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  La Madre degna di tutti i canti (Panímnitos) 
Ortodossi

Dal libro di Nicodimos Vallindras, Omelie sulla Vergine, San Paolo, Cinisello Balsamo 1995, pp. 65-67.

 



«O Madre degna di tutti i canti,
tu che hai generato il Verbo
Santo di tutti i santi ...
».

Con questa invocazione alla Vergine si chiude l'Akáthistos. La chiamiamo in nostro aiuto in quanto è stata resa degna da Dio di generare «il Verbo più santo di tutti i santi»: il nostro Redentore Gesù Cristo, l'unigenito Figlio e il Verbo di Dio. La preghiamo di accogliere l'«offerta» del nostro inno e di liberarci «da ogni sciagura». Le parole «offerta» (prosphord) e «sciagura» (symphorá), che in greco suonano simili, richiamano avvenimenti storici legati all'Akáthistos.

Secondo una tradizione, la Vergine ha salvato Costantinopoli da una grande «sciagura», cioè da un'invasione di barbari. Grato alla santissima Madre di Dio, il popolo di Costantinopoli ha dedicato questo inno come «offerta» piena di amore alla Conduttrice di schiere a nostra difesa. Così la città di Costantinopoli ha elevato canti di vittoria e inni di grazie alla Vergine, perché da lei è stata liberata da una tremenda sciagura. Infatti sia l'invocazione: «O Madre degna di tutti i canti», sia gli avvenimenti storici sottolineano il rapporto materno della Vergine con il popolo di Dio. Questo rapporto ha un significato molto profondo:

1.
Dice lo Spirito Santo per mezzo dell'Apostolo: «Infatti, colui che santifica [il Cristo] e coloro che sono santificati [i cristiani] provengono tutti da una stessa origine [il Padre]; per questo non si vergogna di chiamarli fratelli» (Eb 2,11). Dio è Padre di Gesù Cristo nostro Signore, ma è anche nostro Padre. Perciò Cristo non si vergogna di chiamarci suoi fratelli. Per questo la Vergine ci accoglie come suoi figli, in quanto siamo fratelli del suo unigenito. Così viene a noi concesso l'onore di chiamarla e di sentirla nostra Madre godendo del suo amore e affetto materni.

2.
Ma la Vergine è Madre dei cristiani anche per un altro motivo. Il piano di Dio ha scelto lei come seconda Eva per la salvezza del mondo; come Madre della «nuova creazione» in Cristo. La prima Eva, però, ha trasmesso alla sua discendenza non solo la vita, ma anche la morte. A causa del peccato dei nostri progenitori «il peccato è entrato nel mondo e con il peccato la morte» (Rm 5,12; cfr. ivi 11,32; Gal 3,22). Ora «d'essere in Cristo... nuova creatura» (Gal 6,15) incomincia con la Vergine, in quanto seconda Eva. Anziché disobbedire come la prima Eva, ella offre la sua totale obbedienza alla volontà di Dio. Dice infatti: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». Accoglie nella fede l'inaudito mistero: ella partorirà il Figlio di Dio fatto uomo e nello stesso tempo rimarrà «sposa illibata» e sempre vergine. Questa sua totale obbedienza alla volontà di Dio, davanti all'Altissimo rappresenta la volontà da parte degli uomini di diventare «nuova creazione» e «regno di Dio» avendo come capo Cristo, il Figlio di Dio diventato figlio della Vergine. «A quanti l'hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio» (Gv 1,12) e di avere la Vergine come madre.

3.
Poiché, allora, la Vergine è diventata nostra madre grazie alla sua obbedienza a Dio, è ovvio a quali condizioni possiamo invocarla come «Madre degna di tutti i canti...» e chiedere il suo soccorso. Solo i figli che la seguono nell'obbedienza hanno la Vergine come madre. Con la sua mediazione a nostro favore ci protegge, ponendoci sotto il suo manto materno, affinché anche noi possiamo partecipare ai frutti della sua obbedienza nell'opera della redenzione.

La imploriamo, quindi, di prenderci sotto la sua protezione, senza dimenticare, però, le parole di Cristo: «Quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una gallina raccoglie i pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto!» (Mt 23,37). Sotto le ali della gallina si nascondono i suoi pulcini, non già i piccoli di qualsiasi uccello. La Vergine, secondo le parole del Signore, ammette come suoi figli solo quelli che fanno la volontà del Figlio suo. Dobbiamo appartenere, quindi, agli eletti di Cristo. Così saremo figli di Dio per sua grazia e la Vergine - la Panímnitos - ci proteggerà con il suo soccorso e la sua preghiera al Signore.

 

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Inserito Venerdi 14 Maggio 2021, alle ore 9:16:22 da latheotokos
 
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IDEATO E REALIZZATO DA ANTONINO GRASSO
DOTTORE IN S. TEOLOGIA CON SPECIALIZZAZIONE IN MARIOLOGIA
DOCENTE ALL'ISSR "SAN LUCA" DI CATANIA

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