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  Il culto della Theotokos nelle Chiese d'Oriente 
OrtodossiDa: Georges Gharib, Maria nelle Chiese dell'Oriente Cristiano, Marianum, Roma 1999-2000.

INTRODUZIONE

Maria nelle Chiese orientali
a) Gli Orientali considerano Maria una di loro, il cuore della Chiesa, il vivo ed eterno richiamo a Cristo.
Alla sua morte si cercò di individuare i luoghi dove visse: Gerusalemme, Nazaret, Ain Karem, Lyolda, Siria, Egitto, Etiopia.
Presto sorse una letteratura apocrifa, contenente notizie sulla sua vita, la glorificazione e contenente anche elementi storici che contribuirono alla istituzione di feste come la Concezione, la Natività, la Presentazione, la Dormizione.
b) Nello stesso tempo appaiono l'innografia e l'eucologia mariana.Sono all'inizio invocazioni che diventano antifone (Sub tuum praesidium, Ave Maria, Theotokia ecc), inni, canoni, omelie ecc, tutti elementi che esaltano la sua intercessione, la sua presenza attiva nella storia della salvezza, la sua mediazione e intercessione universale.
c) Si diffonde anche il culto delle sue reliquie come la cintura e la veste (Maphorion), rintracciate a Gerusalemme e portate a Costantinopoli e custodite nei santuari più famosi dell'antichita, quello di Blacherne e Chalcoprateia. Alle reliquie si possono collegare le icone, prima fra tutte "il ritratto di Maria" attribuito a Luca e conservato a Costantinopoli nel santuario dell'Odicitria voluto dall'imperatrice Eudossia. Gli interventi di Maria a favore della Chiesa, furono occasione della costruzione di nuovi santuari e dell'istiuzione di nuove feste. Grande impulso al culto e alla devozione venne dalla definizione della divina maternità da parte del Concilio di Efeso nel 431.

Liturgia mariana
Tutte le chiese fanno a gara per celebrare la Madre di Dio. Le moltissime feste mariane possono essere suddivise in tre categorie:
1. Cristologiche: annunciazione, natale, Presentazione di Gesù, Pasqua ecc..
2. Vita di Maria: Concezione, Natività, Presentazione, Annunciazione, Dormizione ecc;
3. Reliquie mariane: veste, cintura
4. Santuari e chiese mariane: soprattutto a Gerusalemme, Antiochia, Alessandria ecc
5. Icone: soprattutto nella Chiesa bizantina e russa
6. Di origine agricola: tutte in chiave eucaristica/marina
7. Interventi mariani: apaprizioni, miracoli, ecc, che costellano la vita della Chiesa.

Maria nella dottrina delle chiese orientali
Essa si può, a grandi linee, delineare così:
- assenza di un trattato di mariologia. La trattazione su Maria fa parte della Cristologia, dell'Ecclesiologia e della Pneumatologia;
- stretta connessione tra devozione, teologia, dogma e liturgia
- Fonti della mariologia sono: la scrittura, la tradizione, gli apocrifi, i padri, i primi concili
- principio fondamentale della mariologia è la maternità divina
- tappe essenziali:
a. periodo patristico (II - VIII secolo)
b. periodo bizantino (VIII - XV secolo)
c. periodo ortodosso (XV - XX secolo)

