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Sviluppo e fondamenti della Mariologia di J. H. Newman
Inserito Mercoledi 9 Luglio 2014, alle ore 17:41:34 da latheotokos
Autori

Dal Libro di Antonino Grasso, Maria di Nazareth. Saggi teologici, Editrice Istina, Siracusa 2011, pp. 234-243.



Newman non ha composto un vero trattato di Mariologia, ma troviamo il suo pensiero sparso nelle lettere, nei discorsi, nelle omelie, nelle composizioni poetiche, negli scritti spirituali. Il testo più completo, denso e sistematico su Maria, è la Letter addressed to the Rev. Pusey on Occasion of his Eirenicon of 1864 del 1865.1

Il lungo percorso di Newman

La comprensione e l’accettazione della Mariologia cattolica è stato per Newman un passaggio graduale e ponderato. Quando nel 1836 egli divenne Tutor dell’Oriel College incontrò qui Richard Hurrell Froude, che lo aiutò a conoscere meglio la Vergine Maria.2 In realtà Froude si ricollegava a John Keble autore, tra l’altro, di stupende poesie dedicate alla Madre di Dio,3 nelle quali le rivolge i titoli più suggestivi, la saluta con parole tipiche dei cattolici, mostrando una tenera e profonda devozione per lei.4 Ma già molto tempo prima, da sacerdote anglicano, Newman aveva mostrato grande interesse al tema mariano, come attesta una sua omelia nella festa dell’ Annunciazione del 1832.5 In essa egli afferma come per mezzo di Maria si sarebbero invertiti i destini del mondo e sarebbe stata schiacciata la testa del serpente infernale. A lei, chiamata ad essere la Madre del Verbo di Dio incarnato, è stato conferito l’onore più grande che potesse essere concesso ad una creatura, e nessuno si può avvicinare alla santità e perfezione di Colei che avrebbe educato il Cristo e lo avrebbe fatto crescere in età, sapienza e grazia.6 Per lui era inconcepibile che l’Unigenito Figlio di Dio, fosse venuto al mondo in una donna coperta di peccato, ma è venuto invece in modo nuovo e vivificante: ha selezionato e purificato un tabernacolo per sé, divenendo il seme santo della Donna nel cui seno il suo corpo si è miracolosamente formato dalla sostanza incontaminata di lei. 7

Tuttavia, proprio in quel periodo, segnato dalla morte prematura dell’amico Froude, Newman criticava aspramente le esagerazioni del culto mariano cattolico, soprattutto quella eccessiva venerazione delle statue nelle chiese e ancora nel 1842 affermava come proprio la Madonna fosse uno degli ostacoli maggiori alla sua accettazione della dottrina cattolica.
8 A fargli superare queste difficoltà, fu Charles W. Russell (1812-1880) di Maynooth9 che tenne una interessante corrispondenza con Newman10 e si mostrò molto interessato al suo percorso di conversione. Russell assicurò Newman che se avesse conosciuto a fondo e pienamente la dottrina della Chiesa Cattolica su Maria, le sue paure e riserve sarebbero completamente scomparse. Lo stesso Rosario, guardato allora con molto sospetto da Newman, altro non era che pura meditazione dei misteri dell’Incarnazione, della Passione e della Gloria del Signore e che, quindi, veniva tratto in inganno pensando che la Chiesa venerasse troppo la Vergine Maria a scapito dell’onore unico e assoluto dovuto alla SS. Trinità.11 Newman non dimenticherà mai l’aiuto spirituale ricevuto da Russell nel processo di chiarimento della Mariologia cattolica e lo attesterà pubblicamente.12

