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  Missione e comunione con Maria nella Chiesa e nel mondo 
Chiesa

Secondo gli insegnamenti di P. Chaminade. Un articolo di P. Giacomo Boggione, in  Presenza Marianista, 182 (2015) n. gennaio/marzo 2015, pp. 23-26.



Per comprendere esattamente cosa significa «missione e comunione con Maria nella Chiesa e nel mondo» è necessario prima di tutto portare la nostra attenzione sulla consacrazione a Maria, Madre di Gesù e Madre nostra spirituale.
1. Dobbiamo infatti lavorare per l’avvento del Regno di Dio «in alleanza con Maria»; ma perché questo rapporto così intimo con la Madre di Gesù? Perché impegnarci nell’apostolato insieme con Lei? Il perché è semplice: essendo Maria anche Madre nostra oltre che Madre di Cristo, risulta normale che noi, suoi figli, siamo premurosamente attenti ai cenni della Madre, attenti nell’aiutarla a realizzare i suoi progetti, ad attuare i suoi desideri. E i suoi progetti si sintetizzano tutti nell’unico anelito: far progredire il Regno di D io, cioè far e di tutta l ’umanità un’unica Famiglia (= Regno) attorno ad un unico Padre (= il Signore).
2. Si tratta pertanto innanzitutto di ben comprendere la maternità spirituale di Maria per concretizzarla, da parte nostra, nella consacrazione a lei, collaborando alla sua missione, nella Chiesa e nel mondo, in stretta comunione tra noi.
3. Seguiremo fedelmente, nell’esposizione della maternità spirituale di Maria, la dottrina del venerato Fondatore, il beato Guglielmo Giuseppe Chaminade . Ci serviremo soprattutto del suo scritto intitolato «La conoscenza di Maria», che egli pubblicò quando aveva già 83 anni e la metà del quale sviluppa il nostro tema.
4. Chi è dunque Maria per noi? La Madre di Gesù è anche Madre nostra nell’ordine soprannaturale. Noi pertanto siamo sì servi, sudditi, schiavi (come insegna S. Luigi M. Grignion di Montfort) di Maria, ma soprattutto siamo figli suoi (su questo punto insiste il p. Chaminade). Del dogma della maternità divina di Maria non diciamo nulla perché, essendo il più antico mistero concernente la persona e il ruolo di Maria nella storia della salvezza, rimane il supporto teologico obbligato per comprendere ogni privilegio mariano che su di esso necessariamente si innesta. Rifletteremo sulla divina maternità di Maria soltanto per una migliore comprensione della sua maternità spirituale nei riguardi degli uomini.
5. Occorre infatti ben comprendere che Maria è veramente Madre nostra, per la vita soprannaturale, così come lo sono le nostre mamme, per la vita naturale. Non si tratta infatti di considerare Maria Madre adottiva, ma Madre reale! E chi fondasse la maternità spirituale sulle parole di Gesù morente al discepolo prediletto: «Ecco tua Madre», incorrerebbe proprio nel difetto di considerare la sua maternità nei nostri confronti come semplice adozione. P. Chaminade così si esprime: «Se noi fossimo diventati figli di Maria solo sul Calvario, le parole di Gesù a sua Madre: “Donna, ecco tuo figlio ” (Gv 19,26) istituirebbero un’adozione di natura più o meno intima. Ma in tal caso come potrebbe essere ritenuta esatta l’espressione di Luca: “II suo Figlio primogenito ”? Perché “primogenito” se è il solo nato? E sarebbe l’unico nato da Maria se noi fossimo soltanto figli adottivi di Maria, perché l’adozione non comporta la nascita dalla persona che adotta. In tal caso la Vergine, rigorosamente parlando, non svolgerebbe nei nostri riguardi le funzioni di nuova Eva. Inoltre il legame che un’adozione stabilisce tra Maria e noi non basterebbe a soddisfare tutte le nostre esigenze. Ci occorre una Madre vera e propria nell’ordine della fede, come l’abbiamo nell’ordine della natura: nell’uno come nell’altro una Madre adottiva non sarebbe sufficiente».
6. Maria è Madre nostra a titolo di generazione spirituale e Gesù è «il primo principio della generazione spirituale, come Adamo lo è della generazione naturale», scrive il p. Chaminade. Infatti, e di queste verità dobbiamo convincerci, S. Paolo categoricamente dice : «Noi, pur essendo molti, siamo un solo corpo in Cristo» (Rom 12,5), «Come infatti il corpo, pur essendo uno, ha molte membra e tutte le membra, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche Cristo. E in realtà noi tutti siamo stati battezzati in un solo Spirito per formare un solo corpo... Ora voi siete corpo di Cristo e sue membra, ciascuno per la sua parte» (1 Cor 12,12.13.27). Paolo, anzi, per esprimere la profonda unione che il battesimo opera con Cristo e in Cristo, usa un’espressione più forte della formula già forte del corpo. Tutti i battezzati, come totalità e come individui, sono con Cristo e in Cristo «uno solo» (Gal 3,28), una sola persona mistica, un solo Cristo mistico. Allora tutte le differenze tra gli uomini, non solo quelle sociali (schiavo, libero) e quelle religiose (ebreo, greco), ma anche quelle inerenti alla nostra natura, (uomo, donna) sono superate e assunte in una unità superiore. Occorre comprendere bene questa unione con Cristo di tutti gli uomini, secondo la dottrina qui appena accennata del Corpo mistico del quale Cristo è il Capo e noi le membra, per poter penetrare con fede e intelligenza nel mistero della maternità spirituale di Maria.