Chiesa Siro - Orientale

Origini, storia, situazione attuale
ORIGINI
L'origine di questa Chiesa è legata alla nascita della Chiesa di Persia che si fa risalire all'apostolo Tommaso e a S. Addai, suo discepolo. Il legame con la Chiesa di Antiochia andò via via sempre più affievolendosi a causa delle continue guerre tra la Persia e i bizantini. Nel 410 il Sinodo di Seleucia, proclamò il vescovo della città "Catholocos" di tutto l'Oriente, sancendo così l'indipendenza dalla Persia.
NESTORIANESIMO
Nel V secolo la Chiesa di Persia cade nel Nestorianesimo. Proprio nella scuola di Edessa, fondata da S. Efrem. Si era formato Nestorio col grande maestro Teodoro di Mopsuestia. Quando Nestorio fu condannato dal Concilio di Efeso, la scuola venne chiusa dall'imperatore Zenone e maestri ed alunni dovettero emigrare in Persia. Il celebre teologo Narsai, già direttore della scuola di Edessa, fondò a Nisibi una nuova scuola nel 457 che diventò il centro ideale del nestorianesimo in tutta la Persia che nel 498 fu proclamata dottrina ufficiale della Chiesa di Persia e che perciò si staccò da quella bizantina (monofisita) e si proclamò autocefala.
ESPANSIONE DEL VI - XII SECOLO
Soprattutto sotto la dinastia sassa (224 - 632) la Chiesa Siro - occidentale conobbe una grande espansione che la vide presente anche in India e Cina e un notevole sviluppo culturale e religioso. Anche dopo l'avvento degli Arabi nel 635, la Chiesa, addatandosi alla nuova situazione, consolidò la sua posizione, soprattutto dopo il passaggio del califfato da Damasco a Bagdad nel 750 e ad estendersi verso il Truchistan, il Malabar e l'India, fino alla Cina e la Mongolia.
RIFLUSSO E DECADENZA
Dal XIII secolo inizia la decadenza che, dopo la morte del Catholokos Sahballaha III divenne irreversibile, anche a causa dell'avvento dei Turchi.
ORIGINE DELLA CHIESA CALDEA
Nel XVI secolo, sotto l'influsso dei missionari latini e protestanti, molti fedeli abbandonarono la Chiesa ortodossa e passarono al Protestantesimo e al Cattolicesimo. I pochi rimasti, si ritirarono sulle montagne del Kurdistan insieme al loro Catholikos, per sfuggire alle persecuzioni. Nel 1843 un nuovo massacro fu perpetrato dall'Emiro Bedir -Khan e il Catholikos si salvò nella delegazione inglese. Nel 1914 una nuova persecuzione causò apostasie e uccisioni.
SITUAZIONE ATTUALE
Oggi la "Chiesa assira d'Oriente" conta solo 170.000 fedeli disseminati in tutto il mondo. Il Patriarca risiede a Bagdad e guida una giurisdizione di dieci vescovi e un centinaio di sacerdoti.
Esiste anche la "Chiesa caldea", unitasi nel XVI secolo a Roma e che conta 850.000 fedeli in Irak, Iran, Turchia, Persia, Siria, Libano, Egitto.
La "Chiesa siro - malabarese" è quella indiana che conta circa tre milioni di fedeli in parte ortodossa (1 milione) e in parte cattolica (2 milioni).

Maria nella Liturgia siro - orinetale
1. Letteratura mariana
Non esistono opere specifiche su Maria, ma la Vergine è presente in molte opere patristiche, canoniche e liturgiche. Efrem è considerato il padre per eccellenza della Chiesa siro - orientale. Come autori propriamente nestoriani abbiamo:
a. Narsai: detto il lebroso ha scritto oltre 300 tra inni e omelie usati dalla Liturgia
b. Babai, il Grande: artefice della Chiesa d'oriente, ammette il titolo di theotokos non perché vera madre di Dio, ma perché il nato da lei è stato assunto dal Verbo che ne ha fatto la sua abitazione.
c. Timoteo I: il patriarca rifiuta il titolo di Theotokos, ma chiama la Vergine "Madre di Dio e dell'Uomo". "Maria" per lui vuol dire "Signora";
d. Giorgio Warda esalta la santità, la verginità e il ruolo di Maria nella storia della salvezza.
2. Feste mariane
a) Periodo prenatalizio: ciclo di quattro domeniche in cui si legge il vangelo dell'Apparizione di Zaccaria; dell'Annunciazione, della Visitazione e nascita del Battista, della Rivelazione a Giuseppe
b) Periodo natalizio: la figura di Maria viene messa in risalto soprattutto nella festa della "Congratulazione della SS Vergine"
c) Feste agricole:15 gennaio: N.S. della semina; 15 giugno: N.S. delle spighe; 15 agosto: N.S. delle vigne.
d) Assunzione: è preceduta da 5 giorni di digiuno.
Nella Chiesa caldea cattolica si celebrano anche la Natività di Maria, l'Annunciazione, la Visitazione, la Presentazione al Tempio.
La Chiesa siro - malabarese celebra anche le feste della Madonna del Carmine.
Tutti i mercoledì sono giorni consacrati a Maria con significativi testi liturgici che esaltano l'intercessione di Maria.

