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  La maternità verginale di Maria nel Corano 
Islam

Dal libro di Gino Ragozzino, Maryam. La Vergine-Madre nel Corano e nella Tradizione musulmana, Messaggero, Padova 1990, pp. 27-38.



L'ANNUNZIO PORTATO DALL'ANGELO A MARIA

L'annunzio dell'angelo a Maria è narrato dal Corano in due passi paralleli, che si integrano a vicenda. Li riportiamo in disposizione sinottica46.

XIX - La süra di Maria   III - La süra della famiglia di 'Imrãn
     

6. Ricorda inoltre nel Libro [i.e. nel Corano] Maria, quando si appartò dalla sua famiglia, in una località orientale.
7. E prese, per nascondersi da essi, un velo e noi le inviammo il nostro spirito, che prese per essa, in tutto, la forma di un uomo [1. si fece simile per essa a un uomo perfetto].
18. Essa disse: «Io, invero, mi rifugio presso il Misericordioso da te; se sei timorato di Dio, allontanati da me».
19. Rispose Gabriele: «Io sono soltanto l'inviato del tuo Signore, incaricato di dare a te un figlio puro».







20. Disse Maria: «Come avrò io un figlio, mentre non mi ha toccato uomo, né sono dissoluta?».
21. Disse Gabriele: «Così deve essere; il tuo Signore ha detto: "ciò è presso di me, facile e noi faremo di lui un segno per gli uomini e una prova di misericordia, da parte nostra, poiché è cosa decretata"».
22. Quindi Maria concepì esso [i.e. Gesù] e si ritirô con lui in una località lontana.

 








37. Rammenta ancora quando gli angeli dissero a Maria: «0 Maria, Dio ti ha scelta, ti ha resa pura e ti ha prescelta fra le donne di tutte le creature».
38. 0 Maria, sii devota verso il tuo Signore, prostrati e inchinati, pregando con quelli che si inchinano.
40. Ricorda pure, quando gli angeli dissero a Maria: «O Maria, Dio ti annunzia il suo verbo [1. una parola da parte sua], il cui nome sarà il Messia, Gesù figlio di Maria, eminente in questo mondo e ne l'altro e uno dei più prossimi [1. degli approssimati] a Dio;
41. Egli parlerà agli uomini, mentre sarà nella culla e quando sarà uomo maturo, e sarà uno dei buoni».
42. «Signor mio, rispose Maria, come avrò io un figlio, mentre nessun uomo mi ha toccata?».
«É così», riprese l'angelo, «che Dio crea ciò che vuole; quando decide una cosa, egli dice solo: "sii", ed essa è».

Nei due passi coranici, sopra citati47, è possibile individuare due linee, che si affiancano a quanto il Libro proclama riguardo a Dio. Queste due linee sono, rispettivamente, l'azione della sapienza, della volontà, della onnipotenza di Dio riguardo a Maria e la corrispondenza di Maria all'azione di Dio.