Centralità del mistero dell’Incarnazione

Fin dall’inizio della sua attività pastorale e teologica, Newman è stato profondamente attratto dal mistero dell’ Incarnazione.
13 Questo si può considerare già uno dei motivi fondamentali del suo interesse per Maria che, come Madre del Verbo di Dio fattosi uomo, appare indissolubilmente legata a questo evento di salvezza.14 Via via che il suo pensiero e la sua devozione diventeranno più completi e il percorso della sua conversione si sarà pienamente realizzato, egli guarderà a Maria e ne approfondirà il mistero, sempre guardando al Figlio del suo grembo,15 come a Colei che ha permesso e realizzato il rapporto diretto e visibile di Dio con la nostra umanità. Maria rimane una di noi, una creatura della nostra specie ma è l’orgoglio della nostra umanità perché ci aiuta a guardare a Dio senza paure, mostrandoci che si è fatto per amore uno di noi. Donna povera e assisa sul trono di gloria più alto per una creatura, donna delicata e forte, donna umile ma con immenso potere, questa è la Donna Maria che canta il Magnificat.16 La Vergine studiata, difesa, amata e venerata da Newman, testimonia il mistero di Cristo Salvatore, lo custodisce, lo conferma e ci conduce a Lui, senza oscurare la sua ineffabile e divina luce, anzi esaltandola.17
Se, dunque, l’Incarnazione è il mistero al quale Newman lega la sua Mariologia, ne consegue che essa è per lui essenzialmente cristocentrica, cioè sempre e indissolubilmente legata ai misteri di Cristo, il primo dei quali è, appunto, il suo farsi uomo nel grembo di Lei. Questo indissolubile legame di Maria con il Figlio di Dio fonda non soltanto la sua maternità ma anche la sua santità e tutte le altre sue prerogative,18 per cui non sorprende se Maria fu immacolata nella sua concezione, assunta in cielo, esaltata nella gloria quale Regina dell’universo e gode presso il Figlio di un grande potere di intercessione.
19


Lo sviluppo della dottrina e la viva Tradizione

Un altro principio fondamentale che guiderà Newman nell’accettazione e formulazione della Mariologia, legato alla sua valutazione e ai suoi studi sui Padri, sarà quello dello sviluppo del dogma e della dottrina cristiana. Nel suo libro An Essay on the Development of Christian Doctrine del 1845, a ridosso quindi del suo passaggio ufficiale alla Chiesa Cattolica, nel sesto dei sette criteri per determinare la validità dello sviluppo dottrinale, egli afferma che esso è autentico se mantiene stretti e indissolubili legami con la Tradizione e presenta qualcosa in più di essa, come un’aggiunta che illustra ma non oscura, corrobora ma non corregge i contenuti da cui proviene.
20 Questo rende credibile l’insegnamento della Chiesa, origina una mirabile armonia per cui ogni dottrina è connessa virtualmente con tutte le altre e l’intero corpo della fede forma un tutt’uno armonioso sempre conforme allo spirito della Rivelazione, il Depositum, garantito da Dio contro ogni perversione e protetto da ogni corruzione.21 Tale concezione gli fa comprendere che la venerazione di Maria trova un posto di continuità in questo meraviglioso schema, che il culto mariano non distrugge o impedisce la devozione a Cristo e che esaltare la Madre, non toglie ma glorifica e fa meglio comprendere Cristo. Questo è confermato dai Padri di Efeso che proclamando Maria “Theotokos”, riconoscendole un sommo onore, non vollero anteporla a Cristo, ma lo fecero per tutelare la dottrina della reale Incarnazione del Verbo di Dio e proteggere la fede cattolica da un pericoloso umanitarismo.22 Newman va comprendendo la verità del profondo e inscindibile legame di Maria con Cristo e potrà affermare con estrema lucidità, dati storici alla mano, che coloro che, nel corso dei secoli, hanno cessato di amare la Vergine, non amano più nemmeno Cristo e che mentre la Chiesa Cattolica adora ancora il Figlio venerando la Madre, quelli che hanno denigrato la Madre, hanno cessato anche di adorare il Figlio.23 Il culto mariano della Chiesa è al servizio di Cristo ed è solidamente fondato sulla dottrina, gli insegnamenti e l’ esempio dei Padri e, quindi, ancorato alla ininterrotta continuità delle verità di fede sempre professate nella viva Tradizione della Chiesa.24

