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  Maria nella letteratura cappuccina: predicatori, scrittori e santi 
Autori

Da Fr. Roberto Cuvato, La spiritualità mariana nella tradizione cappuccina, in L'Eco di Gibilmanna, XCIX (2018), I Semestre 2018, pp. 5-8.



Autori del XVI Secolo

        Bernardino d'Asti (1554), vicario generale dell'Ordine e contemplativo, nelle sue Orazioni devote8 collega l'adorazione dell'umanità di Cristo alla presenza della Madre di Dio, che diventa via per andare a Cristo, come Egli è via per andare al Padre e motivo di attrazione alla "dolcissima Madre": «Te prego, Iesu dolcissimo, per le preci, meriti e amore della direttissima Madre tua, tira me per amore ardentissimo e castissimo, purissimo e ferventissimo a la dulcissima Madre tua e fammi per essa a te e per te al sanctissimo Padre tuo venire e pervenire. Amen». Si ha come un andirivieni in cui Gesù rivela Maria, e Maria rivela a sua volta Gesù, rivelatore del Padre.
        Bernardino Ochino (1564)9 nelle sue prediche e scritti10 antecedenti 1'apostasia sosteneva che bisogna rimanere nell'amore ai piedi della croce e unirsi alla fede di Maria, esaltandone l'umiltà che ha attirato Dio nel suo grembo. Presentandola nella sua funzione materna, sia con il suo si pieno di fede nell'annunciazione11, che sotto la croce, sentendo ella più di altri il dolore del Figlio: «Non è stata nissuna creatura in questo mondo che più interamente abbia sentito in se la Passion di Cristo, quanto la Madonna; ma non però in quel modo che dicono alcuni, che la gridava e si dilaniava e simili altre pazzie. No, no! Non credere che la Madre de Dio facesse simil cose, perche era prudentissima, e mai non usci fuori de' termini della ragione, ma stava cheta e la sentiva dentro di se, come tu hai che conservabat omnia verba haec conferens in corde suo (Lc 2,19): nel suo cuor ruminava e masticava questo misterio della Passion di Cristo»12.
        Bernardino da Balvano (1570)13, nel suo noto libretto, Specchio di oratione (Messina 1553), predicatore e di profonda esperienza spirituale, spiega come esercitarsi nella preghiera interiore attraverso la meditazione sia dei misteri di Cristo che di Maria, con i pietosi affetti del cuore, facendo recitare una corona scandita dalle "sette solennità di Maria', o dagli "otto dolori della Madonna", o dalle "sette allegrezze"14. Già nel 1562 Bernardino da Balvano pubblica un sermone sull'Immacolata15.
        Giammaria da Tusa (1584), nel suo Quaresimale, ancora inedito, consacra la predica più lunga alla passione di Cristo e ai suoi dolori mentali, inserendovi alcune scene apocrife in cui prende commiato dalla madre prima di andare a patire la morte di croce.
        Dello stesso s. Felice da Cantalice (1587)16, che non ha scritto nulla, viene riferito nel Processo sistino che soleva dire: «Io studio sei lettere: cinque rosse e una bianca. Le cinque rosse sono le piaghe di nostro Signore, e la bianca, la Madonna». Spesso poi cantava canzoncine in sua lode, come questa: «Se tu non sai la via d'andare in paradiso, vattene a Maria con pietoso viso, che Clemente e pia, t'insegnerà la via d'andare in paradiso»17.
        Anselmo Marzati da Monopoli (1607), che fu il primo predicatore apostolico scelto da Clemente VIII, e primo cardinale cappuccino, ha lasciato una raccolta di prediche inedite declamate in un quaresimale nella chiesa di s. Giovanni dei Fiorentini, a Roma. Una di esse ha per tema Maria addolorata i piedi della croce, presa a esempio di predicazione mariana.

