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  Avvento: Maria, Vergine dell'attesa 
Culto

Un articolo di Bruno Simonetto, in Madre di Dio, n. 11 - Novembre 2003.



Sintesi vivente della preparazione messianica, la Vergine-madre è la donna della pienezza del tempo che chiude un’epoca e ne apre un’altra. - "Formulari di Messe della Beata Vergine Maria" e Prefazi proposti per il ‘Tempo di Avvento’.

L'Avvento inizia quest’anno con la fine del mese di Novembre. È peraltro vero che questo tempo dello spirito – sentito in prospettiva tra l’Avvento e il Natale – non obbedisce al rigore delle date del calendario liturgico: al Natale ci si prepara assai per tempo, nell’interiorità dell’anima, prima ancora che nell’esplosione del clima della festa; e l’Avvento, a sua volta, è sempre vissuto come l’eterna ‘attesa’ della venuta del Signore in questo povero mondo… Ci pare di cogliere tutta questa realtà, pensando alla forte presenza di Maria, Vergine dell’Attesa e Madre della Speranza, nella liturgia di un tempo che, non per nulla, è considerato "tempo mariano". Vogliamo riservare lo spazio di riflessione su tale realtà anzitutto ai tre "Formulari di Messe della Beata Vergine Maria" proposti per il ‘Tempo di Avvento’: riflessioni allargate in particolare a quelle dei Prefazi II e IIA che il "Messale Romano" ci propone, a sua volta, per l’Avvento.


1. Tre formulari di celebrazione

I tre formulari di celebrazione di Messe della Beata Vergine Maria nel ‘Tempo di Avvento’ sono così presentati:

-
Maria Vergine, figlia eletta della stirpe d’Israele
"Nel ‘Tempo di Avvento’ la liturgia romana celebra il progetto della salvezza, secondo il quale Dio, nella sua misericordia, chiamò i Patriarchi e strinse con loro un’alleanza d’amore; diede la legge di Mosè; suscitò i Profeti; elesse Davide, dalla cui stirpe sarebbe nato il Salvatore del mondo. I libri dell’Antico Testamento, mentre preannunziano l’avvento del Cristo, "mettono sempre più chiaramente in luce la figura della donna, madre del Redentore" (LG 55), cioè della beata Vergine Maria, che la Chiesa proclama letizia d’Israele ed eccelsa Figlia di Sion. Infatti, la beata Vergine Maria, che riparò con la sua innocenza la colpa di Eva, "è figlia di Adamo per la nascita" (Prefazio): accogliendo nella fede l’annunzio dell’Angelo concepì nel grembo verginale il Figlio di Dio; "è discendente di Abramo per la fede" (Prefazio); per la stirpe è "pianta della radice di Jesse" (Prefazio), da cui spuntò il fiore, Gesù Cristo Signore nostro. Maria, obbedendo con sincerità di cuore alla Legge e abbracciando con tutta l’anima la volontà di Dio, come afferma il Concilio Vaticano II, "primeggia tra gli umili e i poveri del Signore, i quali con fiducia attendono e ricevono da lui la salvezza. Con Maria, eccelsa Figlia di Sion, dopo la lunga attesa della promessa, si compiono i tempi e si instaura la nuova economia, quando il Figlio di Dio assunse da lei la natura umana, per liberare l’uomo dal peccato con i misteri della sua carne" (LG 55). È questo disegno della misericordia di Dio e della salvezza che viene commemorato e celebrato in questa Messa di Maria Vergine, figlia eletta della stirpe d’Israele. Opportunamente, quindi, nella prima Lettura si ricorda, a scelta:
- la promessa di Dio ad Abramo: "In te si diranno benedette tutte le famiglie della terra" (Gen 12, 17; cfr. Lc 1, 55);
- la promessa fatta a Davide per bocca del profeta Natan: "La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a me e il tuo trono sarà reso stabile per sempre" (2 Sam 7, 1-5. 8b-11.16; cfr. Lc 1, 32.33).
Nel Vangelo poi si proclama la genealogia di Gesù Cristo (Mt 1, 1-17), dalla quale appare che il nostro Salvatore è figlio di Davide e figlio di Abramo (cfr. Mt 1, 1)".