Chiesa Siro - Occidentale

Origini, storia e situazione attuale
ORIGINI
Si chiama occidentale per distinguersi dall'orientale ed è nata dalla scissione dal Patriarcato di Antiochia in seguito al rifiuto dei canoni del IV concilio Ecumenico di Calcedonia del 451 che proclama le due nature unite ipostaticamente. Per questo la Chiesa si chiama "monofisita". Come data di fondazione si considera il 543, anno in cui Giacomo di Edessa viene ordinato vescovo e occpua la sede di Edessa. Il suo successore Sergio nel 557 si stabilisce ad Antiochia, dove aveva sede anche il patriarca di fede calcedonense. La Chiesa siro- occidentale è conosciuta anche come "melkita" o "giacobbita" da Giacomo di Edessa..
Al tempo della dominazione araba, nel 636, i giacobbiti si schierarono dalla parte dei conquistatori ottenendo la libertà religiosa e conoscendo una buona espansione per tutto il XVI secolo.
Con l'occupazione dei Turchi nel 1516 la Chiesa subì gravi persecuzioni e defezioni e conobbe la totale decadenza e chiusura delle sedi vescovili.
Nel XVII secolo la Chiesa si espande verso l'India dove prende il nome di siro - malabarese, una parte della quale passa poi alla Chiesa cattolica.
Nel XIX secolo, ripetendosi le persecuzioni dei Turchi, la Chiesa siro - occidentale subì nuove persecuzioni sorapttutto nel 194 - 18 per cui gerarchia e fedeli furono costretti a fuggire dalla Turchia e dall'Iraq.
SITUAZIONE ATTUALE
Il Patriarcato ha una giurisdizione su 34 vescovi di cui 14 in India e 20 sparsi un po' dovunque e su circa due milioni e mezzo di fedeli

Maria nella Chiesa siro - occidentale
Maria occupa un grande posto nel cuore dei fedeli della Chiesa sira che si ritiene erede di Sant'Efrem, il cantore di Maria per eccellenza. La presenza di Maria è documentata da:
- Archeologia: le prime chiese mariane costruite nei primi secoli si trovano in Siria: la Chiesa di Hakl si fa addirittura risalire ai re magi!
- Letteratura: le meteore della letteratura sono Efrem nel IV secolo e Giacomo di Sarug nel VI secolo, considerati entrambi la gloria della Chiesa sira.
- Feste mariane:
- Annunciazione e avvento: le domeniche che precedono il Natale mettono in luce il mistero della Madre di Dio. Il 26 dicembre si celebra la festa delle "Felicitazioni alla Madre di Dio" o della "Maternità divina".
- Commemorazioni fisse di Maria:
15 gennaio: NS delle spighe
15 maggio: NS della semina
15 giungo: Dedicazione della prima Chiesa mariana
15 agosto: NS protettrice delle vigne e dell'uva.
- Nelle altre chiese si celebrano ancora:
9 dicembre: Concezione di Anna
8 settembre: Natività di Maria
21 novembre: Presentazione di Maria
25 marzo: Annunciazione
- Il mercoledì è consacrato alla memoria di Maria presente sia nell'ufficiatura (SHEKIMO) e nella Liturgia (FANQITO)
La Vergine è venerata per la sua Maternità divina, la sua cooperazione alla salvezza. Con la sua assunzione al cielo è diventata la regina dell'universo e degli angeli e intercede continuamente per gli uomini.