La Lettera a Pusey, sintesi del pensiero mariologico di Newman

Nel settembre del 1865, il celebre teologo anglicano Edward Bouverie Pusey, grande amico di Newman, aderente oltre che al Movimento di Oxford  anche al poco fortunato movimento unionistico dell’ugonotto Ambrogio Filipps, pubblicò un Eirenicon con l’intento di contribuire all’unità dei cristiani dal titolo “The Church of England a portion of Christ's One Holy Catholic Church, and a Means of restoring visible Unity”. In questo scritto egli attacca violentemente il culto a Maria come l’ostacolo principale alla riunificazione delle Chiese e come tipico scandalo del sistema romano. La devozione mariana è ontologicamente sbagliata, in stridente contrasto con i normali e accettabili sviluppi della pietà cristiana.25
Newman risponde a Pusey con la Letter addressed to the Rev. Pusey on Occasion of his Eirenicon of 1864, scritta in appena nove giorni, presumibilmente prima della festa dell’ Imacolata del 1865. Un periodo così breve per la composizione di un documento universalmente riconosciuto come uno dei contributi più significativi agli studi mariani, può certo meravigliare. La lettera, tuttavia, non è un moto spontaneo. Da tempo Newman familiarizza con gli argomenti trattati per cui mette in forma sistematica quello che aveva studiato, meditato e vissuto per oltre un ventennio nella sua esperienza personale. Se Newman fu in grado di produrre un lavoro così approfondito nello spazio di qualche settimana fu perché aveva pronto, da tempo, tutto il materiale necessario. In effetti, questo capolavoro della letteratura mariana non è che la sistematizzazione di ciò che Newman aveva insegnato e predicato.26
Nella sua opera Newman affronta tutti gli aspetti fondamentali della dottrina cattolica su Maria come la sua maternità divina, la cooperazione alla salvezza (Seconda Eva), l’ immacolata concezione, l’intercessione celeste, la devozione mariana.27 Egli dimostra che la dottrina patristica dei primi secoli è sostanzialmente identica a quella della Chiesa di oggi e che se Pusey condanna la dottrina cattolica su Maria, condanna in realtà la dottrina dei Padri. La Chiesa Cattolica nel suo insegnamento su Maria, non sostituisce i Padri, ma soltanto li spiega e completa. La fede della Chiesa Cattolica verso Maria è, quindi, conseguenza della validità della dottrina dei Padri ed è in vitale continuità con essa.28
Newman sottolinea anche, come vedremo in seguito, la differenza fondamentale tra fede e devozione e difende il valore della devozione, pur condannandone le forme deviate. Mentre la fede è stata in sostanza sempre la stessa nel trascorrere del tempo, la devozione mariana è aumentata nel tempo ed ha assunto svariate caratteristiche locali. Ma fede e devozione sono strettamente connesse e animate dallo Spirito il quale suscita una meravigliosa concordia tra pastori e fedeli nel conservare, praticare e professare la fede ricevuta. Lo Spirito, infatti, dà unzione è forza ai seguaci di Cristo che formano il suo Capo mistico e sono, quindi guida e maestri della e nella Chiesa; ma a causa del battesimo, dà anche unzione e forza ai seguaci di Cristo che ne formano il Corpo, cioè a tutto il popolo di Dio per cui, mentre assiste i custodi della dottrina e la fedeltà ad essa, lo stesso Spirito assiste contemporaneamente il sensus fidelium che conduce il popolo santo a tutta intera la verità.29
La lettera di Newman è un documento importante che codifica la fede della Chiesa Cattolica su Maria, ed ha presentato una profonda analisi dei principi sui quali la venerazione della Madre di Dio deve essere fondata. Inoltre ha offerto una lezione pratica circa il metodo da seguire nei dialoghi ecumenici in vista di un chiarimento realmente teologico delle rispettive posizioni. Questo scritto di Newman è stato giustamente considerato un capolavoro della letteratura mariana del XIX secolo30 che, malgrado i grandi progressi compiuti dalla Mariologia, merita ancora oggi di essere meglio conosciuto, non soltanto come attestazione dell’amore di Newman per Maria, ma come fonte solida e teologica, anche se apologetica, per una migliore comprensione del culto mariano nella Chiesa Cattolica.31