AZIONE DI DIO RIGUARDO A MARIA

Dio, che ha accolto l'offerta della madre di Maria, che ha gradito e sostentato il servizio della fanciulla presso il tempio, che ha gradito l'opzione del tutto eccezionale della fanciulla per lo stato verginale, ora, per mezzo d'un angelo le fa sapere che Egli ha «decretato» (XIX, 12) di operare su di lei un atto, che in qualche modo rinnova quello della creazione. L'angelico48 messaggio si apre con queste parole: «O Maria, Dio ti ha scelta, ti ha resa pura e ti ha prescelta tra le donne di tutte le creature» (III, 37). E così che l'angelo svela a Maria il compimento di due miracoli già operati in lei da Dio: egli l'ha scelta e l'ha resa pura. La purezza concessa a Maria da Dio richiede qualche parola di illustrazione e di commento. Scacciato dal paradiso per essersi rifiutato di adorare l'uomo, in quanto capolavoro di Dio, Iblis, l'angelo superbo e ribelle49, induce il primo uomo, Adamo, e la sua sposa al primo peccato50. Benché il peccato di Adamo sia essenzialmente disobbedienza (ma' siya), non toglie all'uomo la qualità di credente, né gli preclude il perdono di Dio e la salvezza. Perdono e salvezza dipendono unicamente dalla volontà imperscrutabile di Dio51. Per la sua ribellione a Dio, Iblis merita d'essere gettato subito nella gehenna. E invece chiede ed ottiene da Dio una dilazione «fino al giorno in cui gli uomini saranno risuscitati»52. Nel frattempo egli sarà Satana, il tentatore, e assillerà l'uomo «per dinnanzi e per di dietro, da destra e da sinistra»53. Dio gli permette di tentare l'uomo, ma gli dice: «Inganna pure con la tua voce quelli di essi che tu puoi ingannare [ ... ]. Quanto a i miei servi, tu, in verità, non hai sopra di essi alcun potere»54. Tentato, col permesso di Dio, da Satana, l'uomo pecca. Ogni uomo è peccatore, giacche ogni uomo è tentato da Satana. Neanche i profeti, che pure, per grazia, sono impeccabili nella trasmissione della parola di Dio, sono immuni dall'azione di Satana. Secondo alcuni dottori musulmani, anch'essi cadono in piccole colpe55. Il peccato del credente non dà a Satana alcun potere su di lui. Infatti Dio ha detto: «Tu, in verità, non hai sopra di essi alcun potere» (XVII, 67). Ma ciò non toglie a Satana la facoltà di tentarli. In realtà, Satana tocca ciascun uomo subito dopo la nascita. Bukhãri tramanda il seguente detto (badit) del Profeta: «Nessun discendente di Adamo nasce senza che Satana non lo tocchi, sì che il primo grido che egli fa udire è un grido provocato dal tocco di Satana». Ma il Profeta aggiunse: «Salvi Maria e suo figlio, che fanno eccezione a questa regola»56. Dio ha esaudito la preghiera della madre di Maria, la quale, dopo aver partorito la bambina, ha detto: «A te raccomando essa e la sua posterità, perché tu la preservi da Satana, il lapidato»57 (III, 31). Ha esaudito la preghiera della moglie di 'Imrãn, perché egli ha un suo progetto sulla bambina: l'ha preservata dal tocco di Satana, l'ha resa «pura»58, perché a sua volta possa avere un figlio «puro». Infatti, l'angelo annunzia a Maria: «Io sono [...] l'inviato del tuo Signore, incaricato di dare a te un figlio puro». Preservata da ogni contatto di Satana, Maria è la tutta pura, l'assolutamente pura. E la sua purezza è strettamente connessa alla sua elezione: «O Maria, Dio ti ha scelta, ti ha resa pura e ti ha prescelta fra le donne di tutte le creature» (III, 37). A questo proposito, Tabari insegna: «Ella [i.e. Maria] è l'anima pura che Dio ha scelto, perché ricevesse il suo Verbo, e di cui ha purificato le viscere per deporvi il suo Spirito»59. Alla vergine Maria Dio dà un figlio, che nasce direttamente dalla sua volontà onnipotente, allo stesso modo in cui ne nacque Adamo: «Invero, Gesù è, agli occhi di Dio, simile ad Adamo; Dio lo creò di polvere, indi disse: "sii" (kun), ed egli fu» (III, 52). Questo decreto di Dio, riguardo a Maria, s'inquadra nello svolgimento della sua sapienza: operando in Maria, egli vuole dare agli uomini «un segno» (ãya) ammonitore della sua Potenza ed una prova di «misericordia» (XIX, 20). Gli inviati (rusul) e i profeti (anbiya') hanno ricevuto da Dio «segni», che comprovassero agli occhi degli uomini l'autenticità della loro missione60; ora Dio vuole che Maria e suo figlio siano, essi stessi, «Segni» della sua onnipotenza e della sua misericordia: «Facemmo [...] del figlio di Maria e di sua madre un segno» (XXIII, 52).