- Maria Vergine nell’Annunciazione del Signore
"Nel ‘Tempo dell’Avvento’ la liturgia ogni giorno ricorda l’annunzio di Gabriele alla beata Vergine Maria […]. Il consenso della Vergine che, come "volle il Padre delle misericordie", precedette l’Incarnazione (cfr. LG 56), è di grandissima importanza nella storia della salvezza: infatti, l’Incarnazione del Verbo è la sorgente della rinnovazione dell’uomo. La liturgia romana fa solenne memoria di questo sacramento della nostra salvezza non soltanto nella solennità del 25 marzo, ma anche – all’avvicinarsi del Natale del Signore – il 20 dicembre, e soprattutto la IV Domenica di Avvento dell’Anno B. La celebrazione di questo mistero s’intona mirabilmente con il carattere e l’atmosfera del Tempo di Avvento. Pertanto, la Messa di Maria Vergine nell’Annunciazione del Signore molto opportunamente potrà essere celebrata per un valido motivo nel Tempo di Avvento, quando si deve far memoria della Madre del Signore. Nel presente formulario le Letture sono:
- la profezia della vergine che concepirà ("Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio": Is 7, 10-14; 8, 10c);
- l’annunzio portato da Gabriele alla Vergine di Nazareth ("Ecco, concepirai un figlio e lo darai alla luce": Lc 1, 26-38).
Questa Messa in passato veniva celebrata il mercoledì delle "tempora" di Avvento (feria IV) e, data la sua bellezza, non raramente nell’età medioevale è stata chiamata "Messa aurea". Il Prefazio è lo stesso della solennità dell’Annunciazione".

- Visitazione della Beata Vergine Maria
"La celebrazione di questo mistero, singolarmente ricco di doni di grazia, nel quale la beata Vergine Maria, avvolta nell’ombra dello Spirito Santo e portando nel grembo il Verbo divino, visitò Elisabetta, ricorre più volte nella liturgia romana: oltre che il 31 maggio, in prossimità della nascita di Giovanni Battista (24 giugno), si celebra quasi per un’intima profonda esigenza anche nel ‘Tempo di Avvento’, il 21 dicembre; e, soprattutto, la IV Domenica di Avvento dell’Anno C, nell’imminenza del Natale del Signore. Perciò è bene inserire in ‘Tempo di Avvento’ il formulario della Visitazione della beata Vergine Maria quando, per un valido motivo, il popolo cristiano deve ricordare e onorare la Madre di Dio. La beata Vergine Maria, nella visita alla cugina Elisabetta, adombra il mistero della salvezza in cui Dio "ha visitato e redento il suo popolo" (Antifona d’ingresso, Lc 1, 68); e al tempo stesso è ‘tipo’ della Chiesa che, "sostenuta dai Sacramenti, con la luce e la forza dello Spirito, si affretta a portare sulle strade del mondo il gioioso annunzio del Vangelo, perché l’umanità intera accolga il dono della Redenzione e riconosca nel Cristo il Salvatore di tutte le genti" (Orazione dopo la Comunione). In questa Messa la beata Vergine Maria è celebrata come:
- nuova Figlia di Sion che porta nel suo grembo il Signore, Re d’Israele (Sof 3, 14-18a);
- arca della nuova Alleanza che, concepito il Verbo, reca "alla casa di Elisabetta la salvezza e la gioia" (Colletta; cfr. 1 Cr 13.14);
- creatura nuova plasmata dallo Spirito Santo la quale, "fecondata dalla rugiada celeste" (Orazione sulle offerte; cfr. LG 56), diede al mondo il frutto apportatore della salvezza, Cristo Gesù;
- Madre di Dio, riconosciuta tale da Elisabetta, la madre del Precursore, "nel saluto profetico" da lei pronunciato "illuminata dallo Spirito" (Prefazio): Madre di Dio che interamente si offre al mistero della redenzione;
- Donna santa che, dopo l’annunzio dell’Angelo, è tutta dedita alla realizzazione dei beni della salvezza, e magnifica Dio in un canto di lode traboccante di riconoscenza (cfr. Vangelo, Lc 1, 39-55);
- Donna santa che eccelle "nel premuroso gesto della sua carità" (Prefazio) e giustamente è detta beata "per aver creduto alla salvezza promessa" (Prefazio; cfr. Alleluja, Lc 1, 45);
- Donna alla cui umiltà Dio ha guardato (Antifona alla Comunione, Lc 1, 48) e che tutte le generazioni esalteranno".