Chiesa Siro - Maronita

Origini, storia e situazione attuale
ORIGINI
Questa Chiesa si riallaccia ad un eremita vissuto nei pressi di Ciro in Siria di nome Marone, intimo amico di S. Giovanni Crisostomo. Alla sua morte, i monaci che lo frequentavano, fondarono un monastero sulle sponde del fiume Oronte nella Siria Centrale. Da qui si diffusero nella regione e fondarono ovunque nuovi monasteri.
Dopo il concilio di Calcedonia e la conquista della Siria da parte degli Arabi, i Maroniti subirono persecuzioni e uccisioni. Nel 702, approfittando della sede vacante ad Antiochia, si staccarono da questa Chiesa ed elessero un proprio Patriarca.
Nel X secolo, stabilirono buoni contatti con Roma anche ad opera dei crociati, ma con la caduta dell'impero franco, i maroniti furono perseguitati e uccisi perché amici dei latini. Ancora perseguitati dai Mammalucchi, hanno una certa libertà sotto gli Ottomanni (1515 - 1918). In questo periodo fondano a Roma il Primo collegio maronita.
Nel 1860 i Drusi pepetrarono veri massacri contri i Maroniti che furono costretti alla diaspora verso l'Europa e l'Africa e le Americhe.
SITUAZIONE ATTUALE
Oggi la Chiesa Maronita conta 16 diocesi e due milioni di fedeli divisi tra Siria, Palestina, Cipro e nei paesi della diaspora- Il monachesimo riveste un ruolo importantissimo: esistono a tutt'oggi quattro grandi ordini religiosi maroniti

Maria nella Chiesa siro - maronita
E' una devozione profonda quella che i Maroniti nutrono per la Vergine. Gran parte delle loro Chiese è dedicata a Maria, Maria è venerata come "SAYIDA" e ovunque ci sono sue innumerevoli icone e immagini. I Libri liturgici sono pieni di inni di Efrem, Balai, Rabbila, Giacomo di Sarug. Il culto di Maria si esprime nelle feste, nell'ufficiatura, nella Liturgia.
FESTE MARIANE
- La Chiesa maronita celebra le tradizionali feste della Theotkos:
Annunciazione(25/3), Natività (8/9)Presentazione al Tempio (21/11), Immacolata (8/12), Congratulazioni della Madre di Dio(26/12), Presentazione di Gesù al Tempio (2/2), delle messi (15/5).
- Caratteristica della Chiesa maronita è la celebrazione di tre mesi mariani:
maggio: come nella Chiesa latina
agosto: legato alla festa dell'Assunzione
ottobre: mese del Rosario
- Molto sentita è la "Benedizione mariana" sul modello della benedizione eucaristica.
MARIOLOGIA DELLA Chiesa MARONITA
La Liturgia costituisce il vero tesoro della Chiesa maronita perché Maria vi è sempre celebrata con testi significativi di grande significanza biblica e patristica. Colpisce la grande fiducia nella intercessione della Madre di Dio, il suo rapporto con il mistero trinitario e soprattutto con lo Spirito Santo di cui viene considerata la sposa imamcolata. Fondamento della venerazione della Madre di Dio è la maternità divina, per cui essa è presentata come un fuoco divino, una terra buona che ha fatto germogliare l'albero benedetto della vita. Maria è la purissima, la piena di grazia, la benedetta per eccellenza che Anna concepì nell'innocenza.

