PORTALE DI MARIOLOGIA - Lucia Mangano, una vita d'unione con Maria
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Lucia Mangano, una vita d'unione con Maria
SantiDalla Introduzione del nuovo libro di Antonino Grasso Lucia Mangano, una vita d'unione con Maria, Collana di Mariologia Virgo Liber Verbi della Pontificia Facoltà Teologica Marianum, n. 9, Aracne Editrice, Roma 2018, pp. 39-41 e pp. 45-46


Profilo biografico di Lucia Mangano

La Venerabile Lucia Mangano, nacque l’8 aprile 1896 a Trecastagni, alle falde dell’Etna, in diocesi di Catania, da Nunzio Mangano e Giuseppa Sapienza, quarta di nove figli. Fu battezzata il 13 aprile col nome di Lucia e cresimata il 28 agosto 1897, secondo una diffusa consuetudine locale. La povertà della famiglia era tale che Lucia non poté frequentare la scuola elementare, né avere la tradizionale veste bianca per la Prima Comunione. La piccola Lucia, verso i sette/otto anni, come lei stessa racconta, si recò da sola alla chiesa parrocchiale per confessarsi e ricevere privatamente la Santa Eucaristia. L’8 dicembre 1915 emise il voto di verginità, con l’approvazione del primo direttore spirituale, mons. Giuseppe Scalia. Provata in salute, per circa un triennio da ricorrenti febbri maltesi, la giovane Lucia si impegnò nell’apostolato laicale della parrocchia, sia come catechista, sia come dirigente delle Figlie di Maria e delle associazioni giovanili dell’Azione Cattolica femminile.
Conosciuta la Compagnia di S. Orsola, Lucia aderì al gruppo della parrocchia di S. Giovanni La Punta, professando i consigli evangelici l’8 settembre 1927. Poco dopo fu nominata Sostituta– Superiora, rimanendo in tale ufficio sino alla morte. Il 23 novembre 1927 Lucia iniziò la vita in comune con un gruppo di consorelle, dando vita alla Casa di S. Angela Merici, che divenne centro di un intenso apostolato di catechesi e d’istruzione per la gioventù femminile di S. Giovanni La Punta e dei dintorni, con laboratori e scuole, da quella materna alle superiori, ancora oggi provvidenzialmente fiorenti. Dal 1931 Lucia fu sotto la direzione spirituale del Venerabile P. Generoso Fontanarosa, passionista (1881–1966), che le fu guida e sostegno sino alla morte, divenendone poi anche il primo biografo.
Soprattutto a partire dal 1933, Lucia parve percorrere le tappe più ardue della vita spirituale, giungendo anche alle vette più alte della mistica. Ella infatti pervenne, come chiaramente risulta dai suoi scritti e da sicure testimonianze, allo stato mistico del Matrimonio spirituale, sembrandole, poi, che il velo della fede si squarciasse, cosicché il suo spirito divenne una cosa sola con Dio, in sublimi modalità che ella definì Visione beatifica. Furono pure presenti nella sua vita varie forme di carismi, come visioni e divine locuzioni, predizioni, scrutazioni dei cuori, grazie di guarigioni, pur non mancando forti tentazioni ed infestazioni diaboliche. In ogni evenienza la Venerabile apparve a tutti i testimoni che la conobbero e frequentarono come persona perfettamente equilibrata, psichicamente sana, attiva, ricca di umanità, di buon senso, affabile e sempre serena.
Lucia trovò le sue delizie spirituali nell’Eucaristia quotidiana, nell’assidua meditazione della passione di Cristo, nella filiale e tenerissima devozione a Maria, soprattutto come Addolorata. Fu sempre generosamente aperta alle necessità dei malati, dei poveri e di ogni categoria di bisognosi, particolarmente durante il secondo conflitto mondiale (1940–1945). Perdonò sempre ampiamente e cordialmente i suoi detrattori e persecutori, nonché gli oppositori della Casa S. Angela, impedendo ogni senso di rivalsa o di rancore. Una nota distinta merita la sua eroica umiltà, infatti si reputava un nulla e si dichiarava ignorante e «povera figlia di un massaro», pur riconoscendo i grandi doni di Dio come frutto dell’intercessione materna di Maria.
Dopo una normale giornata di attività, il pomeriggio del 9 novembre 1946 la Venerabile si recò a Catania per un’opera di carità, ma fu ivi sorpresa da un attacco cerebrale. Lucia spirava nelle prime ore del 10 novembre 1946. Dopo le esequie, la sua salma fu tumulata nel cimitero locale; ma già il 28 aprile 1947 avvenne la traslazione alla cappella della Casa S. Angela delle orsoline, ove ancora oggi i devoti accorrono numerosi, con segnalazioni di insigni favori spirituali e corporali. L’innegabile fama di santità, di cui già godette in vita la Venerabile, andò aumentando dopo la sua morte con la diffusione delle sue biografie e dei suoi scritti2.[...]

