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Venerazione mariana nell'ecumenismo e nell'evangelizzazione
Ecumenismo

Dal libro del Card. Francis Arinze, Venerazione mariana. Solido fondamento, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2017, pp. 99-108.



Un devoto della beata Vergine Maria fa bene a domandare come la venerazione mariana entri all'interno delle iniziative ecumeniche dei singoli cristiani e come entri all'interno dell'intera attività evangelizzatrice della Chiesa.

1. Venerazione mariana nell'ecumenismo

L'Ecumenismo si riferisce a tutto lo spettro di iniziative volte alla riunificazione dei cristiani. Nostro Signore Gesù Cristo pregò che tutti i suoi seguaci fossero una cosa sola, così come egli ed il Padre Eterno sono una cosa sola (cfr. Gv 17,21). A causa della fallibilità umana, ci sono state divisioni fra Cristiani sin dai primi secoli. La più grande divisione si è verificata fra la Chiesa d'Occidente e la Chiesa d'Oriente nel 1054. E ad Occidente, i tristi eventi nel sedicesimo secolo dell'ascesa delle Chiese protestanti ed anglicane e le comunità ecclesiali sono le più significative. «La cura di ristabilire l'unione riguarda tutta la Chiesa, sia i fedeli che i pastori», dice il Concilio Vaticano II1. Dal momento che gran parte dei lettori di questo libro sono probabilmente persone che vivono nel cosiddetto Occidente, le riflessioni sull'ecumenismo che verranno fatte nel resto di quest'opera avranno in mente contatti con Chiese e comunità ecclesiali che si sono separate da Roma nel sedicesimo secolo, in quel movimento talvolta chiamato Riforma protestante.

Alcuni protestanti
, quando incontrano i cattolici, esprimono dei dubbi sulla venerazione mariana cattolica. Chiedono se i cattolici hanno un supporto scritturale per questa devozione. Hanno paura che la devozione a Maria non lasci Gesù in una posizione abbastanza centrale nella pietà cristiana. Alcuni di loro si spingono oltre ed accusano i cattolici di Mariolatria o adorazione della Vergine Maria.

É possibile che questi protestanti abbiano incontrato cattolici la cui devozione mariana non rispetti le considerazioni scritturali e dogmatiche che sono state evidenziate in questo libro. Alcuni cattolici potrebbero aver contribuito nel rendere Maria meno apprezzata dai protestanti onorandola in modi esagerati o poco avveduti e, soprattutto, non mantenendo la devozione verso di lei all'interno di un contesto biblico che mostra il suo ruolo subordinato rispetto al Verbo di Dio, lo Spirito Santo, e Gesù stesso. Ma è anche possibile che alcune obiezioni o dubbi dei protestanti vengano sollevati da polemiche anti-cattoliche o da un razionalismo travestito da pratica religiosa. Ci sono anche protestanti che ritengono erroneamente che l'originale e genuino protestantesimo è opposto alla venerazione della beata Vergine. Consigli per una risposta possono iniziare bene da quest'ultimo punto.

Martin Lutero
, che talvolta viene chiamato "Padre della Riforma", ha accettato e ribadito la maggior parte delle dottrine mariane, come la Divina Maternità, l'Immacolata Concezione e la sua perpetua verginità. Non era così chiaro circa l'invocazione di Maria e dei santi perché voleva lasciare da sole le Scritture, Dio, Cristo e la grazia (Lutero dubitava che la Scrittura parlasse dell'invocazione di Maria e dei santi). Lutero era, comunque, fermo nel proporre Maria e gli altri santi come modelli da emulare. Sfortunatamente, i tardo luterani e molti altri protestanti hanno abbandonato l'elemento di base della loro fede riguardo alla beata Vergine2.

Calvino non si pronunciava sul rispetto nei confronti di Maria, nonostante abbia mantenuto delle dottrine mariane, come la sua perpetua verginità. Zwingli era più vicino a Lutero sulla dottrina mariana. In Inghilterra, i primi riformatori hanno conservato la maggior parte delle dottrine mariane ma hanno criticato alcune manifestazioni liturgiche o devozionali3.

