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  La festa della Beata Vergine del Monte Carmelo  
Culto

Dal libro di P. Albino del Bambino Gesù, Lo Scapolare della Madonna del Carmine, Editrice Ancora, Milano 1957, pp. 48-51.



1. Origini della Festa

La festa della Madonna del Carmine ha la sua origine nella devozione e nell'amore che l'Ordine Carmelitano nutre per la Regina del cielo. Uno dei più antichi documenti dell'Ordine ci presenta gli eremiti del monte Carmelo del secolo XII raccolti intorno ad una chiesa dedicata alla Madonna. " Ivi i predetti frati, raccomandandosi alla Vergine, si riunivano ogni giorno per le ore canoniche, ed effondevano dinanzi a Maria e al suo Figlio continue preghiere, invocazioni e lodi. Ivi si trattenevano in umili colloqui intorno alla parola di Dio, alla fuga del peccato e alla salvezza delle anime. Perciò furono chiamati anche dagli estranei fratelli della Beata Vergine Maria del monte Carmelo "1. L'amore alla Madonna si radicò sempre di più nella mente e nel cuore di quei religiosi e divenne la sostanza della loro spiritualità. Vivendo le loro giornate intorno all'altare della Vergine, si sentirono ripieni di ammirazione per lei e si abituarono a concepire la loro vita in funzione di un particolare culto alla Madre di Dio. Portati dal loro entusiasmo, fatto di confidenza e di affetto, attribuirono alla Vergine l'origine del loro Ordine, l'ispirazione della Regola e l'approvazione ottenuta dal Papa, la liberazione dai pericoli e dalle persecuzioni che travagliarono periodicamente il loro istituto. Quando i monaci del monte Carmelo si trasferirono in Europa, poco prima del 1240, portarono con sé, come prezioso patrimonio, una devozione tenerissima alla Vergine Santa. Ogni convento carmelitano si distinse fin dall'inizio per la devozione alla Madonna. Il priore generale P. Bernardo Olerio, in una relazione inviata al Papa nel 1376, scriveva che fino a quel tempo "ovunque e sempre, tutte le chiese dei nostri religiosi, sono edificate in onore della B. V. Madre di Dio". La devozione tradizionale del Carmelo alla Madonna trovò la sua espressione più adatta in una festa liturgica2.