La vitale presenza di Maria

In tutto il contesto dell’esistenza di Lucia, emerge con chiarezza cristallina un dato essenziale: la presenza di Maria come madre e maestra accanto alla “figlia prediletta”, e la corrispondenza di amore filiale, di dedizione e di totale abbandono della figlia sulle braccia della “Mamma sua”. Non si potrebbe pienamente comprendere l’esperienza spirituale e mistica di Lucia, che fu profondamente ed essenzialmente cristologica, senza sottolineare la vitalità, l’importanza, l’incidenza di questa presenza mariana. Questo, non tanto perché Maria risulti la protagonista di questo itinerario, ma perché tra l’amore ardente di Lucia e la vicinanza silenziosa di Lei, si realizza una trasposizione di atteggiamenti, di imitazioni, di tacite intese che permettono alla mistica di abbandonarsi con le stesse disposizioni interiori, con la stessa pienezza e la stessa consapevolezza di Maria, tra le braccia di Cristo. Lucia Mangano attesta, se ancora ce ne fosse bisogno, che le vette vertiginose dell’unione con Cristo, si raggiungono con l’aiuto e sotto la guida di Maria, archetipo di ogni cammino spirituale, icona di ogni unione con il Signore9.
Tutto il nostro percorso, di conseguenza, intende sottolineare il convincimento che Maria, anche per la grande mistica siciliana come per tutti coloro che la riconoscono come madre e maestra di vita spirituale, è e rimane una insostituibile compagna di viaggio, sulla via che conduce e unifica a Dio10. Ella si manifesta soprattutto come la Mater amabilis, la Vergine del sorriso, colei che in ogni occasione, in ogni esperienza, in ogni situazione, sa offrire la sua mano calda di amore, sa partecipare al dolore fisico e spirituale che sconvolge l’esistenza, sa effondere il suo incoraggiamento, sa dare il suo consiglio11. In sostanza, Lucia Mangano con il suo esempio ci ricorda che «la Vergine e la spiritualità mariana della Chiesa, possono essere, in e con Cristo e nello Spirito, l’antidoto efficace contro le ostinate tossine della postmodernità, ponendosi, ancora una volta e, come sempre, a servizio dell’accoglienza del Dio Essenziale che ama risiedere come ospite gradito e non inquietante nella vicenda personale e comunitaria della nostra umanità»12. Ne consegue che, anche per Lucia Mangano, rimane vero il principio che «la lettura dei contemplativi e dei mistici mariani può aiutare anche noi a penetrare nel mistero della Madre di Dio. Queste ricchezze sono nostre, sono del thesaurus Ecclesiae e ci appartengono per nutrire la contemplazione e la vita»13.

NOTE
1. Per un inquadramento generale e mariologico–mariano, cf. E. GUERRIERO – A. ZAMBARBIERI (a cura di), Storia della Chiesa. La Chiesa e la società industriale (18781922), Paoline, Cinisello Balsamo 19901991, voll. XXII/1; vol. XXII/2; vol. XXIII; E. GUERRIERO (a cura di), La Chiesa in Italia. Dall’unità ai nostri giorni, San Paolo, Cinisello Balsamo 1996; G. DE ROSA – T. GREGORY – A. VAUCHEZ (a cura di), Storia dell’Italia religiosa. L’età contemporanea, Laterza, Roma–Bari 1995, vol. III; G. PENCO, Storia della Chiesa in Italia. Dal Concilio di Trento ai nostri giorni, Jaca Book, Milano 1978, vol. II; E. VILANOVA, Storia della teologia cristiana. Secoli XVIII, XIX e XX, Borla, Roma 1995, vol. 3, pp. 403725; R. LAURENTIN, Breve trattato su la Vergine Maria, pp. 126175; S. DE FIORES, L’immagine di Maria dal Concilio di Trento al Vaticano II (15631965), in E. M. TONIOLO (a cura di), La Vergine Maria dal Rinascimento a oggi, Centro di Cultura Mariana «Madre della Chiesa», Roma 1999, pp. 962; E. BOAGA – L. GAMBERO (a cura di), Storia della mariologia. Dal modello letterario europeo al modello manualistico, Marianum–Città Nuova 2012, vol. 2, pp. 623816.
2
. Cf. A. FELICI, Decreto di Venerabilità di Lucia Mangano del 2 luglio 1994; H. JEDIN (a cura di), Storia della Chiesa, Jaca Book, Milano 19791980, voll. IX-–X/1.
[...]
9. Cf. A. MARTINELLI, La Madonna e Lucia Mangano, vol. II., La Mericiana – L’Addolorata, S. Giovanni La Punta – Mascalucia 1959, pp. 660.
10
. FRANCESCO, Messaggio alla 19.ma seduta pubblica delle Pontificie Accademie sul tema “Maria icona dell’infinita bellezza di Dio” del 20 novembre 2014, dal Radiogiornale vaticano del 21 novembre 2014.
11
. Cf. E. NEUBERT, La vita di unione con Maria, Paoline, Catania 1956, pp. 293318; M. F. PERILLO, Maria nella mistica. La mediazione mariana in santa Veronica Giuliani, Eupress, Lugano 2004, pp. 919; S. RAGAZZINI, Maria vita dell’anima. Itinerario mariano alla SS. Trinità, Casa Mariana, Frigento 1984, pp. 834; V. N, Come l’hanno amata! Profili di santi mariani, Messaggero, Padova 1989, pp. 57.

12
. S. M. PERRELLA, Introduzione, in F. ASTI, Maria Vergine nella vita mistica del credente, Liberia Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2017, pp. 1617.
13
. J. CASTELLANO CERVERA, La «via contemplativa» dell’Occidente per penetrare nel mistero di Maria, in AA. VV., Come conoscere Maria oggi, Centro di Cultura Mariana Madre della Chiesa, Roma 1984, pp. 122123.

Inserito Sabato 3 Febbraio 2018, alle ore 19:44:36 da latheotokos
 
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