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  Maria nel mese di Settembre 
Culto

Articolo tratto da La Regina del Garda, 93 (2016), n. 3, pp. 5-7.



Ogni mese dell’anno ha una o più feste in onore della Madonna. Segno questo della fede e della sensibilità del Popolo di Dio che sente quasi un bisogno innato di onorare la Madre di Dio.

1. La Natività di Maria



La prima e più importante festa della Madonna nel mese di settembre è la sua natività, che viene celebrata il giorno 8. Come quasi tutte le solennità principali di Maria anche la Natività è di origine orientale. Nella Chiesa latina è stata introdotta da un Papa orientale, s. Sergio I, alla fine del sec. VIII. Originariamente doveva essere la festa della dedicazione dell’attuale basilica di sant’Anna in Gerusalemme. La Chiesa è stata costruita dove c’era la dimora di Giacchino e Anna lontani discendenti di Davide, genitori di Maria santissima. In tarda età il Dio dei Padri ha concesso ad Anna di concepire e dare alla luce una figlia, la più grande creatura venuta alla luce, la benedetta fra le donne. Questi santi genitori hanno avuto attenzioni e cure particolari verso la figlia. Non si sa se fossero a conoscenza di ciò che Dio aveva operato in lei preservandola dal peccato originale e da qualsiasi altro peccato: lei è l’Immacolata; se hanno saputo che quella figlia tanto attesa sarebbe diventata Madre del Figlio di Dio; se hanno avuto la gioia e consolazione di vedere il loro nipote Gesù. La Parola di Dio non parla di tutto questo. La Chiesa onora i santi Giacchino ed Anna invocata e venerata in particolare dalle madri, il 26 luglio. Di Maria celebriamo la sua natività: occasione propizia per lodare Maria e per ringraziare il Padre di aver creato una creatura così stupenda: la piena di grazia. Occorre cercare in questo culto della Natività di Maria una profonda verità: la venuta dell’Uomo-Dio sulla terra fu lungamente preparata dal Padre nel corso dei secoli. La devozione cristiana ha avuto un’attenzione particolare verso le persone e gli avvenimenti che hanno preparato la nascita di Cristo sul piano umano e sul piano della grazia: la sua Madre, la nascita di Lei, la sua concezione, i suoi genitori e i suoi antenati. Quando un figlio è grande si guarda alle sue origini. Gesù è il santo dei santi. Non si poteva non avere un’attenzione particolare per sua Madre Maria . Dio l’ha fatta grande e i credenti da sempre l’hanno onorata. Maria è la tutta santa, non potevano non essere santi i suoi genitori. In questo ragionamento molto semplice si parte da Cristo che dà luce al prima della sua venuta e soprattutto illumina il futuro fino alla fine dei secoli. La Natività della Madonna è una festa sentita dai cristiani, il considerarla bambina crea tenerezza e confidenza. Nel passato c’erano anche parecchie immagini di Maria bambina diffuse particolarmente dalle Suore della Carità.