2. La commemorazione solenne

In un primo tempo, l'Ordine non aveva una festa propria in onore della Madonna, ma celebrava con solennità le feste comuni a tutta la Chiesa o di qualche chiesa particolare. Nel libro "Degli ordinamenti de la compagnia di S. Maria del Carmino" di Firenze, scritti negli anni 1280-1298, si legge: "Nel 1291 fue ordinato per li capitani e per lo loro consiglio e per altri buoni uomini de la compagnia per grande quantitade... che a le vigilie e a le festivitadi de Sta Maria... si debbiano porre in su i candelieri e le candele nuove al ferro e la tovaglia "3. Nel 1290 Nicolò IV concede delle indulgenze speciali a chi visita le Chiese "dell'Ordine della B. Maria del Monte Carmelo" dei conventi di Bordeaux, Siena, Firenze, Bologna "in ciascuna delle feste della Beata Vergine Maria"4. Questa concessione lascia intravedere il desiderio di dare alle celebrazioni mariane del Carmelo la maggiore solennità. Il capitolo generale del 1312 approva il nuovo Ordinale del padre Siberto de Beka, carmelitano di Colonia, nel quale si stabilisce che ogni giorno si faccia "memoria della Beata Vergine", nell'officio sia diurno che notturno; si canti solennemente la Salve Regina dopo Completa, e la S. Messa della Madonna quasi ogni giorno e con particolare solennità il sabato5. Fin dal 1306, e forse prima, si celebrava in tutti i conventi carmelitani la festa dell'Immacolata, che in seguito assunse il ruolo di festa principale dell'Ordine. In questa circostanza, sia a Roma che ad Avignone, la Curia Pontificia interveniva nella Chiesa dei Carmelitani alle cerimonie che si compivano in onore della Madonna, come interveniva nella chiesa degli altri Ordini religiosi nel giorno in cui festeggiavano il loro fondatore, riconoscendo così implicitamente, che la Madonna è la Patrona del Carmelo. Nel concilio di Basilea, per provare la fede universale della Chiesa nel dogma dell'Immacolata, alcuni teologi ricordarono la festa che ogni anno si celebrava presso i Carmelitani con la partecipazione della corte papale. Durante quasi tutto il secolo XIV la festa dell'Immacolata fu la festa principale dell'Ordine e il capitolo generale di Francoforte nel 1393 dispose che ogni convento contribuisse alle spese necessarie ad una celebrazione solenne davanti alla Corte Papale. Nella seconda metà del trecento appare per la prima volta in Inghilterra una festa propria dell'Ordine carmelitano in onore della Madonna. La troviamo ricordata nel Calendario Astronomico del P. Nicola de Lynn6, composto nel 1386, come si legge in un codice del British Museum. Non era ancora una festa maggiore dell'Ordine, ma una commemorazione annuale, più solenne dì quella settimanale o sabatina7. Questa commemorazione solenne venne istituita per ringraziare la Madonna di tutti i privilegi e grazie concessi all'Ordine, specialmente per averlo onorato del suo nome e del suo patronato. Lo dice chiaramente l'Orazione della Messa : "O Dio che hai decorato col titolo della eccellentissima Vergine e Madre tua Maria l'umile Ordine a te consacrato, e per sua difesa hai operato miracoli, concedi propizio che al presente possiamo sperimentare l'aiuto e in seguito partecipare ai gaudi eterni di colei della quale devotamente veneriamo la memoria"8. Era quindi una testimonianza di gratitudine e di fedeltà da parte dell'Ordine, espressa con la liturgia, che è la forma più adatta per le nostre relazioni officiali con Dio e con la Vergine. Giuseppe Pomari, carmelitano milanese, nel suo libro Anno memorabile dei Carmelitani, parla della celebrazione di questa festa e delle sue finalità. "Antichissima è la festa che si celebra ogni anno nell'Ordine carmelitano il 16 luglio, o nella domenica immediatamente seguente, intitolata La Commemorazione solenne della Beatissima Vergine del monte Carmelo, volgarmente detta La festa pontificale della Madonna del Carmine. Il suo nome proprio di commemorazione solenne dimostra che questa festività è una memoria solenne, festosa e grande, che fanno i religiosi carmelitani del benefici e grazie singolari, che fin da principio gli ha fatto e gli va partecipando ogni giorno la medesima Vergine Santissima, quasi loro amantissima Madre e loro graziosa protettrice e speciale patrona di questo suo sacratissimo Ordine... quindi per segno di debita gratitudine, per titolo di ringraziamento e per memoria perenne dei suoi segnalati favori a noi compartiti, (che furono... regalarci e darci privilegi santi, con il pegno del suo materno affetto, dico il sacro scapolare, e poi impegnarci da Cristo, suo Figlio, e dai Sommi Pontefici, suoi Vicari, molte grazie, favori, onori e indulgenze...) per memoria, dico, perpetua e per ringraziarla continuamente di questi e d'altri suoi quotidiani favori, questo suo Ordine ha santamente istituita l'odierna festa"9. In Inghilterra questa commemorazione si faceva il 17 Luglio. Nel continente in quel giorno si onorava con una certa solennità S. Alessio, perciò la festa della Madonna, dopo qualche incertezza, venne fissata ovunque il 16 dello stesso mese. Nel quattrocento la festa si estese a tutti i conventi dell'Ordine e acquistò maggiore importanza e solennità, come risulta dal libri liturgici del tempo.