Come rivela questa veloce relazione, non avere un posto per Maria nella religione cristiana non era l'intenzione dei primi riformatori protestanti, ed allo stesso tempo non consideravano questa cosa come intrinseco al protestantesimo. É piuttosto un'altra la questione che i tardo protestanti hanno lasciato Maria fuori dalla discussione. Dovrebbe essere mantenuto un approccio accorto da parte dei cattolici che incontrano i protestanti. Nella sua terza predica di Avvento in Vaticano, nel dicembre del 2015, il predicatore della Casa Pontificia, padre Raniero Cantalamessa, ha dato un interessante lettura dell'opera di una donna luterana, madre Basilea Schlink. Questa religiosa luterana che ha fondato una comunità di sorelle nella Chiesa Luterana chiamata "Sorelle di Maria",dopo aver richiamato vari testi di Lutero sulla beata Madre, ha scritto: «A leggere le parole di Lutero, che fino alla fine della sua vita ha onorato Maria, ne ha santificato le feste e cantato ogni giorno il Magnificat, si sente quanto ci si sia allontanati, in genere, dal retto atteggiamento verso di lei... Vediamo quanto noi evangelici ci siamo lasciati sommergere dal razionalismo. Il razionalismo, che ammette soltanto ciò che si può comprendere con la ragione, diffondendosi, ha spazzato via dalle Chiese evangeliche le feste di Maria e tutto ciò che le si riferisce, ed ha fatto perdere il senso di ogni riferimento biblico a Maria: e di questa eredità soffriamo ancora oggi. Se Lutero, con questa frase: 'Dopo Cristo ella è in tutta la cristianità il prezioso gioiello, mai abbastanza lodato', ci inculca questa lode, io, per parte mia, devo confessare di essere tra coloro che per lunghi anni della propria vita, non l'hanno fatto, eludendo cosi anche quanto dice la Scrittura: 'D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata' (Lc 1,48). Io non mi ero messa tra queste generazioni». I cattolici che incontrano i protestanti e discutono sulla Vergine Maria dovrebbero tenere a mente quella straordinaria testimonianza.

Incontrando i protestanti, potrebbero essere ritenute utili i seguenti suggerimenti. Devono essere evitate polemiche e discussioni per vedere chi vince. Si potrebbe risultare vincitori in una discussione e perdere un amico. Si deve sempre presumere la buona fede dell'interlocutore. Laddove questa non esista o dove è evidente una palese aggressività, occorre domandarsi se la discussione possa risultare fruttuosa.

Il cattolico potrebbe suggerire una silenziosa e devota lettura delle sacre Scritture, specialmente dove vengono fatti riferimenti alla nostra beata Madre. Si troverà che una lettura meditativa dei primi due capitoli del Vangeli secondo Matteo e Luca e del diciannovesimo capitolo di Giovanni può aiutare a disperdere molti pregiudizi. San Paolo dice ai Romani che il Vangelo «è la potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede, del Giudeo, prima, come del Greco» (Rom 1,16).

Il cattolico dovrebbe inoltre aiutare l'altro cristiano a realizzare che i primi leader della Riforma protestante apprezzavano la straordinaria grazia che la Divina Provvidenza attribuiva a Maria e che Martin Lutero la vedeva come modello. Le polemiche scatenate nella storia non dovrebbero bloccare il rispetto che è dovuto alla beata Vergine a causa del suo ruolo nella storia della salvezza. É interessante notare che, all'invito del vescovo cattolico di Tarbes e Lourdes, monsignor Jacques Perrier, l'allora arcivescovo anglicano di Canterbury, Rowan William, ha fatto una visita di tre giorni a Lourdes nel 2008 e, fra le altre cose, ha dichiarato: «La nostra preghiera qui deve essere che, rinnovati e sorpresi in questo luogo sacro, possiamo ricevere l'imponente forza dello spirito per portare Gesù dovunque andiamo, nella speranza che la gioia balzi da cuore a cuore in ogni nostro incontro umano»4.

I cattolici dovrebbero informarsi bene su ciò che la nostra fede insegna riguardo la Vergine Maria, cosicché essi possano articolarla ad altri cristiani in modo convincente. Il Concilio Vaticano II esorta i cattolici ad «evitare diligentemente ogni cosa che possa indurre in errore i fratelli separati o qualunque altra persona, circa la vera dottrina della Chiesa» (LG 67). Una ferma riflessione cattolica sul mistero dell'Incarnazione, sulla maternità divina, sulla Chiesa e sul ruolo della Vergine Maria come visto dalle sacre Scritture non fallirà nel mostrare 1e solide fondamenta della venerazione mariana.


