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  La Mariologia di Karl Rahner 
AutoriIl pensiero su Maria di Karl Rahner


1 - Antropologia di Karl Rahner

A differenza di Guardini, Rahner resta ed opera nel campo specifico della teologia sistematica. Tuttavia come per Guardini, anche per Rahner la teologia ha valore e senso se va incontro realmente e autenticamente alla vita quotidiana. Soltanto la grande vicinanza alle piccole cose, dà alla grande teologia, anche a quella accademica, significato e forza.
Rahner è uno dei più influenti e significativi autori della corrente antropologica. A differenza di Guardini, egli inserisce ogni suo trattato nella prospettiva pastorale e sempre all’interno di un discorso teologico globale. Per Rahner l’uomo è essenzialmente uno spirito in ascolto della possibile rivelazione di Dio, è l’essere che ha anche il dovere di ascoltare questa rivelazione. Questa capacità metafisica di apertura verso l’assoluto, si attualizza mediante la grazia che è l’auto-comunicazione di Dio accolta dall’uomo nella fede e nell’amore. Questo mistero di grazia è per Rahner il punto di partenza per una riflessione teologica sul cristiano, tanto che la sua teologia viene detta "charisentrica", cioè centrata sulla grazia, charis. In questa prospettiva la teologia, oltre ad essere totale glorificazione di Dio, è anche necessariamente, nel suo intimo compimento, esaltazione dell’uomo. Rahner vede la ragione di questa teologia dell’uomo non solo nell’ordine della creazione, ma anche in quello storico dell’Alleanza e dell’Incarnazione, dove Dio ha voluto trattare con noi, ci ha fatto suoi interlocutori e addirittura si è fatto uno di noi, uomo come noi, Non si può fare teologia, quindi, senza fare necessariamente antropologia.

2 - Mariologia di Karl Rahner

Il repertorio bibliografico di Rahner e contiene 40 titoli di lavori mariologico di cui alcuni inediti, senza contare gli accenni o le trattazioni presenti nelle altre opere. La valorizzazione di Maria è per Rahner un postulato delle premesse filosofico – teologiche del suo sistema antropologico appena delineato.
Ecco, in linea di massima, la mariologia di Rahner:

1. Anche Rahner come Guardini, non crede ad una trattazione autonoma sulla Madre del Signore. Un corretto discorso su di Lei, trova il suo assenso e la sua validità solo in rapporto agli interrogativi essenziali dell’antropologia e della cristologia. Lo sfondo è sempre l’orizzonte storico - salvifico dove, se il posto di Maria è definito essenziale, unico e decisivo, questo nulla toglie a vedere in Lei la creatura semplice che appartiene come noi all’unica famiglia umana. Anche Maria è bisognosa di ricevere tutto dalla misericordia di Dio e, in particolare, il dono della redenzione di Cristo;

2. Quando fede e teologia si esprimono sul significato e sull’importanza salvifica dell’uomo nella storia di Dio, devono necessariamente parlare di Maria che ha un’importanza decisiva nella Storia della Salvezza accanto a Cristo, per volontà di Dio stesso. Se la teologia deve essere antropologica, deve essere quindi anche mariologica;

3. Il significato storico – salvifico di Maria è determinato dalla sua maternità divina intesa non come un fatto puramente biologico, ma come un avvenimento spirituale – corporeo e punto decisivo nella storia della salvezza;

4. Il "Fiat" di Maria ha un significato profondo in tutta la storia umana, perché realizzato all’Incarnazione che è l’atto in cui Dio accoglie irrevocabilmente il mondo e inizia la redenzione da realizzare definitivamente con la morte di Cristo. Il "Si" di Maria è quindi direttamente soteriologico e Maria occupa, quindi, un posto centrale nella storia della salvezza, non in quanto passivamente Madre del Signore, ma in quanto con la sua libera azione lo diventa effettivamente nel dare il suo assenso all’atto decisivo di Dio;

5. Poiché il consenso di Maria è reso possibile per Grazia di Cristo, esso non solo coopera alla salvezza dell’uomo, ma è atto di accoglienza della redenzione per lei stessa. Maria è dunque anche l’esempio più perfetto della redenzione, il prototipo della Chiesa riscattata, la realizzazione del cristianesimo perfetto che è la pura accoglienza di Dio uno e trino che appare in Cristo;

6. Maria, pur essendo essenziale, unica, decisiva nella storia della salvezza, sta tuttavia interamente dalla nostra parte, appartiene come noi all’unica famiglia umana, come noi è stata redenta ed ha ricevuto tutto dalla misericordia di Dio;