CORRISPONDENZA DI MARIA ALLA SAPIENZA E ALLA VOLONTÁ DI DIO

Quando riceve l'annunzio dell'angelo, Maria, in coerenza con la sua scelta dello stato verginale, vive appartata dalla sua famiglia in una località orientale, non determinata, ed ha preso un velo (cf. XIX, 16-17). Nell'inculcare alle donne la modestia nel comportamento e nel vestire, il Corano prescrive: «O profeta, di' alle tue mogli, alle tue figlie e alle donne dei credenti, che facciano scendere qualcosa del loro gilbab61 su di sé [i.e. sul loro viso per coprirlo]» (XXXIII, 59). Ma il velo preso da Maria «per nascondersi» sembra essere qualcosa di diverso e di più del comune gilbãb, qualcosa che corrisponde al voto della madre e alla gelosia di Dio62. Poiché l'angelo63 le appare sotto l'aspetto di uomo, Maria si difende, cercando rifugio «presso il Misericordioso»65; e gli intima di allontanarsi. L'angelo le si rivela: «Io sono soltanto l'inviato del tuo Signore»; le comunica il messaggio: «incaricato di dare a te un figlio» (XIX, 19)66; e la esorta a rimettersi fiduciosamente alla volontà di Dio: «O Maria, sii devota verso il tuo Signore, prostrati e inchinati» (III, 38) 67. Ella avrà un figlio non comune, un figlio «il cui nome sarà il Messia» (III, 40). Pur sottomettendosi alla volontà di Dio, a cui è consacrata, Maria chiede: «Come avrò io un figlio, mentre non mi ha toccato uomo?» (XIX, 20; III, 42). Troviamo qui una perfetta corrispondenza con il quomodo di Luca 1,34. É notevole il fatto che nel Corano l'annunzio dell'angelo a Maria sia messo in stretta connessione con la storia di Zaccaria, la quale, sia nella süra III, (vv. 33-36) sia nella süra XIX (vv. 1-15), precede il racconto della annunciazione. Sembra chiaro l'intento del testo di suggerire un confronto tra il comportamento di Zaccaria e quello di Maria. All'annunzio che avrà un figlio, Zaccaria si mostra scettico e chiede un «segno» (cf. III, 34; XIX, 11). Il segno gli viene accordato e ha carattere punitivo: per tre giorni e tre notti egli sarà privato della parola e non parlerà «se non con cenni» (cf. Lc 1,20). Maria, invece, si limita a chiedere «come» la maternità si concilierà con la sua verginità (cf. III, 42; XIX, 20). Alla spiegazione dell'angelo: «É così [ ... ] che Dio crea ciò che vuole; quando decide una cosa, egli dice solo: "sii", ed essa è» (III,42; cf. XIX, 21), ella non aggiunge parola. Tace. Nel Corano, Maria è un fulgido esempio di imãn e di islãm. L'imãn è lo stato di chi «confida» senza riserve in Dio; l'islãm è lo stato di chi «si affida» totalmente a 1ui. Secondo l'insegnamento coranico, imãn e islãm sono le massime virtù del credente. Secondo l'insegnamento di Ibn Taymiyya, la sottomissione alla Legge di Dio esige che nel cuore del credente siano vissuti i sentimenti di timor di Dio (khawf), di abbandono (tawakkul), di umiltà (dhill). Inoltre esige non soltanto l'osservanza, ma l'amore (mahabba) della legge di Dio, del comandamento di Dio69. Solo così la fede è totalitaria. E di tale tempra è la fede di Maria. Con il suo tacere, Maria si rimette senza riserve e totalmente alla volontà di Dio. Non meno che nel Vangelo70, anche nel Corano sono eloquenti i silenzi di Maria71.

IL CONCEPIMENTO

«Quindi Maria concepì esso [i.e. Gesù] e si appartô con lui in una località lontana» (XIX, 22). Il concepimento della vergine Maria è una storia «segreta»72, poiché di essa fu testimone solo l'angelo di Dio, incaricato di dare a Maria «un figlio puro»73. Ma Dio vuole che essa sia conosciuta, e la proclama nel Corano. «Ricordati pure di Maria, la quale preservò la sua verginità e noi alitammo in essa del nostro spirito, e facemmo, di essa e di suo figlio, un segno della potenza di Dio, per le creature» (XXI, 91). La tradizione musulmana spiega così l'opera dell'angelo: «Gabriele si presentô a Maria sotto l'apparenza d'un giovane imberbe, dai tratti luminosi, i capelli inanellati, l'andatura elegante. I saggi dicono che Dio lo mandò sotto forma umana, affinché Maria potesse fissare su di lui lo sguardo ed intendere le sue parole [ ... ]. Gabriele soffiò nell'apertura della tunica, che ella aveva deposto. Quando l'angelo se ne fu andato, Maria si rivestì della tunica e concepì Gesù»74. L'angelo compie in Maria un atto simile a quello compiuto da Dio, quando Egli creò l'uomo: «Noi creammo l'uomo di argilla secca, di loto nero modellato. [...] Ricorda quando il tuo Signore disse agli angeli: "Io, invero, sto per creare un uomo di argilla secca, di loto modellato. Quando lo avrò foggiato e avrò soffiato in lui del mio spirito, prostratevi avanti a lui» (XV, 26,28-29). Creando l'uomo, Dio ne plasma il corpo con argilla e fango, e poi vi alita del suo spirito75. Lo spirito alitato da Dio nel primo uomo è nafs, soffio vitale che anima; e, insieme, è ruh, una facoltà, presente nell'uomo nelle narici e nel cervello, la quale permette di comunicare con Dio76. Simile a quella di Dio è l'operazione che l'angelo compie in Maria. Perciò Gesù, il figlio di Maria, «è, agli occhi di Dio, simile ad Adamo; Dio lo creò di polvere, indi gli disse: "sii" ed egli fu» (III, 52).