3. La festa dello scapolare

Nel cinquecento due fatti nuovi si inseriscono nella celebrazione tradizionale e le conferiscono una fisionomia specifica. La festa della Madonna del Carmine diventa la principale dell'Ordine e si caratterizza come festa dello scapolare. La congregazione definitoriale della provincia carmelitana di Andalusia ordina nel 1580 che la festa del Carmine sia celebrata con. il massimo splendore e solennità possibile. II capitolo generale del 1609 sancisce un costume ormai diffuso in tutto l'Ordine decretando all'unanimità che la festa della Madonna del Carmine sia considerata principale e più solenne 10. Nello stesso tempo la festa subisce una qualificazione interna. La devozione allo scapolare si era ormai diffusa ovunque; in virtù di molteplici interventi della S. Sede anche il privilegio sabatino era accettato da tutti. Moltissimi fedeli, di tutte le condizioni sociali, rivestivano l'abitino, e le confraternite del Carmine si moltiplicano. Il Carmelo si rendeva conto che lo scapolare era il dono principale avuto da Maria, la manifestazione più significativa della sua predilezione materna per l'Ordine. Perciò la commemorazione del 16 luglio, istituita per ringraziare la Vergine di tutti i privilegi e grazie concessi all'Ordine, si polarizza intorno al dono dello scapolare e diventa soprattutto la festa dell'abitino. Daniele della Vergine Maria scrive a questo proposito: "La festa della solenne commemorazione della Vergine Maria si celebra da tempo immemorabile in gratitudine dei benefici concessi all'Ordine Carmelitano dalla Madre di Dio, e specialmente in memoria del dono del S. scapolare, come privilegio singolare concesso allo stesso Ordine"11. E Giovanni Sylveira dice: "Quantunque fin dai tempi di Papa Onorio si celebrasse la festa, però dopo aver ricevuto il S. scapolare, la festa ha rivestito molto maggiore solennità, in ringraziamento di tanto beneficio"12. Alla fine del secolo XVI la festa della Madonna del Carmine era celebrata in tutto l'Ordine come Festa maggiore o Patronale, e aveva il contenuto odierno. Per i Carmelitani era doveroso ricordare tutti i benefici della Vergine, specialmente i prodigiosi interventi per salvare l'Ordine in congiunture avverse; per i fedeli l'interesse maggiore era quello di ringraziare la Madonna per il dono dello scapolare al quale aveva legato i due grandi privilegi, la salvezza eterna e la abbreviazione del purgatorio. Perciò questa festa venne chiamata anche giorno o festa dell'abito. Nel 1609 vennero concesse ai Carmelitani Scalzi le lezioni proprie per l'officio della Madonna del Carmine, revisionate e approvate dal santo Cardinale Bellarmino, nelle quali si esalta il patronato di Maria sull'Ordine e il dono dello scapolare.