7. Il rapporto tra Maria e la Chiesa è molto intimo, tanto che la considerazione dell’una giova alla conoscenza dell’altra. L’ecclesiologia salvaguardia la mariologia dal cadere nel sentimentalismo e nell’isolazionismo soggettivo e la mariologia feconda ed arricchisce l’Ecclesiologia. La Chiesa non è una sostanza statica, ma si realizza e si va continuamente costruendo di uomini concreti. Bisogna quindi guardare ad essi, se si vuole imparare a conoscere che cosa sia la Chiesa. Non esiste pertanto nessun essere umano che sia all’altezza di rappresentare la genuina essenza cristiana meglio di Maria. Effettivamente, concentrando il pensiero su questa persona concreta, nel suo modo di agire e nel suo destino, si riesce a comprendere assai meglio che non attraverso concetti puramente astratti che cosa sia la Chiesa;

8. Manifestando alla Chiesa la sua natura, Maria mostra anche all’uomo la sua vocazione ad essere immagine di Dio e a partecipare alla sua vita aprendosi a Cristo nella fede e nella donazione. Celebrando Maria noi celebriamo anche una maniera cristiana di comprendere l’esistenza dell’uomo, celebriamo e proclamiamo l’idea cristiana dell’uomo

3 - Le "Meditazioni mariane" di Karl Rahner

LINEAMENTI DELL'INSEGNAMENTO DOGMATICO INTORNO A MARIA

a) Maria è la madre verginale di Cristo.
- Questa relazione di madre non deve essere ridotta ad una connessione puramente fisica. Ella ha ricevuto per noi il Figlio di Dio, nel "si" libero della sua fede e dal suo seno gli ha dato quell’esistenza terrena con la quale Egli poteva essere membro della nuova famiglia umana e così suo Redentore. La sua maternità è quindi opera della sua fede e non un puro processo biologico. Questa maternità divina, liberamente accettata, avviene come accoglimento della grazia di Dio che nell’Incarnazione viene al mondo e perciò in un’autentica collaborazione con Dio che opera nell’uomo. Questa funzione di accoglimento della salvezza viene assunta ed esercitata da Lei durante tutta la sua esistenza, fino all’ora della Redenzione. A motivo di questo posto centrale nella storia della salvezza, Maria è per la Chiesa il caso assoluto e radicale dell’uomo redento, colei che fu redenta in maniera perfetta e, per questo, l’archetipo del redento e della Chiesa in generale, secondo il segreto disegno della volontà di Dio. Maria fu dunque per grazia gratuita di Dio preservata dalla colpa e da ogni peccato, no fu soggetta alla concupiscenza.
- Maria fu anche non solo madre, ma madre verginale di Cristo. Questa nascita del Figlio senza contributo di un uomo ma tuttavia per vera generazione di una madre, mostra con evidenza che con questo viene posto un punto di partenza della salvezza radicalmente nuovo e che la storia dell’umanità ingombra dal peccato, non continua, ma si rinnova nella redenzione. A motivo della sua totale donazione a Cristo per il bene della Chiesa, la Chiesa riconosce Maria come sempre vergine.
- Con la sua assunzione gloriosa in cielo, Maria ha raggiunto il suo compimento perfetto col corpo e con l’anima e dal cielo intercede per noi, dove la sua funzione di madre si sublima e raggiunge la sua pienezza.

b) Maria fu una persona concreta del suo tempo.
E’ una discendente di Davide, imparentata con la famiglia sacerdotale di Zaccaria ed Elisabetta, fidanzata e sposata a Giuseppe di Nazareth. Concepisce il suo bambino in questa città e lo dà alla luce a Betlemme; è costretta a fuggire in Egitto, ma poi ritorna e vive definitivamente con Giuseppe e Gesù a Nazareth. Prende parte attiva alla vita religiosa del suo popolo, conduce una vita di lavoro, di povertà, dio amorosa accettazione delle insondabili disposizioni di Dio. Partecipando intimamente ai misteri del Figlio, dimostra di non aver accolto solo biologicamente la sua maternità, ma piuttosto nella fede, come accoglienza del volere supremo di Dio. Anch’ella conobbe la morte nell’autentico compimento della sua esistenza terrena, quale comportava il destino di tutti gli uomini, a imitazione della morte del Figlio suo.