NOTE
1La traduzione italiana consultata per questo articolo è quella di Newman J. H. XE "Newman J. H." , Lettera al rev. Pusey su Maria e la vita cristiana, Città Nuova, Roma 1975, 87-186. La Lettera è preceduta da un profonda ed ampia Introduzione di G. Velocci XE "G. Velocci"  XE "Velocci G." , (7-86), dove l’autore traccia gli itinerari fondamentali della vita, del pensiero e della Mariologia del Cardinale Newman.
2Cf. Dessain C. XE "Dessain C." , John Henry Newman, London 1971, 9.
3Si tratta di un poema dal titolo “Mother Out of Sight” del 1846, nel quale, tra l’altro, l’autore difende l’uso dell’Ave Maria. (Cf. Greenacre R. XE "Greenacre R." , La Vergine Maria nei testi liturgici della Comunione Anglicana, op. cit., 230).
4Cf. Velocci G. XE "Velocci G." , Introduzione, in Newman J. H. XE "Newman J. H." , Lettera al rev. Pusey su Maria e la vita cristiana, op. cit., 20-21.
5Newman lo faceva però con molta discrezione ed evitava preghiere o antifone direttamente indirizzate a Maria o ai Santi, sostituendo, ad esempio, in esse “ora pro nobis” in “orant pro nobis” (Cf. Greenacre R. XE "Greenacre R." , La Vergine Maria nei testi liturgici della Comunione Anglicana, op. cit., 230).
6Cf. Newman J. H. XE "Newman J. H." , Parochial and Plain Sermons, op. cit., 143-152.
7Cf. Hardon J. XE "Hardon J." , Cardinal Newman, Apologist of Our Lady, in Review for Religious, vol. 11, may 1952, 113; Schneider P. XE "Schneider P." , Das Marienbild des anglikanischen Newman, in Newman Studien, Bd 2, Glock und Lutz, Nürnberg 1954, 103-119; Boyce P. XE "Boyce P." , Introduzione, in Newman J. H. XE "Newman J. H." , Maria. Pagine scelte, op. cit., 16-31.
8Cf. Dessain C. XE "Dessain C." , John Henry Newman, op. cit., 37; Newman J. H. XE "Newman J. H." , Apologia pro vita sua, op. cit., 53 e 195; Stern J. XE "Stern J." , La Vierge Marie dans le chemin de foi parcouru par John Henry Newman, in Marianum, 53 (1991), n. 1., 42-68. Sono gli anni del Movimento di Oxford nel corso dei quali Newman, da una parte condanna le pratiche di pietà verso la Vergine, dall’altra sente una vera devozione per lei. Certo una situazione strana e contradditoria, nella quale appaiono le due correnti del suo spirito: una superficiale ed esterna, l’altra interna e profonda, correnti che si spiegano alla luce della sua vita e dell’educazione religiosa e culturale che aveva ricevuto e in cui era cresciuto (Cf. Velocci G. XE "Velocci G." , Maria nella vita di J. H. Newman, op. cit., 277-278; Gambero L. XE "Gambero L." , “Se veramente è Madre di Dio”. Maria nella vita di un grande convertito: J.H. Newman, in Madre e Regina 44 [1990], n. 12, 10-12).
9Nativo di Killough nella Contea di Down, Russell entrò a quattordici anni nel seminario di Maynooth. All’età di 23 anni viene ordinato sacerdote. Nel 1845 diviene professore di Storia ecclesiastica e poi, nel 1857 Rettore dello stesso seminario. Muore nel 1880, dopo una rovinosa caduta da cavallo avvenuta nel 1877 e molte sofferenze. Nei suoi quaranta anni di attività egli ha realizzato una prodigiosa produzione scientifica in forma di articoli e libri. Tra i suoi amici ci furono Lord Acton e John Henry Newman, che gli attribuì la più grande influenza sulla sua conversione al cattolicesimo (Cf. Macaulay A. XE "Macaulay A." , Dr. Russell of Maynooth, London 1983)Biography by Ambrose Macaulay published in 1983.
10Cf. Newman J. H. XE "Newman J. H." , Letter Newman to Russell del 13 aprile 1841 in Correspondence of John Henry Newman with John Keeble and Others 1839-1845, Birmingam Oratory, London 1917, 122-123.
11Cf. Macaulay A. XE "Macaulay A." , Dr. Russell of Maynooth, op. cit. 83-90.
12Cf. Newman J. H. XE "Newman J. H." , Apologia pro vita sua, op. cit., 194.  Per tutto il paragrafo cf. Coupet J. XE "Coupet J." , Le rôle de Marie dans le cheminement de Newamn, in Nouveaux Cahiers Mariaux, 17 (1990), 6-12; Boyce P. XE "Boyce P." , Introduzione, in Newman J. H. XE "Newman J. H." , Maria. Pagine scelte, op. cit., 16-31.
13Cf. Morrone F. XE "Morrone F." , Cristo il Figlio di Dio fatto uomo, op. cit., 16-20.
14Cf. Velocci G. XE "Velocci G." , Introduzione, in Newman J. H. XE "Newman J. H." , Lettera al rev. Pusey su Maria e la vita cristiana, op. cit., 7.