Chiesa Armena

Origini, storia e situazione attuale
ORIGINI
Paese caucasico, a Nord della Mesopotamia, tra l'impero bizantino e quello sassanide della Persia, con popolazione di origine indoeuropea, l'Armenia fa risalire le origini della Chiesa all'evangelizzazione dell'apostolo Bartolomeo e di Abbai. Nel 374, causa un dissidio politico del re armeno Pap con l'impero romano, la Chiesa armena si staccò da quella di Cesarea, proclamandosi indipendente, attingendo per la liturgia alla Chiesa siro - antiochena e poi a quella bizantina.
Avendo ricevuto con molto ritardo, a causa delle guerre, i documenti dei Concili di Efeso e Calcedonia, un Sinodo del 491 rifiutò i canoni dei due concili e con il sinodo di Dvin nel 506 la Chiesa armena si riconobbe come anticalcedonense o monofisita. Ai fedeli fu vietato ogni contatto con le altre chiese. La dottrina monofisita della Chiesa armena fu fissata definitivamente nel sinodo del 719 sempre a Dvin.
Nel X secolo, a causa delle persecuzioni dei bizantini, la sede del Patriarcato fu portata ad Arvi, nel Nord dell'Armenia e nel 1045 ancora spostata a Cis in Cilicia, detta la Nuova Armenia. Primo Catholikos di Cilicia fu Gregorio II Ukayaser, intronizzato nel 1065.
Il regno della Nuova Armmenia durerà fino al 1375. In questo periodo la Chiesa armena stabilì buoni contatti con Roma. Alla caduta del regno ad opera dei Mammalucchi nel 1375, la Chiesa subì divisioni e menomazioni. Alla fine del XIX secolo e agli inizi del XX gli Armeni subirono sistematiche persecuzioni ad opera dei Turchi per cui furono costretti alla diasposra che dura ancora oggi. L'URSS mise fine a questa persecuzione, fondando la Repubblica Sovietica dell'Armenia, aperta a tutti gli armeni che avessero voluto ritornare nella nuova patria.
SITUAZIONE ATTUALE
La Chiesa armena, detta anche Gregoriana da Gregorio l'Illuminatore considerato il suo fondatore è divisa in quattro giurisdizioni:
- Catholicasato dell'Armenia Sovietica con 21 diocesi e 2 milioni di fedeli
- Catholicato di Cilicia con sede in Libano con 11 diocesi e 200 mila fedeli
- Patriarcato di Gerusalemme con 10 mila fedeli
- Patriarcato di Costantinopoli con 100 mila fedeli.
La piccola Chiesa cattolica armena conta 200mila fedeli, 8 diocesi ed è guidata dal Patriarca di Cilicia degli Armeni con sede in Libano.

La liturgia armena
Ha un rito a sé stante formatosi nel corso del VI - VII secolo in lingua armena e un alfabeto orginale creato da S. Mesrab. Ha un ricco patrimonio poetico e musicale. Il calendario liturgico è centrato sulla festa di Pasqua. Le domeniche sono riservate alle feste di Cristo e della Madonna. I mercoledì e i venerdì sono giorni di digiuno.

Maria nella Chiesa armena
- Maria è venerata fin dai primi secoli. Secondo una leggenda fu proprio l'apostolo Bartolomeo a portare con sé un ritratto della Vergine eseguito da San Luca ed è in Armenia il luogo della prima apparizione della Vergine documentata da Gregorio Nisseno. La letteratura mariana arm,ena è poco conosciuta anche perché poco tradotta e perché moltissimi documenti sono andati perduti al tempo delle persecuzioni e della diaspora.
Le feste mariane sono quelle comuni alle chiese d'oriente (Annunciazione, Concezione, Presentazione, Dormizione), in più si celebra il Ritrovamento della Veste, nella V domenica dopo Pentecoste e la Traslazione della cintura il 3 agosto.
Anche in questa Chiesa il mercoledì è consacrato alla Vergine.
La Chiesa armena fonda il suo culto sulla maternità divina di Maria, detta Piena di grazia, esente da ogni peccato, perfetta di virtù, eminente più dei cherubini, collaboratrice di Dio nella nostra salvezza. Assunta in cielo è diventata la mediatrice universale di grazia e la perpetua interceditrice degli uomini presso Dio.

