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  Linee teologico - pastorali sulla pietà popolare mariana 
Devozione

Da Stefano De Fiores, Maria nella teologia contemporanea, Centro di Cultura Mariana "Madre della Chiesa", Roma 1991, pp. 349-352.



 1. ACCETTARE LA PIETÀ POPOLARE

Di fronte alla pietà mariana popolare il primo atteggiamento è quello di riconoscere la sua legittimità nella Chiesa, di accoglierla con azione di grazie e di evitare ogni rigetto globale o terapia distruttiva. Ciò è frutto di un nuovo modo di percepire la realtà della religione popolare, che non è da considerare una forma di cristianesimo sottosviluppato o spurio, ma una delle tante incarnazioni storiche del cattolicesimo. Dopo secoli di utopia di un cristianesimo puro ed evangelico, che escluderebbe l'anticamera calda della religione, oggi si riconosce la «dignità» della pietà popolare e la sua legittimità. Oggi nessuno vorrebbe essere accusato di perpetrare un genocidio culturale; pertanto, si rifugge dall'idea di attentare al patrimonio di un dato popolo e si è propensi a ritenere la religione popolare quale effetto della provvidenza di Dio e insieme punto di partenza per una realistica opera di evangelizzazione. E quando si nota nel popolo una profonda percezione della persona e del ruolo di Maria, che diventa cuore, porto, punto di convergenza della vita dei fedeli, è da ringraziare il Signore che agisce e si rivela al suo popolo, e particolarmente ai semplici e ai piccoli di questo mondo. Il popolo diventa un «luogo teologico» per una maggiore comprensione della Vergine.

2. DARE PRIORITÀ ALLA COMUNIONE SULLA TIPOLOGIA

L'atteggiamento di rispetto, coinvolgimento, ascolto del Popolo deve condurre a valorizzare anche le sue intuizioni su Maria. E una conseguenza del «sensus fidelium», il cui ruolo promotore di più ferma adesione alle verità appartenenti alla fede, si è manifestato nella definizione dei dogmi mariani dell'Immacolata e dell'Assunta. Ora, l'intuizione centrale del popolo circa Maria è senza dubbio quella di averla percepita nella fede come una persona viva, glorificata, dotata di potenza e bontà materna e quindi in grado di intervenire nelle vicende umane. In altri termini, il popolo ha visto in Maria il successo della redenzione, il trionfo della vita sulla morte, il valore dell'intercessione di colei che vive la pasqua eterna di Cristo. Ne deriva una conseguenza di grande valore pratico, che nella Chiesa latino-americana viene così formulata: «Una pietà mariana puramente tipologica non ha valore formativo; è un'illusione di pastorale. Non basta dire: la Vergine è esempio di fedeltà alla parola, di fortezza nel dolore ... perciò dobbiamo imitarla. Se non si coltiva il legame, l'amore, l'affetto sano alla persona di Maria, l'esigenza di imitazione di un prototipo è un puro imperativo categorico. Per rendere fecondo il carisma di Maria bisogna fare in modo che il legame mariano (che ha la priorità pedagogica) conduca all'atteggiamento mariano (che ha la priorità entitativa)»1. L'elaborazione di una «mariologia popolare» dovrebbe muovere dalla condizione escatologica di Maria nel suo influsso costitutivo del «fatto mariano» nella Chiesa, per scendere alla sua vicenda biblica e alla sua divina maternità: una mariologia originale, che ribalta il metodo dei manuali.

3. FAVORIRE L'INCONTRO TRA PIETÀ POPOLARE E LITURGIA

Similmente perché non valorizzare le forme espressive popolari di devozione a Maria? Esse sono portatrici di valori creativi, intuitivi, significanti ed eloquenti, cui anche la liturgia dovrebbe guardare per recuperare il senso della festa, della comunità, della partecipazione cordiale.