IL PARTO

Quando fu il momento77, Maria, colta dalle doglie del parto, si riparò, sotto una palma. «Ora, i dolori del parto la costrinsero a rifugiarsi presso il tronco di una palma, ed essa esclamò: "Oh, fossi morta io prima che ciò avvenisse e fossi come una cosa dimenticata, del tutto dimenticata!". Ora le gridô una voce di sotto ad essa: "non rattristarti, il tuo Signore ha posto un ruscello ai tuoi piedi [I. sotto a te].  Ora scuoti verso di te il tronco della palma, e questa farà cadere su di te datteri maturi, che si possono raccogliere. Mangiane quindi, bevi e consolati"» (XIX, 2326)78. Il passo richiede due brevi sottolineature: la misericordia premurosa di Dio si prende cura di Maria, che partorisce sola in luogo deserto79; come nel Vangelo (cf. Lc 2,7), anche nel Corano Maria mette al mondo Gesù in assoluta povertà. Tabarï commenta: «Quando Maria partorì il figlio, gli idoli, che venivano adorati su tutta la terra al di fuori di Dio, si trovarono rovesciati, a testa in giù. I demoni ebbero paura e furono presi dal terrore, senza saperne la ragione»80.

NOTE
46 Ricordiamo che i filologi europei attribuiscono la süra III all'anno 6 dell'Egira (628 d.C.), mentre fanno risalire la süra XIX al 2° periodo meccano (615-619 d.C.). Quindi, la süra XIX sarebbe anteriore alla III di un decennio circa.
47 É agevole riscontrare che il dettato coranico non discorda da Luca 1,26-38 e concorda non poco con il Protoevangelo di Giacomo e il Pseudo Matteo.
48 Che nella süra XIX si parli di uno «spirito», mentre nella süra III si parla genericamente di «angeli» non costituisce discordanza; anzi la diversità del dettato sembra ribadire la natura angelica dello «spirito» (cf. XIX, 19).
49 Cf. Corano II, 32. Si noti l'assonanza del nome Iblis con il greco diábolos.
50 Cf. Corano II, 34.
51 Cf. L. GARDET o.c., pp. 85-86. Infatti, dopo il suo peccato, «Adamo imparò dal suo Signore parole di preghiera e Dio si volse benigno verso di lui, poiché egli è il benigno, il compassionevole» (Corano 11, 35).
52 Corano, II, 13.
53 Corano, VII, 16.
54 Corano, XVII, 67.
55 Cf. L. GARDET, o.c., pp. 189-192.
56 BUKHÄRI, Libro dei profeti, 44, cit. da J. JOMIER, Bible et Coran, Paris 1959, pp. 105-106. Ancora più esplicito è THA'LABI (Qisas, 372, in M. HAYEK, o.c., p. 79), il quale dice: «Ogni figlio di Adamo è trafitto nella coscia al momento della nascita. Soltanto Gesù e sua madre non lo furono, perché fu interposto un velo tra essi e il colpo, si che il colpo toccô il velo, ma non li raggiunse. Ci hanno tramandato che essi, a differenza degli altri uomini, non commisero alcun peccato».
57 Satana è detto «il lapidato», perche Abramo lo scacciò a colpi di pietra, quando cercò di indurlo a non sacrificare il figlio. Cf. L. BONELLI, Il Corano, cit., p. 49, n. 1.
58 Cf. Corano, III, 37.
59 TABARÏ, Annales, I, 798, in M. HAYEK, o.c., p. 77.
60 Si vedano, per esempio, nelle sure XX e XVIII (vv. 103-104) i «segni» concessi a Mosè.
61 Specie di manto muliebre, coprente anche la testa. Circa la modestia, prescritta alle donne, cf. XXIV, 31; XXXIII, 30-35.
62 Nei velo, preso da Maria come segno di protezione contro la gente, Federico Peirone vede un simbolo di sacralizzazione: «Coprendosi con il velo, parzialmente o totalmente (il chador persiano), la donna si collocava fuori dello stato laicale/profano per mettersi in stato di consacrazione/separazione» (F. PEIRONE, Il Corano, Milano 1979, pp. 436-437). Cf. IDEM, La donna nella Bibbia e nel Corano, in Jesus, Milano, maggio 1979.
