. = VM. 70: «vergine pura e inviolata prima del parto, ella rimane tale durante e dopo il parto, anzi, per l'eternità».
42 Z I. 402,2- 405 = VM. 71-73.
43 Z I, 403,21-24 = VM, 72. L'argomentazione è ripresa di peso dal De perpetua virginitate beatae Mariae adversus Helvidium di Girolamo (MPL 23, 181 ss.), con ogni probabilità mediato da Erasmo, che ad essa rinvia implicitamente nell'Annotatio LB VI, 11, B-C. Campi, VM, 71, nota 29, segnala che lo stesso ragionamento si trova in Lutero, WA l l, 323 s.: Erasmo è la fonte comune di gran parte del materiale di erudizione utilizzato dai riformatori.
44 Z I, 422,26 = VM, 87. La critica alla tesi della virginitas perpetua, con riferimento al tema dei fratelli e delle sorelle di Gesù, si ritrova, invece, in alcuni circoli anabattisti: cfr. FERRARIO,
La «Sacra Ancora», 237.
45 Z I, 404,12-18 = VM, 72.
46 Z I, 406,16-22 = VM, 74. Cfr. L'Annotatio filologica di Erasmo, LB V, 223, D-E.
47 Ricordiamo che nel testo greco stabilito da Erasmo, l'espressione εýλογημÝνη συ Ýν γυναιξιν si trova, oltre che al v. 42, nella risposta di Elisabetta, anche al v. 28; le edizioni critiche attuali preferiscono la lectio brevior per le ragioni riassunte in METZIGER B.M., A Textual Commentary to the Greek New Testament, Stuttgart, 1975, 129.
48 Z I, 407,8-13 = VM, 75.
49 Z I, 408,9-14 = VM, 76. Quando Zwingli parla dell'Ave Maria, si riferisce naturalmente alla sua prima parte, quella in uso a quel tempo in area tedesca. Si comprende cosi quanto egli afferma: «l'Ave Maria non è una preghiera, ma un saluto e una lode. Infatti se riflettete attentamente sulle parole, non troverete in esse alcuna supplica, ma soltanto un saluto e una lode per Maria. Preghiera, in volgare, significa implorazione. E qui non si implora alcunché, ma si saluta con ossequio», Z I, 408,23-25 = VM, 77.
50 In occasione della proclamazione del dogma dell'Assunta, il dibattito si è svolto addirittura sulla Neue Zürcher Zeitung! Locher, Absicht, viene scritto in quel contesto. Nei paesi di lingua tedesca, può accadere che temi di interesse teologico siano dibattuti sulla grande stampa di informazione.
51 Indicazioni bibliografiche in SCHNEIDER, Zwinglis Marienpredigt, 115, nota 86 e, sulla polemica tra gli ordini francescano e domenicano in Svizzera, LOCHER G., Die zwinglische Reformation im Rahmen der europaischen Kirchengeschichte, Vandenhoeck & Ruprecht, Gottingen — Züirich, 1979, 36, nota 4.
52 «pura» (rein): Z I, 397,16 = VM 64; Z I, 400,16 = VM 69 (qui è ewig reinen. tradotto da Campi con Semprevergine); 424,8.10 (due volte rein e una volta unverserte, intatta) = VM. 89; Z I, 425,1.7 = VM.89; «immacolata» (unbefleckte): Z I, 410, 22: VM. 78 (qui è lo spirito, il sentimento di Maria a essere immacolato); Z I, 421,2 = VM. 86 (unvermaβget, reso in nota con: unbefleckt, unversehrt: allude alla verginità); SCHNEIDER. Zwinglis Mnrienpredigt. 115, nota 89, aggiunge Z I, 396,17 = VM,63, dove però non si allude a Maria. bensì al messaggio di Cristo.
53 Z I, 513,2-514,2.
54 Zwinglis Marienpredigt, 415 s.
55 SCHNEIDER, Zwinglis Marienpredigt, 116. Il passo è Z I, 405, 13-15 = VM, 73: «Mai, dal principio del mondo, è accaduto ad una donna di partorire un figlio che fosse senza peccato o di avere concepito senza peccato». Ciò non può quindi essere accaduto nel caso del concepimento di Maria. Si potrebbe aggiungere Z I, 413,17-19 = VM. 80, dove le parole de!l'angelo sono cosi parafrasate: «Maria, ti annunzio un nuovo tipo di nascita, che non ha niente in comune con la peccaminosa nascita degli uomini», tutti quanti. par di capire.
56 Z I, 424,10-13=VM 89.
57 Cf. LOCHER, Absicht, 106. Le precisazioni di SCHNEIDER, Zwinglis Marienpredigt, 117 s., non inficiano, mi pare, la tesi di fondo.
58 Z I, 413,5 s. = VM, 80.
59 BURGER, Marias Lied, LOCHER, Absicht, CAMPI,
Via Antiqua, umanesimo e Riforma.
60 SCHNEIDER,
Zwinglis Marienpredigt.

 

Inserito Domenica 29 Giugno 2014, alle ore 10:15:27 da latheotokos
 
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DOTTORE IN S. TEOLOGIA CON SPECIALIZZAZIONE IN MARIOLOGIA
DOCENTE ALL'ISSR "SAN LUCA" DI CATANIA

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