7. In questa luce, come dobbiamo leggere l’Annunciazione dell’Angelo a Maria? Lasciamo la parola al p. Chaminade: «Quando Maria collaborò all’Incarnazione del Verbo nelle sue caste viscere, conosceva evidentemente l’opera e il piano della Redenzione in tutta la sua estensione; e l’accettò con amore. Comprese che, concependo Gesù, lo concepiva tutto intero, cioè nel suo corpo naturale e nel suo corpo mistico, poiché non poteva separarlo da quelli che avrebbero fatto una cosa sola con lui. Così, sottostando all’onore della maternità divina, Maria accetta la duplice funzione di Madre del Cristo individuale e di M adr e del C risto nella pienezza del suo corpo che è la Chiesa: “La pienezza del suo corpo che è la Chiesa ” (E f 1,23). Concependo fisicamente il Salvatore nel suo seno verginale ha dunque concepito spiritualmente nella sua anima, con il suo amore e la sua fede, i cristiani membri della Chiesa e, per conseguenza, Gesù Cristo» .
8. P. Chaminade sostiene che Maria comprese, al momento dell’Annunciazione, l’estensione della sua maternità non solo divina ma anche spirituale nei riguardi degli uomini. È possibile? È sostenibile questa tesi? Mi sembra proprio di sì, anche se in merito non vi è nessun pronunciamento della Chiesa e neppure della grande teologia ufficiale. Perché? Darò una risposta sintetica e articolata:
• proprio l’accompagnamento «interiore», cognitivo e affettivo, distingue una maternità umana da una generazione animale;
• non sarebbe onesto fare una proposta ad una persona tacendo le conseguenze del suo eventuale assenso o diniego;
• nessuna proposta più impegnativa di quella espressa dall’angelo a Maria è stata fatta da Dio ad una creatura, invitata a diventare la Madre del Redentore;
• Maria, non dimentichiamolo, è l’Immacolata, esente cioè non solo dal peccato originale ma anche piena della grazia del Signore e ricca di quella luce interiore dello Spirito che così spesso difetta in noi, ottenebrati come siamo dai fomiti dell’egoismo che ci impedisce di leggere con facilità il volere di Dio nel quotidiano;
• per cui, più di ogni Madre, Maria sapeva di concepire, ma più di ogni creatura sapeva leggere intera la proposta dell’Incarnazione: diventare Madre del Cristo totale, storico e mistico.
Mi sembra quindi logico accettare non solo il dato della fede che mi garantisce che Dio Padre mi aveva presente fin dall’eternità, prima che i miei genitori esistessero e mi desiderassero, ma anche che Maria, Madre di Gesù e mia, implicitamente accettò di diventare mia Madre molto prima della mia nascita naturale e accettò con tutte le conseguenze che tale assenso comportò per lei e per il Primogenito.
9. Con l’assenso dato all’angelo all’Annunciazione, Maria, come ha concepito veramente Gesù Cristo, ha concepito noi spiritualmente. Concepiti a Nazareth, siamo stati generati sul Calvario. È Gesù morente che esplicita e proclama al mondo e ai secoli che Maria è Madre nostra. Ascoltiamo il p. Chaminade: «Gesù dice a sua Madre: “Ecco tuo figlio”. Forse che Gesù non è più suo figlio? D’accordo che S. Giovanni e, con lui, tutti i discepoli di Gesù diventino figli di Maria ma il Cristo , con la sua morte, cesserebbe di esser e figlio facendosi sostituire da Giovanni? No! Egli vuole rivelarci un grande mistero: come lui vive in noi e noi in lui, così costituiamo con Gesù un unico figlio, un solo Cristo, un corpo di cui Egli è il capo e noi siamo le membra. Noi, con Cristo, siamo un solo Figlio di Maria, un solo Figlio di Dio: lui, figlio naturale e consostanziale, mentre noi siamo figli adottivi... S. Giovanni era già stato istruito su questo profondo mistero di unione e di consumazione nell’unità ma, fino alla discesa dello Spirito Santo , la sua comprensione fu circoscritta alla gioia di avere Maria con sé, perciò dice semplicemente: ‘’E da quel momento l’accolse nella sua casa”. E Maria colse tutta l’importanza delle parole di suo Figlio; lei era la cooperatrice nel grande mistero della Redenzione e ci generava realmente ai piedi detta croce ... ».