4. La festa fuori dell'Ordine

Raggiunto il suo pieno sviluppo e la sua caratterizzazione nell'Ordine, la festa dello scapolare comincio ad estendersi, con gioiosa foga, anche presso i secolari e i religiosi di altri Istituti. Nel 1595 la Sacra Congregazione dei Riti, fondata solo sette anni prima, concesse alle monache di Donna Regina di Napoli, la facoltà da loro richiesta, "di celebrare la festa e recitare l'officio con rito doppio della commemorazione di S. Maria del Carmine"13. La festa si diffuse molto rapidamente dopo il decreto del S. Officio del 1613 che permetteva la predicazione del privilegio sabatino. Nel 1624 il carmelitano Tussanus Foucher scriveva che "questa festa è in così grande venerazione nella Chiesa, che in qualche regno è solennizzata anche dai secolari, come nel regno di Napoli, di Sicilia, di Spagna"14. L'amore alla Madonna fece dimenticare a molti i decreti del Concilio Tridentino e le bolle pontificie che riservavano alla Sede Apostolica l'introduzione di nuove feste e tutta la legislazione liturgica. Perciò la S. Congregazione dei Riti 1'8 aprile 1628 richiamò l'attenzione dei fedeli sulla necessità di richiedere la debita autorizzazione per celebrare la festa dello scapolare fuori delle Chiese dell'Ordine15. I devoti della Vergine del Carmine si adattarono con facilità al decreto della Congregazione e chiesero officialmente la istituzione della festa, che venne concessa successivamente a varie chiese e nazioni. Si ebbero così due vantaggi: la celebrazione divenne giuridica e sì estese a tutti i fedeli. La festa fu concessa nel 1674 alla Spagna e a tutte "le chiese delle provincie dei domini soggetti a Sua Maestà Cattolica". L'anno seguente, dietro supplica di Leopoldo I, la festa venne estesa a tutto l'impero austriaco: "i Regni di Ungaria, Boemia, Dalmazia, Croazia, Carinzia, Corniola, il Marchesato di Moravia, il Contado del Tirolo, e tutte le provincie soggette all'augustissimo imperatore". Nel 1679 la festa dello scapolare viene concessa al Portogallo e suoi domini; nel 1682 alla Toscana e a Genova; nel 1683 a Parma, Piacenza, Borgo S. Donnine; nel 1684 alla Savoia e alla Repubblica di Lucca; nel 1704 alla Polonia; nel 1725 agli Stati Pontifici. Fu pure introdotta nel rito Mozarabico, nel rito Caldaico ove prende il nome di " festa dell'abito della Vergine Maria del Monte Carmelo ", e tra i Maroniti che la considerano festa di precetto e recitano un officio proprio veramente bello ed espressivo. La festa si celebrava ovunque con grande solennità. Il P. A. Spinelli, gesuita, nel 1613 scriveva a Napoli: "Celebre solennità della B. Vergine del Carmelo, che si celebra con grande pietà dei fedeli il 16 luglio, in onore della quale molti onorano il mercoledì a lei consacrato, e in quel giorno si astengono dalle carni"16. Una relazione inviata alla Curia Generalìzia dei Carmelitani nel 1636 descrive con colori vivaci la festa del Carmine che si celebrava nell'isola di Malorca. "La devozione allo scapolare è così diffusa che appena si trova chi non la pratichi; e col consenso di tutta l'isola, (per i miracoli che ogni giorno vengono operati dal nostro santo abito), la festa della Commemorazione della Madonna del Carmine, il 16 luglio, viene considerata festa di precetto e in quel giorno, non solo dalla città, ma da tutti i luoghi, anche dalla campagna, vengono così numerosi, da fare impressione; ed è una delle feste più solenni che si celebrano in tutta l'isola"17. Nel 1656 il provinciale di Turenna, P. Mattia di S. Giovanni, descrive con enfasi le solennità che si celebravano in occasione della festa dello scapolare a Roma, come in altre località dell'Italia, della Spagna, della Francia e del Portogallo18. Nel 1679 il carmelitano belga, P. Alessandro di S. Teresa, ricorda che alcuni si scandalizzavano perché le chiese erano più ornate il giorno della Madonna del Carmine che a Pasqua19.

5. Nella Chiesa universale

Il Papa Benedetto XIII, che aveva introdotto la festa del Carmine negli Stati Pontifici, con bolla del 24 settembre 1726 la estese a tutta la cristianità, con l'officio e la messa approvati per i Carmelitani Scalzi nel 160920. Con questo decreto la festa della Madonna del Carmine entra definitivamente nella liturgia della Chiesa Universale. Benedetto XIV dopo aver giustificato il culto dello scapolare con l'autorità dei Sommi Pontefici, con la fede universale della Chiesa e con la voce dei miracoli conclude che " ognuno deve riconoscere che la festa della Beata Maria del monte Carmelo non è stata istituita senza gravi motivi, e per questo estesa a tutta la Chiesa con Officio e Messa propria"21. Questa festa che si celebra ormai da sei secoli con crescente solennità e con una sempre più ampia partecipazione dei fedeli, ha lo scopo di ringraziare la Madonna per i privilegi concessi a chi porta lo scapolare, e invocarne l'aiuto per tutti i suoi figli d'adozione. Con la sua istituzione la Chiesa intende mettere in evidenza la bontà di Maria, la sua potenza, la cura amorosa che si prende di noi e della nostra salute eterna. Il modo migliore di celebrare questa solennità e di coglierne i frutti spirituali consiste nel rinnovare, in questa felice circostanza annuale, la nostra consacrazione alla Vergine, impegnandoci ad amarla da figli, ad onorarla da cavalieri, a diffonderne la devozione da apostoli.