Chiesa Copta

Origini, storia e situazione attuale
ORIGINI
Nasce nel V secolo da una scissione dalla Chiesa di Alessandria, in seguito al Concilio di Calcedonia si trasforma in Chiesa monofisita, ancora oggi operante in Egitto. "Copto" è un termine usato dagli Arabi per indicare i cristiani in contrapposizione agli Egiziani musulmani. La Chiesa uso, in contrapposizione al greco dei calcedonensi, l'egizioano come propria lingua liturgica, poi sistituita con l'arabo dopo la conquista del VII secolo.
Fino a tutto il V secolo la comunità cristiana d'Egitto raggiunse un grande splendore, anche attraverso la celebre scuola di Alessandria che contò fra le sue menti Clemente Alessandrino, Origene e molti altri. La fondazione della Chiesa in Egitto si fa risalire a S. Marco. Tra i grandi patriarchi si annoverano Pietro il martire (300-311), Atanasio (328-373) Cirillo (1412 - 444). Nel deserto egizioano si sviluppò anche la vita eremitica con grandi personaggi come Antonio, Paolo Eremita, Pamìcomio ecc.
Quando nel 451 il patriarca Dioseno fu decapitato perchè sostenitore di Eutiche, gli Egiziani per realzione rifiutarono le decisioni dogmatiche del Concilio di Calcedonia e tentarono di occupare la sede di Alessandria, condividendo con i calcedonensi la supremazia della sede patriarcale.
IL DOMINIO DEGLI ARABI (642 - 1250)
Sotto gli Arabi la situazione della Chiesa cambiò in meglio perchè gli Arabi non gradivano i Melchiti di lingua greca e passavano, quindi, per amici degli imperatori di Bisanzio. Essi vennero esautorati e deposti dai loro incarichi. La Chiesa copta si trasformò invece in uno stato nello stato, con propri ordinamenti e leggi, propri tribunali e propria lingua.
Al sopraggiungere della dinastia Abbaside (750 - 863) le cose cambiarono e i copti dovettero rinunciare a tutti i loro privilegi e sottoporsi anzi a gravi restrizioni. Le sommosse scoppiate nel 752, 776, 829 vennero domate spietatamente e molti, per aver salva la vita, passarono all'Islam. Sotto le successive dinastie arabe la Chiesa copta ebbe migliore vita e conobbe grandi patriarchi come Cirilo II (1078-1092) e Cirillo III (1235 - 1243) a cui si deve la riorganizzazione della Chiesa e la pubblicazione del "Libro delle leggi ecclesiastiche", ancora oggi fondamentale nel dirtto copto.
LA DOMINAZIONE DEI MAMMALICCHI (1250 - 11517)
Essi, nei 300 anni della loro dominazione, impedirono con durezza ogni attività ai cristiani che furono anche obbligati ad abiurare la loro fede. In questo periodo il patriarca Gabriele V (1401-1418) promulgò il "Rituale della Chiesa cpta" ancora oggi in uso.
LA DOMINAZIONE TURCA
Nel 1517 il sultano Salem I, il Crudele (1467 - 1520) occupò l'Egitto eliminando la dinastia del Mammalucchi e si mostrò con la Chiesa copta più crudele delle altre dinastie. Il numero dei fedeli si assottigliò paurosamente, fino a raggiungere, agli inizi del XIX secolo, il numero di 100mila, il più basso di tutta la storia. Al tempo dello sbarco napoleonico nel 1798, la Chiesa perdette la quasi totalità delle sedi vescovili che vennero soppresse.
ETA' CONTEMPORANEA
La conquista definitiva dell'Egitto da parte degli Arabi nel 1811, segnò la nascita dell'Egitto moderno e la rinascita e riorganizzazione delal Chiesa copta. Il conquistatore Mohamed Ali (1805-1849) concesse la libertà religiosa e i copti tornarono ad ottenere posti di prestigio nella vita civile ed economica.I laici ebbero una grande importanza per la pressione che esercitarono sulla gerarchia, costretta ad avviare riforme e fare concessioni. La vitalità del laicato portò anche alla fioritura della vita monastica.
SITUAZIONE ATTUALE
La Chiesa copta conta oggi oltre 5 milioni di fedeli con un Patriarca che risiede al Cairo e 23 eparchie di cui 20 in Egitto, 2 nel Sudan e 1 a Gerusalemme. Degli antichi monasteri ne sono rimasti 8, distribuiti nel territori egiziani. La Chiesa copta è molto attiva sul piano ecumenico sia con le chiese calcedonensi, sia nel Consiglio ecumenico delle Chiese e sia con la Chiesa cattolica.