2. La pietà mariana promuove l'evangelizzazione

La Vergine Maria portò Gesù nella casa di Zaccaria ed Elisabetta, e Giovanni Battista venne santificato anche nel grembo di sua madre. Maria presentò il Bambino Gesù ai pastori a Betlemme e ai Magi che arrivavano da Oriente. Maria rimase ai piedi della croce come socia del Redentore e accettò Giovanni come proprio figlio spirituale. Ella fu, inoltre, con la Chiesa primitiva fra l'ascensione e la pentecoste, unita in preghiera. La maternità spirituale di Maria perdura «fino al perpetuo coronamento di tutti gli eletti. Difatti anche dopo la sua assunzione in cielo non ha interrotto questa funzione salvifica, ma con la sua molteplice intercessione continua a ottenerci i doni che ci assicurano la nostra salvezza eterna» (LG 62).

Senza dubbio, lo Spirito Santo è il principale agente di evangelizzazione. Come spiega il beato Paolo VI: «É lui che spinge ad annunziare il Vangelo e che nell'intimo delle coscienze fa accogliere e comprendere la parola della salvezza»8. Allo stesso tempo, la Santa Madre di Dio è con la Chiesa nel compiere il mandato di portare la Buona Novella a tutte le nazioni. Questo è esplicitamente mostrato nel fatto che «il mattino della Pentecoste, Ella ha presieduto con la sua preghiera all'inizio dell'evangelizzazione sotto l'azione dello Spirito Santo» (EN 82).

La Chiesa è abbastanza cosciente che nella sua opera di evangelizzazione ha costantemente bisogno dell'assistenza materna della Madre del Redentore. Nella colletta della messa votiva di Nostra Signora, Madre della Chiesa, Sposa di Cristo si prega in questo modo: «Dio Padre di misericordia, il tuo unico Figlio, morente sulla Croce, ha dato a noi come madre nostra la sua stessa madre, la beata Vergine Maria; fa' che, sorretta dal suo amore, la tua Chiesa, sempre più feconda nello Spirito, esulti per la santità dei suoi figli e riunisca tutti i popoli del mondo in un'unica famiglia». Una simile ferma fiducia nell'aiuto della Vergine Maria nell'attività di evangelizzazione della Chiesa è manifesta nella preghiera dopo la Comunione della medesima messa votiva: «O Padre, che in questo sacramento ci hai dato il pegno di redenzione e di vita, fa' che la tua Chiesa, con l'aiuto materno di Maria, porti a tutti i popoli l'annunzio del Vangelo e attiri sul mondo l'effusione del tuo Spirito».

Sia nella proposta del Vangelo di Gesù Cristo ai seguaci di altre religioni che con buona volontà ricevono questo approccio e nel dialogo interreligioso con altri, può essere inclusa la devozione mariana. Si deve notare che il Corano ha un posto d'onore per la beata Vergine Maria e che un buon numero di sinceri musulmani rispettano Maria e sono pronti a discutere con i cristiani la pratica, cristiana della devozione mariana. I cristiani che incontrano altri credenti non devono sbagliare a pregare lo Spirito Santo per avere l'illuminazione e la guida su come meglio procedere.

Convinti, quindi, del ruolo della Madre del Redentore nella missione di evangelizzazione della Chiesa, tutti i cristiani devoti a Maria dovrebbero ricorrere a lei senza esitazione quando provano a condividere con i loro fratelli e le loro sorelle la Buona Novella della salvezza in Cristo. I Papi ci danno un esempio con le loro preghiere a Maria prima dei viaggi papali e in occasione di tutte le più importanti ricorrenze della Chiesa. Tutti gli evangelizzatori - siano essi ecclesiastici, consacrati, o fedeli laici - dovrebbero fare fervente ricorso a Maria in tutte le loro iniziative di evangelizzazione. La venerazione mariana è molto positiva nel promuovere l'evangelizzazione.

NOTE
1 CONCILIO ECUMENICO VATICANO II, Decreto sull'Ecumenismo Unitatis Redintegratio, 21 novembre 1964, n. 5.
2 Cfr PETER STRAVINKAS, Mary and the Fundamentalist Challenge, Our Sunday Visitor, Huntington 1998, pp. 70-75.
3 Ibid., pp. 75-79.
4 Cfr. MARTIN BECKFORD, The Telegraph, 2 settembre 2008.
5 PAOLO VI, Esortazione Apostolica Evangelii Nuntiandi, 8 dicembre 1975, n.75 (d'ora in poi citata come EN); si veda inoltre CONCILIO ECUMENICO VATICANO II, Decreto sull'Attività di Missione della Chiesa Ad Gentes, 7 dicembre 1965, n. 4.
 

 

Inserito Mercoledi 3 Ottobre 2018, alle ore 0:04:15 da latheotokos
 
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