Autori del XVII Secolo

        S. Giuseppe da Leonessa (1612) ha lasciato molti sermoni per le feste mariane. I cappuccini presentano e sviluppano una riflessione teologica su Maria nella predicazione. Essi sottolineano e commentano i privilegi della Madre di Dio e i diversi titoli o invocazioni legate ai santuari.
Fa eccezione s. Lorenzo da Brindisi (1619), del quale papa Giovanni XXIII ha riconosciuto il valore della dottrina mariologica del "Mariale". A lui vanno associati i tanti che hanno scritto su Maria18, e che sarebbe impossibile elencare: rimandiamo per tutti, almeno fino al 1910, alla citata Bibliotheca Mariana di Eduardus de Alençon, agli indici tematici delle opere di Metodio da Nembro (almeno fino al 1971)19, o di E Raurell, riguardanti i biblisti cappuccini nella storia, dove si trovano anche coloro che si sono occupati di Maria.
        Francesco da Corigliano Calabro (1625), ha pubblicato due volumetti (1621 e 1625) per insegnare e meditate la passione di Cristo e i misteri della vita della Madonna, tascabili come un orologio, appunto dal titolo "Orologio spirituale intorno alla Passione di nostro Signore Gesù Cristo e sopra tutti i principali misteri della vita della gloriosa Vergine Maria". Si tratta di un modo pratico di trasformare le 24 ore del giorno in altrettanti temi di meditazione come un orologio che spesso si consulta per conoscere l'ora, in modo da investigare cosa fa il Signore e stare alla sua presenza con amore filiale alla Vergine Madre e ai suoi misteri in uno stato di continua orazione.
        Il beato Geremia da Valacchia (1625) era spesso visitato dalla Madre di Dio e fece eseguire un ritratto secondo l'idea dell'originale da lui vista20.
        Alessio Segala da Salò (1628) dedica alla Vergine diverse opere in cui ne esalta le virtù e la sua presenza nella vita spirituale dei fedeli. Tra esse, "Arte mirabile per amare, servire et honorare la gloriosa Vergine Maria nostra Avvocata con gli essercitii praticabili, confermati da lei nelle apparizioni fatte ai suoi devoti" (Brescia 1608), con 21 edizioni in Italia e oltre 30 in altre lingue. Essa va oltre la devozione e conduce verso una autentica ascesi mariologica. L'altra opera consiste in una serie di meditazioni per ogni giorno dell'anno, per contemplare le opere di Cristo e di Maria: "Corona celeste, ornata di pretiosissime Consiàerationi, overo Meditationi, accomodate per tutti i giorni dell'anno ..." , (Brescia 1612).
        Il beato Tommaso Acerbis da Olera (1631), fratello laico, mise per iscritto la sua esperienza mistica21, pubblicata cinquant'anni dopo da p. Giovenale Ruffini. Nella parte I: "Selva di contemplazione sopra la vita, passione e morte del N S. Gesù Christo con la sua ascensione, e della SS. ma Madre Vergine Maria".
        Michele da Cosenza (1650/56) ha lasciato un voluminoso manoscritto da lui redatto tra il 1647 e il 1659, conservato nella Biblioteca comunale di Assisi, così intitolato: "Trattato della gloriosa Vergine Madre di Dio, detta del SS. Sacramento". In oltre mille pagine esalta in modo originale e con profondità teologica e spirituale il rapporto di Maria con l'Eucaristia e col sacerdozio, applicando a lei il titolo di "Maria del SS. Sacramento".
        Francesco da Bagnone (t 1692), della provincia di Parma, scrisse "Otto considerationi semplici, ma divote, sei della passione di Cristo nostro Signore, e due della passione di Maria sua madre", Parma 1677, Trento 1679; "Diverse considerationi de' dolori mentali, e corporali di Cristo Gesù et occasionalmente si dice qualche cosa de' dolori di Maria madre", Parma 1690; "Benedizione, di fr. Francesco da Bagnone Cappuccino. Trè volte l've Maria ad onore della Immacolata Concezione della Vergine", Cremonae [prima metà Sec. XVIII].

La fede nella Concezione Immacolata e nell'Assunzione di Maria

a) L'Immacolata Concezione di Maria
In particolare i cappuccini si sono distinti nella predicazione e nella pubblicazione di opere riguardanti i dogmi dell'Immacolata Concezione e dell'Assunzione, ancor prima che essi venissero definiti dalla Chiesa. Infatti, la fede nel dogma dell'Immacolata Concezione di Maria (8 dicembre 1854) è stata costante nell'Ordine.
        Lorenzo da Brindisi nel Mariale dedica 12 prediche all'Immacolata Concezione, dove la dotta teologia si unisce alla più tenera devozione. Nel 1617 i cappuccini spagnoli chiesero a Paolo V la definizione di questa verità e il ministro generale, Paolo da Cesena (1638) ebbe a dire al re di Spagna, Filippo III, che nel suo Ordine tutti difendevano questo mistero di Maria.
        Giovanni Maria Zamoro da Udine
(1649) scrisse un trattato di mariologia nel quale difende con passione e argomentazioni l'Immacolata Concezione di Maria. Il suo libro fu messo all'Indice senza alcuna ragione, se non l'opposizione domenicana: a causa delle vicissitudini che dovette passare, lo si può chiamare martire dell'Immacolata.
        Nel 1639, Urbano VIII inaugurava la prima chiesa di Roma dedicata all'Immacolata, quella dei cappuccini di Via Veneto.
        Nel 1671, su istanza del ministro generale, Stefano da Cesena, si concesse ai cappuccini la facoltà di recitare l'Ufficio dell'Immacolata tutti i sabati, anche in Avvento e Quaresima.
        Il ministro generale, Pietro da Busto Arsizio, spiccò come predicatore e difensore acerrimo dell'Immacolata.
        Nel 1712 il capitolo generale, nel quale venne eletto Michelangelo da Ragusa (di Dalmazia), elesse Maria Immacolata come Patrona dell'Ordine.
        Importante resta l'opera in tre volumi, edita due volte, di Salvatore da Sambuca (1726), eccellente difesa del privilegio mariano.
        Nel 1719 si stabilì che dopo compieta si recitasse l'antifona Unica est columba mea, con il responsorio In conceptione tua. Tradizionalmente nelle province di Spagna alla fine dell'Ufficio del sabato si cantavano le "Lodi dell'Immacolata".
        Il venerabile cappuccino calabrese Antonio da Olivadi (1720) sviluppa la teologia e l'iconografia delle lacrime con l'opera, "Anno doloroso di Maria, ovvero meditationi sopra la sua dolorosa vita distribuite per tutti li giorni dell'anno", Napoli 1678.
        Nel 1910 Eduardo d'Alencon elenca gli scritti mariani di circa 530 cappuccini, dei quali 77 trattano espressamente dell'Immacolata Concezione della Vergine. In occasione del I centenario della definizione di questo dogma mariano, l'Istituto Storico dell'Ordine ha pubblicato un volume, "Regina Immaculata" (Roma 1955), dove si riflette la dottrina e la devozione dei cappuccini verso questo mistero di Maria, e nella celebrazione del 150° anniversario della stessa definizione vari conferenzieri cappuccini interverranno nei congressi sul tema dell'Immacolata.