La liturgia copta
I copti seguono ancora il calendario giuliano che divide l'anno in 12 mesi di 30 giorni ciscuno e un mese intercalare di 5 giorni, fissato alla fine dell'anno. L'anno liturgico comincia il 10 settembre ed è diviso in tre stagioni, in relazioni alla vita agricola, alle inondazioni del Nilo, al raccolto. Le feste sono riferite a Cristo, a Maria, ai santi. Lunghi e ripetuti sono i digiuni:
- mercoledì e venerdì
- Di Natale: dal 15 novembre al 5 gennaio
- Di Giona: dal lunedì al mercoledì nella settuagesima
- Di Eraclio: sette giorni sempre in Settuagesima
- Della Quaresima: sei settimane
- Degli Apostoli: da 39 a 49 giorni in relazione alla festa di Pasqua
- Dell'Assunta: 15 giorni prima della festa del 15 agosto

Maria nella Chiesa copta
- A causa della permanenza della S. Famiglia in Egitto, i copti considerano la loro terra come un prolungamento della Terra Santa. I copti hanno una abbondante letteratura mariana che comprende omelie, inni, preghiere ecc, distribuiti nei libri liturgici. Tra gli inni spiccano le "Theotokoie", molto affini a quelle della Chiesa greca.
- Le feste mariane si dividono in:
a) Feste di prima classe: la dedicazione delle chiese mariane
b) Feste di seconda classe: sono le feste comuni di Cristo e di Maria come l'Annunciazione, il Natale, la Presentazione di Gesù al Tempio, la Fuga in Egitto ecc.
c) Feste di terza classe: la commemorazione della Dormizione, il 21 di ogni mese.
- Altro aspetto caratteristico è il mese mariano chiamato KIAHK e che comincia il 10 dicembre e culmina con la festa del Natale, considerata festa di Cristo e di Maria. Anche il digiuno di Natale che dura 46 giorni, ha una coloritura prettamente mariana, viene chiamato "Digiuno della Vergine" e viene celebrato con una lunga veglia quotidiana.
- Per i copti, eredi di Atanasio e Cirillo, difendere la divina maternità è il fondamento di tutto. Maria è semprevergine. madre universale e madre della Chiesa. La sua gloria in cielo è immensa ed ella è riconosciuta come mediatrice universale perchè tutti, chiesa, fedeli e uomini, siamo posti sotto la sua protezione.