63 In XIX, 17, il nome dell'angelo non è dichiarato; tuttavia sembra trattarsi di Gabriele (Jibrïl), il messaggero di Dio per eccellenza.
64 Se l'angelo fosse apparso nel suo naturale splendore, Maria ne sarebbe rimasta abbagliata. MAS'UDI (Muruj, I, 50-51) spiega che, al momento dell'annunciazione, Maria aveva diciassette anni (cf. M. HAYEK, o. c., p. 66). Altri commentatori musulmani ritengono che la Vergine avesse tredici o quindici anni. THA'LABI (Qisas, 383) porta l'età di Maria a venti anni (cf. M. HAYEK, o.c., p. 78 e nota 3). TABARÏ (Annales, J/ll, 723) racconta: «Quando Gabriele si presentò a Maria, era il giorno più lungo e più caldo dell'anno. Quel giorno le provviste d'acqua di Maria erano finite. Ella disse a Giuseppe: "Vogliamo andare assieme ad attingere acqua?". "Io ne ho a sufficienza per oggi" rispose Giuseppe. "Io invece ne manco" disse Maria. Ella prese la brocca e andò sola fino alla caverna, vi entrò e vi vide Gabriele, che Dio fece apparire sotto forma umana completa» (cf. M. HAYEK, o.c., p. All'annunciazione Maria era, dunque, sola.
65 L'espressione authu bi-Illahi, «mi rifugio presso Dio», è usata spesso dal Profeta in relazione ad atti religiosi, come la preghiera e la recitazione del Corano. Cf. K. CRAGG, Toward understanding Islam, in The Bulletin of Christian Institutes of Islamic Studies, V, 1-2, Hyderabad, July-Oct. 1971, pp. 4-12.
66 Cf. XIX, 12.
67 II musulmano esprime, nella preghiera, la sua sottomissione alla volontà di Dio, inchinandosi e prostrandosi. Questi gesti di adorazione erano già praticati dai monaci e dagli eremiti cristiani del deserto. Cf. M. GUIDI, Storia e cultura degli Arabi fino alla morte di Maometto, Firenze 1951, p. 171.
68 Cf. L. GARDET, o.c., pp. 354-357; 361-364; 369-372.
69 Cf. H. LAOUST, Essai sur les doctrines sociales et politiques de Takï-d-Dïn Ahmad B. Taimiyya, Le Caire 1939.
70 Cf. P. PEREZ, I sette silenzi e le sette parole di Maria, Domodossola 1934.
71 Come vedremo più innanzi, Maria tace anche in XIX, 30.
72 Cf. III, 39.
73 Cf. XIX, 19.
74 THA'LABÏ, Qisas, 381, in M. HAYEK, o.c., pp. 72-73.
75 Le concordanze con Gn 2,7 sono evidenti. L'immagine-simbolo dell'alito come principio vivificante, presente nell'uomo, è un elemento diffuso nella storia delle religioni.
76 Cf. L. GARDET, o.c., p. 243.
77 THA'LABÏ (Qisas, 383, in M. HAYEK, o.c., p. 78) spiega: «Gli 'Ulamã [i.e. esperti del Corano] non sono d'accordo sulla durata della gravidanza di Maria: nove mesi o soltanto otto [ ... ], o sei, o tre ore o anche soltanto un'ora. Ibn 'Abbas arriva a dire che ella lo mise al mondo immediatamente dopo averlo concepito [ ... ], giacché Dio non ha parlato di separazione tra i due fatti [i.e. il concepimento e il parto]».
78 Cf. Pseudo Matteo, XX. Tuttora il passo coranico XIX, 23-26 viene recitato a conforto delle partorienti musulmane.
79 MS'UDÏ (MURÜj, 1, 50, in M. HAYEK, o.c., p. 66) precisa: «Ella [i.e. Maria] lo mise al mondo a Betlemme, ad alcune miglia da Gerusalemme. Ciò avvenne un mercoledì, nella ventiquattresima notte del mese di dicembre». Dopo aver riferito vane e discordanti opinioni di altri commentatori, THA'LABÏ (Qisas, 386, in M. HAYEK, o. c., P. 80) aggiunge: «Ka'b dice che il fatto avvenne in un luogo in cui la terra è più vicina al cielo».
80 TABARÏ, Annales, I/Il, 727, in M. HAYEK, o.c., pp. 81-82.
 

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