15Cf. Courth F. XE "Courth F." , Mariologie, op. cit., 199-202.
16Cf. Guire J. E. XE "Guire J. E." , Holy Virgin Mary the Woman of Grace in the Mistery of Incarnation as presented in the Writing of John Henry Newman, Dissertazione dottorale, Angelicum, Roma 1975.
17Per tutto il paragrafo 2.1 cf. McGovern T. XE "McGovern T." , Newman on Devotion to Our Lady, in Homiletic&Pastoral Review, May 1997, 8-18; Govaert L. XE "Govaert L." , Kardinal Newman Mariologia und sein persönlicher Werdegang, Universitätverlag, Salzburg 1975.
18Cf. Newman J. H. XE "Newman J. H." , Discourses addressed to Mixed Congregations, MD,  Westminster 1966, 342-359.
19Cf. Schumacher J. XE "Schumacher J." , Maria die Gottesmutter und der Trinitarische Gott  bei John Henry Newman, in Sedes Sapientiae, Mariologische Jarhbuch, 4(2000), n.2, 52-53; Velocci G. XE "Velocci G." , Introduzione, in Newman J. H. XE "Newman J. H." , Lettera al rev. Pusey su Maria e la vita cristiana, op. cit., 10-12; Newman J. H. XE "Newman J. H." , Meditations and Devotions, op. cit., 38.
20Cf. Idem XE "Newman J. H." , An Essay on the Development of Christian Doctrine, op. cit., 200. Traduzione italiana Newman J. H. XE "Newman J. H." ,  Lo sviluppo della dottrina cristiana, Jaca Book, Milano 2003.
21Cf. Velocci G. XE "Velocci G." , Introduzione, in Newman J. H. XE "Newman J. H." , Lettera al rev. Pusey su Maria e la vita cristiana, op. cit., 33; Stern J. XE "Stern J." , Bible et Tradition chez Newman. Aux origines de la théorie du développment, A. Montagne, Lyon 1967; Walgrave J. H. XE "Walgrave J. H." , Newman. Le dévelopment du dogme, Casterman, Tornai-Paris 1957.
22Cf. Newman J. H. XE "Newman J. H." , An Essay on the Development of Christian Doctrine, op. cit., 426. Il ricorso ai Padri risultò fondamentale anche nel dialogo con gli Anglicani, perché la tradizione patristica su Maria era quasi ignorata dalla comunità degli studiosi anglicani del XIX secolo per il fatto che molti di loro accettavano passivamente gli insegnamenti dei teologi del XVII secolo, carichi di pregiudizi e unilaterali (Cf. Griffin J. R. XE "Griffin J. R." , Newman and the Mother of God, in Faith&Reason, 1989, 636-703).
23Cf. Newman J. H. XE "Newman J. H." , An Essay on the Devolopment of Christian Doctrine, op. cit., 426.
24Cf. Idem XE "Newman J. H." , Discourses addressed to Mixed Congregations, Longmans, Green and Co, London 1921, Discorso XVIII dal titolo On the Fitness of the Glories of Mary, 348;  Perrot J. XE "Perrot J." , Mariologie Newman’s, Saint Austin Press, Southampton 1997.
25Cf. Velocci G. XE "Velocci G." , Introduzione, in Newman J. H. XE "Newman J. H." , Lettera al rev. Pusey su Maria e la vita cristiana, op. cit., 82-83.
26Cf. Boyce P. XE "Boyce P." , Introduzione, in Newman J. H. XE "Newman J. H." , Maria. Pagine scelte, op. cit., 35-46.
27Cf. Velocci G., Introduzione, in Newman J. H. XE "Newman J. H." , Lettera al rev. Pusey su Maria e la vita cristiana, op. cit., 82-83.
28Cf. Newman J. H. XE "Newman J. H." , Lettera al rev. Pusey su Maria e la vita cristiana, op. cit., 87-186.
29Cf. Idem XE "Newman J. H." , Pensamientos sobra la Iglesia, Barcellona 1864, 377; Calero A. M. XE "Calero A. M." , La Vergine Maria nel mistero di Cristo e della Chiesa, op. cit., 194; Ford J. T. XE "Ford J. T." , Newman on sensus fidelium and mariology, in Marian Studies, 28(1977), 120-145.
30Cf. Hauke M. XE "Hauke M." , Introduzione alla Mariologia, op. cit., 92.
31Cf. Hardon J. XE "Hardon J." , Cardinal Newman, Apologist of Our Lady, op. cit., 113-124; Velocci G. XE "Velocci G." , Maria nella vita di J. H. Newman, in Theotokos, 6 (1998), n. 1, 299 (tutto l’assunto 277-300); Olive M. M. XE "Olive M. M." , Un petit traité de Mariologia selon les Pères des premiers siècles: La “Lettre à Pusey” de Newman, vol III in Acta Congressus Maiologici-Mariani in Lusitania, PAMI, Città del Vaticano 1967, 303-332; Boyce P. XE "Boyce P." , Introduzione, in Newman J. H. XE "Newman J. H." , Maria,op. cit., 35-46.

 
 
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DOTTORE IN S. TEOLOGIA CON SPECIALIZZAZIONE IN MARIOLOGIA
DOCENTE ALL'ISSR "SAN LUCA" DI CATANIA

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