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  Esemplarità di Maria in Quaresima, nella Pasqua e nella Pentecoste 
Culto

Dal libro di Jesùs Castellano Cervera, L'Anno liturgico. Memoriale di Cristo e mistagogia della Chiesa con Maria Madre di Gesù, Centro di Cultura Mariana "Madre della Chiesa", Roma 1991, pp.65-66; 113-114; 125-127.



Esemplarità di Maria in Quaresima

La liturgia romana ignora praticamente il mistero di Maria nei suoi testi liturgici. Non cosi la liturgia orientale che ha belle formule nei tropari chiamati theotokion.
Anche quando Maria non viene ricordata esplicitamente, rimane pur sempre modello della Chiesa nell'esercizio del culto divino (Marialis Cultus 16). Tre considerazioni fondamentali su questo argomento:
- Maria ha accompagnato silenziosamente e nascostamente il suo Figlio nel suo cammino verso Gerusalemme, verso la croce e la Pasqua; lì si trova nell'ora del Figlio perché ha camminato insieme al Figlio. É la Vergine in cammino che accompagna il Figlio nell'Esodo del grande ritorno. Anche se non c'è in lei una conversione, una purificazione, la sua vita è crescita, pellegrinaggio nella fede, nella speranza e nell'amore (cfr. LG 58);
- Modello della Chiesa nella sua divina maternità e esempio di quell'amore generoso che deve guidare la comunità ecclesiale nel parto dei nuovi figli (Marialis Cultas 19).
- Nella sua intercessione come rifugio dei peccatori - come viene ricordata in alcune preci del vespro di Quaresima - Maria intercede per tutti affinché si compia la grande conversione di tutta la comunità ecclesiale. Nel Canone di Andrea di Creta cosi viene invocata in due théotokion:
* Madre di Dio, speranza e protezione di chi ti celebra
liberami dal grave peso del mio peccato
e coinvolgimi, Vergine sovrana,
nella trasformazione del pentimento (I Ode)
* Purissima Regina, Madre di Dio
speranza di chi a te viene,
porto di naviganti in tempestoso mare,
su di me con le tue preghiere invoca
il perdono del Compassionevole
'<Creatore e Figlio tuo (II Ode).

Esemplarità di Maria nel mistero pasquale

Il ricordo di Maria nella celebrazione del mistero pasquale è assai sobrio nella attuale liturgia romana. Non mancano però alcuni cenni:
- il ricordo di Maria la «bella Agnella» (primo testo liturgico mariano) nell'ufficio delle letture del Giovedì Santo nell'Omelia di Melitone;
- il ricordo del «corpus natum» negli inni eucaristici del.Giovedì santo;
- il ricordo di Maria ai piedi della Croce nel Vangelo del Venerdì;
- l'invocazione alla Santa Madre di Dio nelle litanie dei Santi della vigilia pasquale;
- il possibile canto del Regina coeli laetare come finale della celebrazione pasquale.
La liturgia bizantina mette più in risalto la presenza della Madre di Gesù in quest'ora, specialmente con alcuni testi poetici del Sabato Santo, anticipati al Venerdì nell'ufficio delle Enkomia, quando si fa possente il lamento e la speranza della Risurrezione del Figlio.
La presenza di Maria nella religiosità popolare di questo tempo sembra esigere una adeguata presenza rituale nelle celebrazioni. Abbiamo già indicato alcuni suggerimenti:
- ricordo di Maria nella celebrazione della Passione del Signore il venerdì santo;
- celebrazione dell'Ora della Madre al Sabato Santo, con i bei testi preparati da P. Ermanno Toniolo, ispirati anche alla liturgia bizantina;
- saluto pasquale alla Madre di Dio alla fine della vigilia pasquale con il canto del Regina Coeli.
Ecco soltanto alcuni testi significativi della liturgia bizantina:
* «Piangeva amaramente, o Verbo, la Madre tua purissima
vedendoti nella tomba, Dio ineffabile eterno.
Contemplando la tua morte, o Cristo,
la Madre immacolata ti diceva:
Non attardarti tra i morti, o vita!»
* «O luce dei miei occhi, o dolcissimo Figlio mio,
come puoi nasconderti ora in una tomba?...
Risorgi, tu che doni la vita,
dice piangendo la Madre che ti ha generato.
Affrettati a risorgere, o Verbo,
dissipa il dolore della tua Madre pura»
                                            (Dai testi del Sabato Santo)
*
«Danza ora ed esulta o Sion,
e tu rallegrati, o pura Madre di Dio,
nella Risurrezione del Figlio tuo»
                                            (Dai testi della vigilia pasquale)
Un importante documento dei Servi di Maria esprime questo voto: «Che in modo discreto e sapiente sia esplicitato nella liturgia del Triduo pasquale un elemento che le è intrinseco: la partecipazione della Madre alla Passione del Figlio. Ciò è conforme alla natura intima della liturgia che è celebrazione degli eventi salvifici nella loro totalità; è conforme alla narrazione evangelica (cfr. Gv 19,23-27), che è intesa da molti esegeti come un enunciato biblico, in senso proprio, della maternità spirituale di Maria; è consono alla tradizione liturgica se al riguardo si tengono presenti le rispettive celebrazioni del Rito bizantino e di altri Riti orientali; è rispondente infine alle attese dei fedeli. Non accogliere questo desiderio potrebbe condurre ad accentuare il distacco tra liturgia e pietà popolare là dove, invece, si intravede possibile e legittimo un fecondo interscambio» (208'Capitolo Generale dell'Ordine dei Servi di Maria, Fate quello che vi dirà, Roma 1983, pp. 62-63).