Chiesa Etiopica

Origini, storia e situazione attuale
ORIGINI E STORIA
Questa Chiesa ebbe origine nel IV secolo ad opera di un mercante di Tiro, Frumenzio, consacrato vescovo nel 341 da S. Atanasio. Le prime comunità si trovavano nella città di Axum e Adulis. Non sappiano nulla sulle reazioni di queste comunità ai concili di Efeso e Calcedonia. Si pensa infatti che il monofisismo venne introdotto più tardi, verso la fine del V secolo da alcuni monaci provenienti dalla Siria e conosciuti in Etiopia come i "Novi Santi Romei"
Nel VII secolo, l'invasione araba isolò l'Etiopia da tutto il mondo cristiano.
Nel decimo X il paese subì la tirannia della regina ebrea Giuditta, chiamata "Esat" per i suoi vizi che cercò di eliminare il Cristianesimo.
Solo con l'avvento della dinastia dei Zague nel 1270 e ad opera dell'igumeo di Debra Libanos, la Chiesa etiopica conobbe un grande splendore e una grande spensione fiori dei confini, fino a Gerusalemme. La Chiesa conobbe due eresie in questo periodo: quella degli Stefaniti che rinnegavano il culto della Croce e della Vergine e quella dei Micaeliti che negavano la conoscibilità di Dio.
Nel XVI secolo l'Etiopia fu invasa dai Mussulmani aiutati dai Turchi che devastarono il paese e distrussero ogni cosa. Soltanto l'intervento di Cristoforo da Gama, figlio di Vasco, nel 1542, gli etiopi riuscirono a liberarsi dagli arabi. Questo intervento favorì anche l'apertura verso l'Occidente.
Nel 1855 Teodoro II si adoperò per una migliore unificazione del Paese e Menelik II (1859 - 1913) liberò l'Abissinia dal colonialismo e propagò l'istruzione e le idee liberali. Da questo momento iniziano i tentativi della Chiesa etope di diventare autonoma, cosa che avvenne col riconoscimento dello status di Chiesa autocefala sotto il patriarca copto d'Egitto Cirillo VI il 7 giugno 1959.Il 29 dello stesso mese l'abuna Basilio venne intronizzato come primo patriarca di Etiopia.
SITUAZIONE ATTUALE
Attualmente la Chiesa d'Etiopia conta circa 20 milioni di fedeli con un Patriarcato ad Adis Abeba, 19 Eparchie e 40 vescovi con sedi anche a Gerusalemme e in America. Si contano anche 835 monasteri e migliaia di chiese e cappelle.

Maria nella Liturgia Etiopica
a) La Vergine occupa un posto importante in tutte le manifestazioni della vita cultuale, liturgica e teologica dell'Etiopia. Leggende popolari raccontano la lontana parentela della dinastia dei Salomonidi con la Vergine, in quanto essa sorse dalla Regina di Saba e Salomone, figlio di Davide e antenato di Maria. Maria è considerata la Patrona e la Regina del paese e gli abitanti sono suoi "GHEBRE" cioè servi. Altra leggenda comferma il "Patto di Misericordia" tra Cristo e sua Madre per cui il Redentore avrebbe promesso di salvare coloro che la invocano e ricorrono al su patrocinio. Questo patto è considerato dagli etiopi come un "Terzo Testamento" nell'economia della salvezza del genere umano.
b) Non esistono in Etiopia libri o trattati di Mariologia ma la letteratura mariana è abbondante, contenuta in testi tradotti soprattutto dal copto e dal greco ed è costituita da omelie, vangeli aprogrifi, inni ecc.
c) Un posto particolare nella liturgia etiope, occupano importanti raccolte di inni mariani che portano diversi nomi. Alcuni tra i più noti sono:
-WEDDASE MARYAM o "Lodi di Maria", attribuito a S. Efrem e a Simone il Vasaio;
- ARGANONA DENGEL o "Porta della Luce"
-MAHLETA TSAGE o "Cantico del Fiore" un poema di 15 strofe distribuite secondo i giorni della settimana
Famoso è anche il "LIBRO DEI MIRACOLI" che racconta gli interventi di Maria a favore del popolo e dei suoi devoti.
d) Le feste mariane più importanti sono:
- Presentazione (29 novembre)
- Dormizione (16 gennaio)
- Concezione di Anna (3 luglio)
- Patto di Misericodia (10 febbraio)
- Fuga in Egitto (16 maggio)
- Delle chiese dedicate a Maria (5 giugno)
La liturgia delle ore e il messale etiopico, contengono molte anamofre mariane e la Vergine è presente anche nel rito dell'incenso.


Inserito Domenica 20 Settembre 2009, alle ore 2:30:39 da latheotokos
 
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IDEATO E REALIZZATO DA ANTONINO GRASSO
DOTTORE IN S. TEOLOGIA CON SPECIALIZZAZIONE IN MARIOLOGIA
DOCENTE ALL'ISSR "SAN LUCA" DI CATANIA

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