NOTE
1. De institutione primorum monachorum in lege veteri exhortoum et in nova perseverantium, ad Caprasium monachum in Carmelo. Questo libro venne pubblicato la prima volta dal Ribot nel 1370, e stampato nello Speculum Ordinis (Venezia, 1507, f. 24r), ma secondo una opinione che crediamo fondata è anteriore al 1250.
2. Tutta la storia della festa della Madonna del Carmine è trattata con competenza e ampia documentazione da A. FORCADELL O. Carm., nel suo studio Commemoratio solemnis B. M. Virginis de monte Carmelo, in Bibliotheca Sacri Scapularis, Roma, 1951.
3. Editi da A. SCHIAFFINI, Testi fiorentini, Firenze, 1926, p. 55-72
4. Bull. Carm., I, pp. 525, 42, 43, 44.
5. Ordinale fratrum Ordinis beatae Mariae de monte Carmeli extractum et excerptum de approbato uso Dominici Sepulcri Jerosolimitanae Ecclesiae in cujus finibus dictorum fratrum religio sumpsit exordium. Ed da P. ZIMMERMAN O. C. D., nella Bibliotheque liturgiquc, t. XIII. Parigi 1910, col titolo Ordinaire de l'Ordre de Notre-Dame du mont Carmel. Cfr. ivi, pp. 29, 6, 10, 146; 64.
6. Fra Nicola de Lynn, carmelitano inglese, cosmografo e astronomo noto al suo tempo, scrisse varie opere, tra le quali ebbe particolare successo il Calendario, riprodotto in molti codici. L'inserimento della festa della Madonna in un Calendario astronomico, cioè non liturgico, lascia supporre che fosse già alquanto diffusa, e quindi dì origine anteriore.
7. La festa era annunciata nei libri liturgici con queste parole; Commemoratio solemnis beatae Mariae: totum duplex. Oratio: Deus qui excellentissimae. Coetera sicut in commemoratione communi.
8. "Deus qui excellentissimae Virginis et Matris tuae Mariae titulo humilem Ordinem tibi electum singulariter decorasti, et pro defensione eiusdem miracula suscitasti: concede propitius, ut cuius commemorationem devote veneramur, eius in praesenti auxilium muniri, et in futuro gaudiis sempiternis perfrui mereamur. Per Domin. ".
9. FORNARI GIUSEPPE, O. Carm. Anno memorabile de' carmelitani, Milano, 1688, II, p. 40
10. Acta Cap. Gen., II, 20
11. Speculum carm.. I, n. 2099.
12. Commentaria in acta apostolorum, Lione, 1687, p. 480.
13. Analecta juris pontificii, 1863, col. 5, n. 17.
14. La fontaine d'Hélie, Parigi, 1624, p. 200-201.
15. Decreta authentica, I, p. 117.
16. Maria Deipara, Napoli, 1613, p, 684
17. Archivium Gen. O. C., Provincia Cathalauniae, cod. 287.
18. La veritable dévotion du Sacre Scapulaire de Notre-Dame du Mont Carmel, Parigi, 1656, p. 58-59.
19. Clypeus religionis, Colonia, 1679, p. 560-561.
20. "Ad fovendum, immo etiam ad semper augendum cultum beatissimae Virginis Mariae, SS.mus Dominus noster Benedictus Papa XIII noviter impressum offìcium pro solemnitate B. M. de monte Carmelo adprobavit atque ab omnibus christifidelibus utriusque sexus, qui ad horas canonicas teneantur, in posterum sub ritu duplici maiori pro die 16 julii quotannis recitari mandavit die 24 septembris 1726 ". Bull. Carm., t. IV, p. 138
21. De festis D. N. Iesu C. et B. Mariae Virg., t. II, c. VI, n. 10.

Inserito Sabato 11 Luglio 2020, alle ore 9:54:25 da latheotokos
 
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DOCENTE ALL'ISSR "SAN LUCA" DI CATANIA

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