b) L'assunzione di Maria
Anche la fede nel dogma dell'Assunzione (15 agosto 1950) è stata sempre viva nella devozione dei cappuccini, contemplandola nel mistero della sua Assunzione in corpo ed anima al cielo, preceduta, secondo la maggioranza dei teologi e scrittori, dalla sua morte e risurrezione. Tra essi, s. Lorenzo da Brindisi, Girolamo da Forlì, Ludovico Francesco d'Argentan, Procopio da Templin, Martino da Kochem, Paolo Girolamo da Faenza, Isidoro di Siviglia.
        Nicola Molinari dice che la morte della Vergine, a causa della volontà di assomigliare a suo Figlio, fu, tuttavia, senza dolore a causa dell'intensità della contemplazione.
        Nel 1904 alcuni cappuccini di Spagna, ai quali si unirono altri dell'America ispanica, fecero voto di difendere questo privilegio di Maria e chiesero che si introducesse nella litania l'mvocazione Regina assunta in corpo e anima al cielo. Tra coloro che indirizzarono a Pio XII la richiesta per la definizione dogmatica dell'Assunzione della Vergine, appaiono 59 vescovi cappuccini, 12 prelati o superiori maggiori cappuccini. Una descrizione delle diverse manifestazioni della fede e del culto dell'Assunta, come le tante chiese cappuccine dedicate a questo dogma, le associazioni assunzioniste dirette da cappuccini, si trova net trattato di Arcangelo da Roc23.
        Anastasius Joseph Muller von Reichenhofen (1854-1917), prov. Bavaria, commentò i salmi dell'Ufficio della Madonna in "Psallite Deo nostro, psalite sapienter! Kurze Erklarung der Psalmen des marianischen Offiziums besonders für Ordensleute", Ravensburg 1907; "Ecce Mater tua. Siehe deine Mutter. Maria betrachtet in ihren Worten als Vorbild der Ordensfrau", Ravensburg 1911.
        Gabriele Caramadre (1876-1939), della provincia di Foggia, autore di opere a carattere apologetico-divulgativo, scrisse tra le altre, "Il Magnicat nei commenti dei Santi Padri", Siena 1939.
        H. May, prov. di New York, ha pubblicato: "Mary in the Old Testament", in Mariology, I, ed. J. Carol, Milwaukee 1955.
        D. Unger, della provincia di Pennsylvania, ha compiuto una lettura mariologica di Gen 3,15, in "The First-Gospel: Genesis 3:15", New York 1954, in cui pretende di provare il senso esclusivistico-letterale cristologico-mariologico del divino oracolo.