2. L’impronta mariana nei Prefazi II e IIA dell’Avvento

"I Prefazi [delle liturgie eucaristiche] – ha scritto il benedettino dom Stefano Rosso – rivestono grande importanza perché in essi si condensano i temi essenziali del tempo liturgico, forniscono i motivi per il rendimento di grazie e possono essere intesi come la struttura portante di tutte le articolazioni sviluppate dalle orazioni" (cfr. ‘Nuovo Dizionario di Mariologia’, Ed. San Paolo, 19964, p. 178). In questo contesto osserviamo come il II e il IIA dei quattro "Prefazi" che il "Messale Romano" propone per il ‘Tempo di Avvento’, insieme con quelli dei tre formulari sopra ricordati, sono di una ricchezza mariologica straordinaria. Infatti, stando ai Prefazi dell’Avvento, mentre il I e il IA si riferiscono all’avvento escatologico, il II e il IIA riguardano i giorni dell’avvento natalizio; e proprio per questo sono particolarmente mariani. Il Prefazio II si intona con l’attesa gioiosa dell’Incarnazione; Cristo figura al centro del mistero. Nella prima parte dell’embolismo il Messia è oggetto dell’annuncio dei Profeti, dell’attesa e della preparazione nella Vergine-madre, della proclamazione e presentazione del Battista (la progressione culmina con la ‘presenza’ nel mondo dell’Emmanuele); nella seconda Cristo è il soggetto attivo nella preparazione alla celebrazione del memoriale della sua venuta. E la mediazione della Vergine è espressa in una sintesi bellissima che mette in risalto la sua cooperazione all’Incarnazione:

"Egli [Gesù] fu annunziato da tutti i profeti,
la Vergine Madre l’attese e lo portò in grembo
con ineffabile amore,
Giovanni proclamò la sua venuta
e lo indicò presente nel mondo
".

Il Prefazio IIA è mariano, e quindi si presta specialmente per la IV Domenica e per i giorni che commemorano l’Annunciazione e la Visitazione (cfr. formulari B e C, di cui sopra). Maria è presentata come nuova Eva e figlia di Sion. Questi due titoli evocano le tematiche che, fin dal tempo dei Padri della Chiesa, la riflessione cristiana ha fatto emergere in proposito. Vergine feconda e madre universale della vita, ella è sorgente di benedizione per l’umanità intera:

"Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti glorifichiamo
per il mistero della Vergine Madre.
Dall’antico avversario venne la rovina,
dal grembo verginale della figlia di Sion
è germinato colui che ci nutre con il pane degli Angeli
ed è scaturita per tutto il genere umano
la salvezza e la pace.
La grazia che Eva ci tolse ci è ridonata in Maria.
In lei, madre di tutti gli uomini,
la maternità, redenta dal peccato e dalla morte,
si apre al dono della vita nuova.
Dove abbondò la colpa,
sovrabbonda la tua misericordia
in Cristo nostro Salvatore
".

In questa "mariologia pregata" il ruolo della Vergine-madre è detto senz’altro ‘mistero’, perché fa parte del mistero centrale, Cristo. Maria cioè – per dirla con il cap. VIII della Lumen gentium – è colta nel mistero di Cristo e della Chiesa; come del resto risulta evidente nelle ‘Collette’ e negli altri elementi dell’Ufficio e delle liturgie eucaristiche, particolarmente nella cosiddetta ‘serie maggiore’ (17-24 dicembre) delle ferie dell’Avvento. In sintesi, occorrerà ricordare che "il culto di Maria nell’Avvento affonda le sue radici nelle realtà teologali, nel cuore delle quali si situa la sua vocazione e missione: la madre si integra perfettamente nella celebrazione del mistero del Figlio, conferendovi una accentuata nota spirituale e contemplativa. Da ciò deriva che l’Avvento – ma anche tutto il ciclo del Natale – è il tempo in cui, più che negli altri periodi dell’Anno liturgico, è messa in forte rilievo la cooperazione della Vergine all’opera della salvezza" (cfr. ‘Nuovo Dizionario di Mariologia’, op. cit., p.186).

 

Inserito Giovedi 20 Novembre 2014, alle ore 11:33:49 da latheotokos
 
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