4. EVANGELIZZARE LA PIETÀ MARIANA POPOLARE

Soprattutto è necessario «evangelizzare» la pietà mariana popolare in modo che divenga un autentico incontro con Cristo Salvatore. Per togliere alla pietà mariana popolare ogni tentazione di chiudersi in sé, bisogna «riempirla» della Parola di Dio, che giudica, purifica e salva. Un'accurata catechesi biblica punterà su alcuni elementi di fondamentale importanza:
        A.
Il piano della salvezza procedente dalla sapienza e misericordia del Padre e realizzato per mezzo del Figlio nello Spirito Santo: il continuo richiamo alla storia salvifica - sulla scia dei Padri e del Concilio Vaticano II -varrà a collocare Maria e il suo culto nel giusto contesto, dove assumono esatta proporzione e finalità;
        B. Cristo, centro del piano salvifico e quindi della fede, da riconoscere come unico salvatore e mediatore, principio e termine del cristiano: e insieme esplicante questa sua mediazione con la Chiesa e con Maria. Occorre insistere sulla persona di Cristo misericordioso e sulla sua unione immediata con i fedeli, onde guidarli ad un rapporto vitale, personale, profondo, perseverante con lui sull'esempio e con la guida materna di Maria. Occorre condurre le varie espressioni popolari «al centro di ogni salda pietà, Cristo Gesù Figlio di Dio Salvatore»2;
        C. Presentare la vicenda evangelica di Maria, soprattutto i suoi atteggiamenti profondi e le sue virtù, in modo da suscitare l'imitazione di lei e unire nella considerazione la sua condizione celeste a quella terrena;
        D. Richiamare l'insegnamento profetico ed evangelico circa la natura del vero culto, che è quello unito all'impegno della vita, all'esercizio della carità e della giustizia. Si ricordi la dottrina biblica circa il tempio, che è in primo luogo Cristo risorto, poi la Comunità e infine ogni uomo. Questa catechesi libererà la pietà popolare mariana da ogni tendenza magica, che è passivo abbandono a forze cieche, mentre promuoverà l'atteggiamento mistico del popolo che coesiste con la creatività e l'impegno cristiano.

5. COLLEGARE LA PIETÀ MARIANA Al MISTERO PASQUALE E ALLA VITA

In pratica, occorre condurre la pietà popolare al mistero pasquale nel suo momento sacramentale e nelle sue implicanze vitali. Pertanto è necessario considerare la confessione o riconciliazione come tappa importante del pellegrinaggio e della devozione, in quanto incontro con Cristo che perdona; e conservare alla S. Messa e comunione eucaristica il carattere di culmine della pietà popolare. Si realizzerà così un equilibrio tra pietà popolare e liturgia, che eviterà ogni dispersione e assolutizzazione della prima3. Prendere sul serio il popolo, considerandolo «luogo teologico», condurrà ad un'inversione di rotta nella teologia, nella pastorale e nella mariologia. L'impatto culturale sarà fecondo di nuova metodologia, più vitale ed efficace, e influirà profondamente anche nella presentazione di Maria, com'è avvenuto in America latina.

NOTE
1 J. ALLIENDE LUCO, Diez tesis sobre pastoral popular, in EQUIPO SELADOC, Religiosidad popular,  Sigueme, Salamanca,1976, p. 122.
2 È da citare l'intero brano delle consegne pastorali di Giovanni Paolo II ai responsabili dei santuari mariani: «Bisognerà curare con grande attenzione e zelo la pastorale nei santuari mariani, mediante una liturgia appropriata e viva, mediante la predicazione assidua e di salda catechesi, mediante la preoccupazione per il sacramento della penitenza e la depurazione prudente di eventuali forme di religiosità che presentino elementi meno adeguati. Bisogna approfittare pastoralmente di queste occasioni, magari sporadiche, dell'incontro con anime che non sono sempre fedeli a tutto il programma di una vita cristiana, ma che qui vengono guidate da una visione alle volte incompleta della fede, per cercare di condurle al centro di una salda pietà, Cristo Gesù, Figlio del Dio Salvatore. In questo modo la religiosità popolare andrà perfezionata, quando sia necessario, e la devozione mariana acquisterà il suo pieno significato in un orientamento trinitario, cristocentrico ed ecclesiale, come così a proposito insegna la esortazione Marialis cultus (nn. 25-27). I sacerdoti incaricati dei santuari, coloro che guidano ad essi i pellegrini, li invito a riflettere ponderatamente sul grande bene che possono fare ai fedeli, se sapranno porre in opera un sistema di evangelizzazione appropriato. Non sprecate alcuna occasione di predicare Cristo, di chiarire la fede del popolo, di irrobustirla, aiutandolo nella sua via verso la Trinità. Sia Maria il cammino» (Omelia nel santuario di Zapopan, 31-1-1979).
3 Cfr. S. DE FIORES, La Madonna anima della pietà popolare per un autentico incontro con Cristo, in Maria presenza viva nel popolo di Dio, Edizioni Monfortane, Roma 1980, pp. 178-183.


Inserito Domenica 19 Agosto 2018, alle ore 10:06:43 da latheotokos
 
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