NOTE
8 Bernardino d'Asti, Orazioni devote, Milano 1535. Il testo è stato rintracciato in copia manoscritta nel 1978 sul cod. 64 della Biblioteca Storico-Francescana della Chiesa Nuova in Assisi, da C. Cargnoni, e da lui edito: Figura eminens Bernardini de Asti, praecipui reformationis capuccinae promotoris, in Analecta OFMCap 94 (1978) 374-384; Id., Fonti, tendenze e sviluppi della letteratura spirituale cappuccina primitiva, in Collectanea Franciscana 48 (1978) 311-398; Mariano d'Alatri, Bernardino d'Asti, padre della riforma cappuccina, in Italia Francescana 32 (1957) 371-379; L. Perini, Bernardino d'Asti, in Dizionario Biografico degli Italiani, 9, Roma 1967, 1 97ss.
9 C. Cargnoni, Ochino (Bernardin, Tommasini de Siena), in Dictionnaire de Spiritualité Ascétique et Mystique. Doctrine et histoire, XI, Paris 1982, 576-591; G. Gotor, Ochino Bernardino, in Dizionario Biografico degli Italiani, 79, Roma 2013, 90-97.
10 Bernardino Ochino, I "Dialoghi sette" e altri scritti del tempo della fuga, ed. U. Rozzo, Torino 1985, anche in FC 111/1, 445-530; 1770-1806; 2115-2306.
11 Predica predicata in Vinegia il martedì dopo Ia Domenica di Passione 1539 che fu il di della festa dellAnnunciazione della Vergine Maria, in FC 111/ 1, 2192-2193.
12 Predica predicata in Vinegia il sabbato dopo la domenica di Passione 1539, in FC 111/ 1, 2228-2229.
13 N. De Blasi, Bernardino da Balbano, in Dizionario Biografico degli Italiani, 9, Roma 1967, 198-199; 0. Schmucki, Lo "Specchio di Oratione" del P Bernardino da Balvano, OFM Cap, in Italia Francescana 65 (1990) 5-32; C. Cargnoni, L'apostolato delta predicazione: Bernardino Ferraris da Balvano, in I Frati Minori Cappuccmi in Basilicata e nel Salernitano fra '500 e '600, ed. V. Criscuolo, Roma 1999, 361-408.
14 Bernardino da Balbano, Specchio di oratione..., Messina 1553; anche in FC 111/1, 623-626.
15 Bernardino da Balvano, Operetta nuova, nella quale si contengono Otto Prediche delta Predestinazione, et una della Concettion della Vergine, Messina 1562; II mistero delta flagellatione di nostro Signor Gesù Christo sotto forma di meditatione per ciascun giorno della settimana, Venezia 1557 e 1559; Meditationes de vita Christi et eius Matris Virginis Mariae, ms. in 2 voll.
16 Mattia da Salò, Vita, monte e miracoli del Beato Felice da Cantalice, a cura di V. Criscuolo, Roma 2013, 57. Mattia Bellintani da Salò (†1611) scrisse la prima biografia di s. Felice da Cantalice, nota soltanto nella versione latina dei Bollandisti (1685), mentre il manoscritto italiano è stato ritrovato di recente da V. Criscuolo nell'Archivio della Congregazione delle Cause dei Santi.
17 Testimonianza resa a Santi da Roma da Pacifico da Poggio Carino il 24 maggio 1587: Processus Sixtinus fratris Felicis a Cantalice cum selectis de eiusdem vita vetustissima testimoniis. In lucem edidit Marianus ab Alatri, Romae 1964, 281.
18 Giovanni Maria Zamoro da Udine, De eminentissima Deiparae Virginis perfectione libri tres, Venecia 1629; Angelicus Spadafuora a Messana, L'Unigenita della gratia Maria, adornata del candore dell'innocenza, e ricca di eccellentissime prerogative, Messina 1640; Jerome de Paris, La doctrine mariale de Saint Laurent de Brindes. Etude theologique, Roma-Paris 1933.
19 Metodio da Nembro, Quattrocento scrittori spirituali, Roma 1972; F. Raurell, I Cappuccini e lo studio della Bibbia, Roma-Barcelona 1997.
20 Emmanuele Celentano da Napoli, Memorie del venerabile servo di Dio Geremia da Valacchia religioso cappuccino, in Studi e Ricerche Francescane 16-17 (19871988) 253-401.
21 Tommaso da Olera, Fuoco d'amore mandato da Christo in terra per essere acceso, ed. Giovenale Ruffini, Augusta 1682, Napoli 1638.
22 XXI Congresso Internazionale Mariologico-mariano, in occasione dei 150 anni della definizione dell'Immacolata, Roma 4-8 dicembre 2004.
23 Archangelus a Roc, Adnotaciones circa petitiones de B. V Mariae Assumptione corporea in caelum dogmative definienda in Colectanea Franciscana 14 (1944) 260311; Clemens a Milwaukee, De corporea Beatae Mariae Virginis in caelum Assumptione digne colenda. Litterae circulates, in Analecta OFMCap 67 (1951) 139-145; Archangelus a Roc, Il culto assunzionistico nell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini, in Alma Socia Christi, X. De Assumptione B. V. Mariae, Romae 1953, 188-211.

 

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DOTTORE IN S. TEOLOGIA CON SPECIALIZZAZIONE IN MARIOLOGIA
DOCENTE ALL'ISSR "SAN LUCA" DI CATANIA

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