Maria, Vergine della Pasqua e della Pentecoste

Certamente non mancano motivi per ricordare Maria nel tempo di Pasqua e nell'attesa della discesa dello Spirito Santo. Sappiamo indirettamente che la Vergine partecipa della Pasqua del Figlio, nella gioia della sua Risurrezione e come Donna nuova che ha vissuto come nessun altro accanto all'Uomo nuovo il mistero pasquale. Maria è presente alla Pentecoste, nella preghiera comune (At 1,14) come Madre di Gesù. L'iconografia più antica rappresenta Maria all'Ascensione come figura e modello della Chiesa. È quindi Vergine della Pasqua del Figlio, Chiesa orante nell'Ascensione e nell'attesa dello Spirito, Madre di Gesù e dei discepoli di Cristo nella effusione dello Spirito Santo (cfr. LG 59).
Il Documento già citato Fate quello che vi dirà, esprime ancora questo voto nel rispetto verso il tempo di Pasqua e nella doverosa attenzione ai contenuti del mistero pasquale: «Deve (l'ordinamento liturgico) mostrare la potenza della Pasqua di Cristo e il dono dello Spirito operanti in Maria. D'altra parte è auspicabile che la liturgia pasquale, sul filo conduttore del dato biblico (At 1,14), sviluppi cultualmente il rapporto arcano esistente tra lo Spirito, la Chiesa e Maria» (p. 63).
Tra gli elementi mariani della liturgia del tempo pasquale ricordiamo:
- il saluto di compieta: Regina coeli;
-
il Magnificat del Vespro, pregato nella prospettiva pasquale della sua composizione e dei sentimenti di Maria dopo la Pasqua, quando già in Cristo si sono avverate alcune promesse del Magnificat: "Ha esaltato gli umili";
- alcune preghiere di intercessione al Vespro;
- i formulari della Messa di Santa Maria (comune) per il tempo pasquale, con il duplice cenno alla Risurrezione e alla attesa dello Spirito.
La celebrazione del mese di maggio in onore di Maria non deve distogliere lo sguardo da questa spiritualità mariana pasquale. La festa della Visitazione può essere contemplata nella luce della Pentecoste, anticipata in Maria. In alcuni posti, dopo la Pentecoste si celebra la festa di Maria Madre della Chiesa, con i formulari che ora ha anche il Messale Romano, come messa votiva.
I Servi di Maria hanno fatto una bella proposta celebrativa, quella di una celebrazione del Regina Coeli laetare che esprime con accenti di profonda poesia l'esperienza gioiosa di Maria come Madre e Vergine della Pasqua. Di questa celebrazione riportiamo due stichi del dialogo, tra le donne e Maria, che mostra la sua profonda esperienza della Risurrezione:
Figlie di Gerusalemme: Chi ti ha dato la notizia, Madre?
Anche da te sono venuti i discepoli di Emmaus
che, calata la sera,
lo hanno riconosciuto nello spezzare il pane?
Maria: Quando il sepolcro intatto ha tremato,
un fremito ho sentito nel mio grembo verginale:
Egli di nuovo era nato!
F.d.G.: Non lasciare Maria, il nostro animo sospeso.
Dl a noi da chi lo hai saputo.
Da un discepolo segreto,
da un soldato pentito,
da un angelo del cielo?
Maria: Non da voce di uomini, sorelle,
né da messaggi di angeli
la buona novella ho appreso.
Già la conoscevo.
Custodivo nel cuore la sua parola:
«Il terzo giorno risusciterò».
Per questo una invocazione la saluta, come all'inizio l'Angelo:
Gioisci, Vergine della Pasqua;
da te e nato il Signore della storia
alfa e omega di tutto il creato.
(Dal libro: Come vivere l'impegno cristiano con Maria. Celebrazioni, Centro di Cultura Mariana «Mater Ecclesiae», 1983, pp. 96-108).

 

Inserito Venerdi 30 Gennaio 2015, alle ore 20:18:19 da latheotokos
 
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