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  La presenza viva e attuale dell'Assunta nella Chiesa e nel mondo 
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Un intervento del mariologo Antonino Grasso nella trasmissione della Radio Vaticana NON UN GIORNO QUALSIASI del 15 agosto 2018, condotta da Federico Piana.



1. L’attualità salvifica del mistero dell’Assunta

L'assunzione al cielo di Maria, Madre del Signore risorto, è, in definitiva, il necessario complemento dell'esaltazione del Figlio. Gli antichi Padri orientali si chiedevano: «Come potrebbe il Figlio dell'Uomo risiedere nella pienezza della gloria, se non avesse presso di sé la Donna benedetta fra tutte, che in qualità di Madre, cooperò all'avvento del suo regno?». La Madre di Dio e Madre degli uomini con la sua Assunzione, quindi, raggiunge suo Figlio in cielo «per prendere posto alla sua destra e continuare a servire l’espansione della sua misericordia salvifica». Così, nella pienezza della sua glorificazione, la Santa Vergine, continua ad essere la “Cooperatrice” fedele e pienamente cosciente del Figlio e, cioè, la “Madre di Misericordia” e la potente Ausiliatrice degli uomini, affinché si realizzi la «vittoria definitiva di Dio sulle potenze del male e l’umanità, da Cristo redenta, entri a far parte definitiva del suo Regno». Per il grande mariologo René Laurentin, questa maternità attiva, regale e celeste di Maria Assunta, «implica necessariamente una profonda conoscenza dei nostri bisogni e delle nostre situazioni esistenziali, perché procede dalla conoscenza che Ella ha di noi in Dio». Questa sua conoscenza è tutta piena e animata di sollecitudine nei riguardi degli uomini, perché è la stessa sollecitudine di Dio per la nostra salvezza. Tramite questa piena conoscenza e con il suo intenso amore per noi, ella si inserisce nella nostra storia personale e collettiva, mentre ridice continuamente al Figlio, quello che desidera per noi e, cioè, che possiamo realizzarci pienamente come lei, che possiamo raggiungerla in cielo, anche noi rivestiti di quella stessa gloria che la avvolge. Questa intensa attività dell’Assunta, precede la nostra stessa richiesta di aiuto, tanto che Dante giustamente poteva far dire a San Bernardo: “La tua benignità non pur soccorre chi la domanda, ma molte fiate liberamente al dimandar precorre”.

2. Tutti in cammino verso il cielo con l’aiuto della Madre

La Madre glorificata, indica all’umanità la via del cielo e nello splendore del suo mistero, sembra ripetere continuamente ad ogni uomo le parole di Agostino: «Figlio mio, sei fatto per il cielo, ma Dio, che ti ha creato senza di te, non può salvarti senza di te». L’Assunta, quindi, ci invita a partecipare alla sua stessa dignità, realizzando in noi, secondo le nostre possibilità, soprattutto la sua purezza immacolata e la sua totale adesione a Dio, che saranno la sorgente anche della nostra stessa gloria eterna. Il suo esempio, di Colei, cioè, che più di ogni altra creatura è stata fedele al suo Signore e il suo potente aiuto materno, faranno sì che anche noi, ripieni di grazia e fedeli a Dio, ci possiamo unire per sempre al Signore Gesù, secondo la sua stessa promessa: «Chi compie la volontà di Dio, costui è mio fratello, sorella e madre». Solo chi lo segue, infatti, ed ama come la sua e nostra Madre, potrà partecipare alla gloria dell’”Assunta”. Per questo il venerabile Pio XII, che il primo novembre del 1950 definì l’assunzione come dogma di fede, la pregava ancora così: «O Vergine gloriosa, noi confidiamo che le tue pupille misericordiose si abbassino sulle nostre miserie e sulle nostre angosce, sulle nostre lotte e sulle nostre debolezze; che le tue labbra sorridano alle nostre gioie ed alle nostre vittorie; che Tu senta la voce di Gesù dirti di ognuno di noi, come già del suo discepolo amato: "Ecco il tuo Figlio! "; e noi che ti invochiamo nostra Madre, noi ti prendiamo come Giovanni per guida, forza e consolazione nella nostra vita mortale... affinché apprendiamo fin da quaggiù a gustare Iddio solo». Accanto a tutti noi che dobbiamo affrontare le battaglie della vita, le tragedie della sofferenza e il mistero della morte e della separazione, c’è sempre vicina Lei che nella sua luce e gloria di Assunta, ci sollecita continuamente e ci infonde la speranza di giungere come Lei alla meta celeste.

3. La presenza viva e attuale dell’Assunta nella Chiesa e nel mondo

Nella Vergine Assunta, la Santa Chiesa, in cammino verso la Parusia, vede la sua “Icona escatologica” perché realizza già il compimento del suo stesso mistero. In Lei, suo primo ed eccelso membro che non ha cessato di precederla, essa raggiunge il suo termine, il suo riposo e la sua pienezza: la presenza, cioè, senza veli e senza fine, presso Cristo risuscitato. L'Assunta, perciò, ravviva costantemente nella Chiesa, «in cammino tra pericoli e affanni», la nostalgia, il desiderio e la speranza della salvezza, perché ricorda costantemente a tutti i suoi figli lo scopo supremo dell’umana esistenza, cioè il conseguimento della vita eterna, riservata all'anima subito dopo la separazione dal corpo, ed anche al corpo dopo la sua dimora nel sepolcro, nel giorno della risurrezione finale. Ma l’Assunta lancia anche un suo molteplice messaggio all’umanità intera. Contro le aberrazioni del neopaganesimo, che travolge tante creature nel fango del peccato e dell'impurità, fino alla più completa profanazione del corpo, il mistero dell’Assunzione proclama il destino soprannaturale, la dignità eccelsa e la sacralità di ogni corpo umano, chiamato dal Signore a diventare strumento di santità e a partecipare alla sua gloria. Alle anime inquiete e angosciate dei figli dell'età post-moderna, che non credono più nella bontà della vita e che affrontano con immane tristezza le angosce dell'esistenza, la “Donna pienamente realizzata”, mostra a quale gloria è stata essa elevata, perché accolse docile la parola di Dio, e perché seppe superare i dolori e gli immani sacrifici della sua vita, sopportati accanto e per Gesù Redentore. E, infine, contro le perfide insidie della civiltà materialistica del mondo, tutta protesa a legare l'uomo alla terra ed alle soddisfazioni e ricchezze passeggere ed effimere del tempo, l’Assunta ricorda provvidamente agli uomini, che, invece, non potranno avere mai pace interiore e mai godere di vera felicità, fino a quando non avranno conquistato la gioia stessa di Dio.

 

Inserito Mercoledi 15 Agosto 2018, alle ore 10:36:53 da latheotokos
 
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DOTTORE IN S. TEOLOGIA CON SPECIALIZZAZIONE IN MARIOLOGIA
DOCENTE ALL'ISSR "SAN LUCA" DI CATANIA

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