2. Il Nome di Maria



La memoria del nome di Maria viene celebrata il 12 settembre presso numerose Chiese particolari e da tanti Istituti religiosi. Il nome di una persona è una realtà che la identifica. Il nome Maria già ricordato nell’Antico Testamento viene dato dai suoi genitori alla più eccelsa delle creature, è un nome pronunciato un’infinità di volte da Gesù quando rivolgendosi a lei la chiamava Mamma e Maria. Il nome di Maria riceve tutta la sua grandezza dal nome di Gesù. Il nome Gesù indica la seconda Persona della SS. Trinità, la sua potenza e la sua missione di salvezza, davanti al nome di Gesù si piega ogni ginocchio in cielo, in terra e sotto terra (Fil 2,10). Qualunque cosa chiederete al Padre nel mio nome egli ve la concederà (Gv 14,13; 15,16; 16,23). Questi e tanti altri passi biblici indicano la grandezza del nome di Gesù. Anche la Madre sua per analogia è grande e invocare il suo nome così dolce e significativo riempie il cuore del cristiano. Non è una donna qualunque, non ha un nome insignificante ma un nome che riempie la bocca e il cuore. La vergine si chiamava Maria. Non temere Maria perché hai trovato grazia presso Dio. Così le disse l’Angelo. Allora Maria disse: "Eccomi sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto". Maria, la madre, meditava tutte queste cose nel cuore. Il nome della beata Vergine è glorioso come quello di Giuditta che è figura di Maria, Dio la ha tanto esaltata che sulla bocca di tutti sarà sempre la sua lode: "D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata". E Maria è veramente la Beata per eccellenza. Il prefazio della s. Messa di questa memoria dice così: "Nel nome di Gesù è tutta la nostra salvezza: davanti a Lui si piega ogni ginocchio in cielo, in terra e sotto terra. Nella tua provvidenza hai voluto, o Padre, che risuoni sulla bocca dei fedeli anche il nome di Maria; il popolo cristiano guarda a lei come fulgida stella, la invoca come madre e nei pericoli ricorre a lei come a sicuro rifugio". I fedeli sperimentano, nell’invocarla la dolcezza del suo nome. "Ave Maria"… "Santa Maria"… diciamo mentre la corona del Rosario scorre nelle nostre mani. "O Maria, concedi a noi che ci affidiamo alla tua protezione, di sperimentare la forza e la dolcezza del tuo nome".

3. L'Addolorata

Sempre in settembre, il giorno 15, ricordiamo la beata Vergine Maria Addolorata. I cristiani hanno cercato sempre di vedere Maria accanto a Gesù: è quello il suo posto di madre. Madre discreta e silenziosa, donna presente e coinvolta nei fatti del Figlio. Il luogo dove Maria non poteva mancare è là ai piedi della croce: luogo dove si compie l’amore di Cristo per l’umanità e dove Maria assiste e partecipa a tutto il dolore del figlio. Nella passione di Cristo c’è tutta la compassione della beata Vergine Maria. Se s. Paolo ha avuto l’intuizione di dire: "Completo nella mia carne ciò che manca ai patimenti di Cristo a favore del suo corpo che è la Chiesa" (Col 1,24), questo si addice in una forma più piena a Maria, regina del cielo e signora dell’universo, che stette presso la croce del Figlio addolorata ma insieme intrepida e fedele, offrendo la sua collaborazione all’opera della salvezza per dare compimento alle antiche profezie. Presso il Figlio che moriva sulla croce la beata Vergine Maria si manifestò cooperatrice della redenzione, madre compassionevole associata al sommo Sacerdote. Presso il Figlio Maria è la nuova Eva, in cui si è compiuta la profezia del ruolo salvifico della donna: "Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno" (Gen 3,15). Come la prima donna aveva contribuito a dare la morte, così la seconda, Maria, contribuì a dare la vita. "Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle" (Apc 12,1). Prima di realizzare questa visione descritta da Giovanni nell’Apocalisse si è realizzato quel "stava" Maria presso la croce: "Allora Gesù, vedendo la Madre e lì accanto il discepolo che egli amava, disse alla Madre: «Donna, ecco il tuo figlio!» Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre». E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa" (Gv 19,26). Maria nel dolore accolse nel suo materno amore tutti gli uomini, riuniti in virtù del sangue di Cristo. È sempre difficile descrivere il dolore di una madre. Maria l’ha sentito fino in fondo vedendo il suo Figlio innocente “fatto tutto una piaga” spirare in quel modo. Maria lo depose nel sepolcro: lo lasciò lì nella tomba come ogni uomo morto. Ci sarà la risurrezione, ma questo viene dopo. Prima della consolazione e della gioia c’è stato tutto il dolore, già predetto da Simeone: "Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: «Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima»" (Lc 2,34-35). Il 15 settembre la Chiesa medita questo mistero. La Chiesa prega perché le sia concessa la grazia di capire, il dono di trovare in Maria la forza e il modello di come ognuno deve portare la sua croce. È una festa molto significativa e sentita dai cristiani che Maria contemplano nel suo dolore.

 

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Inserito Mercoledi 30 Agosto 2017, alle ore 9:25:42 da latheotokos
 
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