c) Il culto speciale per Maria
Data la sua singolare dignità di Madre di Dio e dato il posto singolare che Maria ha nella storia della salvezza e nella vita della chiesa, le viene tributato un culto particolare. Questa pietà mariana si realizza nella Chiesa concretamente per mezzo di determinate feste mariane che celebrano fatti ed avvenimenti della vita di Maria collegati ai misteri di Cristo; di altre feste con cui la Chiesa riconosce la presenza di Maria nella storia della Chiesa stessa e attraverso altre forme di pietà come le preghiere del Rosario, dell’Angelus, i pellegrinaggi, la consacrazione ecc. Questo culto della Vergine realizza la sua profezia: "Tutte le genti mi chiameranno beata".
Maria nella teologia
Il cristiano che vuole riflettere su Maria, deve per prima cosa aprire la S. Scrittura, letta sotto la guida del Magistero della Chiesa perché la Chiesa predica ciò che legge nella Scrittura. La prima domanda che sorge spontanea è quella che sta all’origine del discorso: ma la fede, in assoluto parlando, ha qualcosa da dirci di Maria, di una donna, di una creatura? Esiste, in fondo, una teologia dell’uomo? Perché in fondo solo dopo aver risposto a questa domanda, possiamo rispondere a quella su Maria e risalendo il percorso, comprendere quello che la Scrittura, attraverso la Chiesa, ci dice di Maria. All’ultima domanda dobbiamo rispondere positivamente: si, c’è una teologia dell’uomo, una proclamazione della fede e una teologia che lodano e glorificano Dio, mentre dicono qualcosa dell’uomo. E questo per diversi motivi: anzitutto perché Dio è realmente tutto in tutte le cose e poi perché Dio nella sua ineffabile gloria, nel suo vivere eterno, ci ha fatto partecipi di quel suo proprio vivere eterno. Oltre ad aver concluso con noi l’Alleanza, egli si è fatto addirittura uno di noi, si è fatto uomo. Dopo l’evento dell’Incarnazione, nel cristianesimo non si può dire nulla di vero, di autentico, di concreto su Dio, senza confessarlo come Emmanuele, Dio con noi. Per questo il volto di Dio risplende nell’uomo e per questo la teologia, mentre è glorificazione di Dio è anche una teologia di esaltazione dell’uomo. Per questo quando parliamo del mistero di Cristo e della salvezza, dobbiamo parlare anche di Maria, in quanto in questa storia ella ha un’importanza decisiva, voluta da Dio stesso. Celebrando Dio, celebrando l’uomo che entra in contatto con Dio, non possiamo non parlare di Maria, non possiamo non celebrare Maria, perché in lei celebriamo una maniera cristiana di comprendere l’uomo, proclamiamo l’idea cristiana dell’uomo. La lode di Maria è lode di Dio che si dona all’uomo e lode dell’uomo che accoglie Dio in pienezza e con responsabilità.

LINEE FONDAMENTALI DELLA MARIOLOGIA

Qual è per i teologi il principio fondamentale della Mariologia? I teologi si dividono: alcuni dicono la sua maternità divina, altri la sua cooperazione alla salvezza, altri la sua maternità universale. Per me – dice Rahner – per prima cosa, per dire qual è questo principio, c’è da rispondere alla domanda: Chi è propriamente Maria e prima ancora a quella più generale: che cos’è il cristianesimo e il cristianesimo perfetto?
- Il cristianesimo è l’opera di Dio vivente verso di noi: è ciò che Egli, il Dio vivente della grazia, ci dà nel perdono, nella redenzione, nella giustificazione e nella comunicazione della sua propria divina gloria. In conclusione il cristianesimo è lo stesso Dio eterno, egli stesso che viene all’uomo, Egli stesso che con la sua grazia tratta in modo tale quest’uomo che questi gli apre liberamente il cuore, affinché in questo povero cuore di piccola creatura penetri tutto lo splendore della vita infinita di Dio Trino.
- Il Cristianesimo perfetto è l’accoglienza nel corpo e nell’anima del dono di Dio che è Dio stesso, in un incontro in cui offre tutto ciò che ha, tutto ciò che fa e ciò che soffre, perché questo accogliere Dio abbracci tutto il suo essere e tutta la sua storia; è la perfetta armonia e coerenza fra vita personale e funzioni ufficiali, tra la manifestazione visibile e ciò che avviene nel profondo delle coscienze; è manifestare ciò che avviene nel profondo della vita cristiana, è rendere percepibile all’esterno ciò che Dio opera nel profondo del cuore.
- Ora se questo è il Cristianesimo perfetto, possiamo dire che Maria è la sua piena realizzazione, Maria è la perfetta cristiana, la realizzazione tipica e concreta di ciò che costituisce la redenzione nella sua forma perfetta e se il Cristianesimo perfetto è la piena accoglienza di Dio, è chiaro che è la maternità divina, il massimo dell’accoglienza di Dio il principio per comprendere e capire Maria. Ma attenzione: Maria, anche Madre di Dio, anche perfetta cristiana, anche vertice il cristianesimo perfetto, sta dalla nostra parte perché tutto quello che lei è e quello che ha è tutto frutto della misericordia di Dio. Maria è colei che, simile a noi e appartenendo alla nostra parte, accede a Dio con noi, dentro questo unico immenso coro dell’umanità.

Inserito Lunedi 31 Agosto 2009, alle ore 8:59:34 da latheotokos
 
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DOTTORE IN S. TEOLOGIA CON SPECIALIZZAZIONE IN MARIOLOGIA
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