10. Perché Gesù ha atteso il momento supremo per dirci che Maria è anche Madre nostra? Due ragioni adduce il p. Chaminade: «Con le solenni parole: “Donna ecco tuo figlio ” (Gv 19,26), Gesù dall’alto della croce ha rivelato al mondo una verità importantissima per la salvezza eterna. Ha voluto riservare questa rivelazione al momento supremo della sua vita, affinché assumesse ai nostri occhi la santità del testamento di un Dio morente. S i potrebbe pure dire che - per farci conoscere la maternità di Maria — Gesù ha voluto attender e il giorno in cui la Vergine, ai piedi della croce, sarebbe apparsa in tutta la sua natura di Madre, sacrificando per la nostra salvezza il suo divin Primogenito. Credo che questo sia il senso delle belle parole di Gesù. Dicendo al discepolo “Ecco tua Madre” (Gv 19,27), intendeva dire: ecco colei che vi ha generato spiritualmente alla fede, quando ha concepito fisicamente me nel suo seno verginale. È vostra Madre come lo è per me; ovviamente non allo stesso titolo, ma comunque a titolo di generazione. E con le parole rivolte a Maria: “Donna, ecco tuo figlio”, Gesù voleva dire: nuova Eva, il tuo Primogenito, compiuta la sua missione, sta per tornare al Padre. Ma questo figlio, frutto della tua fede e del mio amore, non ha ancora compiuto la sua; perciò, o Donna augusta, sposa del tuo Primogenito nell’opera della rigenerazione, io te lo affido». 
11. Maria è Madre nell’ordine della vita soprannaturale, per la vita di Dio in noi. Ma allora è veramente Madre? Solo Dio infatti può comunicare la sua vita! Noi chiamiamo mamme quelle creature che ci comunicano la vita naturale pur affermando che Dio è il creatore nostro come lo fu per Adamo ed Eva. Le nostre mamme sono lo strumento del quale Dio si serve per comunicarci la vita che è dono suo. Applichiamo lo stesso ragionamento per la maternità di Maria! Ogni maternità è pur sempre una «mediazione» di cui Dio si serve per comunicarci la vita: naturale o soprannaturale.
12. Confronto tra la maternità spirituale di Maria e la maternità naturale. P. Chaminade ama istituire un parallelismo non solo interessante, ma molto istruttivo e ricco di conseguenze pratiche, se è ben capito e vissuto. Se dobbiamo amare e onorare le nostre mamme, a maggior ragione dovremmo amare immensamente Maria per tre motivi:
• per l’amore incomparabile che ci ha dimostrato: infatti, perché avessimo la vita di Dio, ha offerto il suo Figlio primogenito, Gesù, sulla croce;
• per l’eccellenza della vita che ci ha comunicato: le madri della terra ci danno la vita naturale che conoscerà l’esito di una tomba, Maria ci dà la vita di Dio che zampilla in vita eterna;
• per l ’universalità della sua azione: le madri terrene comunicano la vita una sola volta, Maria con la sua preghiera e intercessione può riannodare il nostro rapporto con Dio quando ci allontaniamo; quelle provvedono alle necessità dei figli per un certo tempo, Maria con la sua mediazione provvede a tutte le necessità degli uomini...
13. Maria, Madre di Cristo e Madre nostra, ha una missione e una sola: dilatare in ogni spazio e in ogni tempo il Regno di Dio, far e cioè di tutti gli uomini dei figli di Dio. Per questo recluta ausiliari, persone disposte a collaborare con lei, ad agire «in alleanza con lei» - dice il p. Chaminade. I Marianisti (siano essi religiosi, religiose, membri delle Fraternità) pensano appunto la consacrazione a Maria come possibilità di maggiore disponibilità al servizio di Maria.
14. La consacrazione a Maria deve essere capita e vissuta come conseguenza della comprensione profonda della sua maternità spirituale nei nostri riguardi. Ce lo ricordano chiaramente anche le parole di S. Giovanni Paolo II dette all’areoporto Le Bourget il 1 ° giugno 1980: «Come potremmo vivere il nostro battesimo senza contemplare Maria, la benedetta tra le donne, così accogliente del dono di Dio? Cristo ce l’ha data per Madre. L’ha data per Madre alla Chiesa... Ogni cattolico spontaneamente Le affida la sua preghiera e si consacra a Lei per meglio consacrarsi al Signore».
Conclusione: Maria è la Madre di Gesù e la Madre nostra; vivere da figli suoi è semplicemente espressione della nostra identità; lavorare «con Lei» per l’avvento del Regno di Dio, compiendo il nostro dovere quotidiano è la caratteristica marianista-chaminadiana.

 

Inserito Giovedi 14 Gennaio 2016, alle ore 9:57:11 da latheotokos
 
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