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  La Madre dei popoli 
Società

Dal libro del Card. Anastasio Ballestrero, Madre che ci accompagni, Elle Di Ci, Leumann 1988, pp. 99- 105.



Maria, madre universale

Come impostare il tema: Maria, madre dei popoli? Mi pare che lo si possa fare richiamandoci al libro della Genesi, dove Adamo chiama la compagna che Dio gli ha dato: «Eva, madre di tutti i viventi» (cf Gen 3,20). Già nel progetto originario di Dio, la Madonna è madre di tutti, non soltanto delle singole persone, ma delle generazioni, che tutte si richiamano ad Adamo come principio dell'esistenza umana sulla terra. Il nuovo Adamo, Gesù Cristo, è fiancheggiato dalla nuova Eva che a Maria; l'uomo nuovo ha accanto la donna nuova. E se Gesù è il nuovo Adamo perche chiama tutti gli uomini ad essere in lui figli del Padre celeste, Maria è la nuova Eva perche, con una misteriosa maternità, sostanzia di Cristo i credenti, offrendolo loro in dono salvifico, sorgente di grazia e rendendolo fraterno compagno della loro esistenza. Cosi la maternità della nuova Eva trascende già tutti i piccoli confini delle esperienze umane e generalizza una missione che ha il suo fondamento in Gesù Cristo che da lei è Figlio dell'uomo e in lei si rivela Figlio di Dio. Questa maternità di Maria di cui si nutrono le generazioni e i popoli, possiamo raccoglierla prima di tutto dal Vangelo. Nel racconto dell'annunciazione vediamo come la vocazione di Maria sia quella di essere madre di tutti, perché Madre di Cristo. A Betlemme offre il Figlio suo agli uomini perché lo adorino, lo amino, si inteneriscano nel vederlo e nell'accoglierlo. Segue Gesù, annunziatore del Vangelo, con una misteriosa e silenziosa fedeltà; raccoglie nel suo cuore tutte le parole del Figlio e così diventa la primogenita nella fede. Potrà dire a tutti gli uomini: «Fate quello che vi dirà» (Gv 2,5), fate come me. La sua maternità si dipana in una maniera sempre più ricca ed espressiva, tanto da far uscire la vicenda terrena e storica della Madonna dagli angusti confini di un paesello, di una regione, di una cultura e la pone al centro dell'umanità come madre dei viventi in Cristo. La Madonna è ai piedi della Croce dove diventa ulteriormente madre di tutti, quando Gesù le offre, in Giovanni, tutta l'umanità in figliolanza universale e perenne: «Donna, ecco il tuo figlio!» (Gv 19,26). Anche questo è un momento di esplicitazione ulteriore della vocazione di Maria ad essere madre dei popoli, cioè ad essere una creatura che non si riferisce alle altre creature soltanto attraverso i piccoli legami di un'esistenza umana e storica, ma entra nella vita del mondo per un progetto del Padre che la inserisce dovunque con questa missione di maternità.

Madre della Chiesa

Questa universale vocazione ad essere madre, troverà un compimento nel Cenacolo, dove l'effusione dello Spirito Santo raggiungerà lei come raggiunge gli Apostoli. Nasce il nuovo Popolo di Dio, nel quale tutti i popoli, al di là di ogni lingua, di ogni cultura, di ogni etnia, si ritrovano compaginati nell'unità dell'unico Signore e in lui diventano l'umanità nuova, quella che a Cristo si ispira, da lui riceve le norme fondamentali del suo vivere e dallo Spirito di Cristo riceve una animazione misteriosa che cambia dei figli di Eva in figli di Dio e di Maria. Con la Pentecoste ha inizio la dispersione degli Apostoli che, seguendo l'impeto dello Spirito e obbedendo al comando del Signore, vanno in tutto il mondo a predicare e a battezzare. A poco a poco nelle Chiese che i Dodici fondano, trasformando così il cammino della loro storica dispersione in un cammino di convergenza di tutti verso Cristo, emerge la Madonna. Sarebbe difficile raccontare qui la storia della presenza di Maria nel tessuto delle Chiese apostoliche e subapostoliche, però una cosa e certa: questa presenza della Madre del Signore diventa sempre più esplicita, in modo che, mentre le Chiese si moltiplicano, qualcosa le accomuna, oltre al V'angelo di Cristo che è il fondamento, al sacramento di Cristo che è la realtà vivificante di ogni Chiesa: anche la memoria, il culto, la venerazione di Maria. Si moltiplica la dispersione geografica e culturale dei cristiani e si approfondisce l'identità della fede di tutti nella carità. Le grandi definizioni conciliari sulla divina maternità mostrano l'emergere di una universale maternità che si fregia di tutta una serie di titoli con cui la Madonna è venerata, di tutta una serie di luoghi di culto che a lei si intestano, di lei cantano le glorie e finiscono col diventare una costellazione gloriosa intorno alla persona, al mistero, alla missione di Maria, non solo nella Chiesa ma nel mondo.

Maria, custode della fede

Questo emergere della funzione della Madonna all'interno dei popoli si caratterizza per alcuni momenti significativi. Il primo è proprio l'annuncio della fede, che evidentemente ha per oggetto Gesù Cristo morto e risorto, tuttavia in questo primo annunzio la Madonna è chiaramente presente. Gli Apostoli e i loro successori non annunziano Cristo senza annunziare Maria. Ben presto, però, nella Chiesa di Dio l'annuncio della fede viene disturbato da insinuazioni eterogenee, da insidie non cristiane e da involuzioni dottrinali particolarmente pericolose. La fede in Gesù Cristo diventa presto una fede che ha bisogno di essere difesa: nella sua purezza, nella sua fecondità e anche nell'autenticità del culto. Proprio questa difesa della fede provoca una significativa presenza della Madonna, la quale diventa colei che mantiene limpida e pura la fede, colei che aiuta i credenti a non lasciarsi frastornare da false dottrine e tiene lontano il culto da quelle involuzioni di cui soprattutto le prime eresie lo minacciano. Davvero Maria è la madre della fede. D'altra parte, essendo lei la prima credente, la prima depositaria dei segreti di Dio intorno al Figlio suo e alla salvezza del mondo, era pienamente conforme alla sua missione il custodire la fede della Chiesa. Io vorrei sottolineare che questa difesa della fede non caratterizza solo i primi secoli della vita della Chiesa, ma anche i secoli successivi e si manifesta in forme diverse, ma sempre estremamente significative, efficaci e preziose.

Maria, Regina della pace

Ma c'è anche un'altra funzione materna della Vergine presso il Popolo di Dio, una funzione che ha trovato anche un titolo espressivo nel culto e nella pietà mariana. Noi invochiamo la Madonna come «Regina della pace» e la vita della Chiesa e dei popoli cristiani a proposito di pace conosce certo la beatitudine del Signore, ma conosce anche infinite tribolazioni. Quanta poca pace, quante insidie alla pace in mezzo ai popoli cristiani, i quali, però, hanno sempre invocato Maria come la Signora della loro pace: pace per le famiglie, per le città, per le nazioni e i popoli. Credo che non ci sia regione al mondo che non possa scrivere qualche capitolo di questo intervento materno della Madonna per aiutare il Popolo di Dio a vivere in pace o quanto meno ad uscire indenne dalle grandi tribolazioni contrarie alla pace. Momenti particolari attraversati da queste regioni nelle quali ci troviamo, documentano la presenza della Madonna come pacificatrice, come punto di riferimento celeste e terrestre per l'unione, la concordia e la pace di coloro che in queste regioni vissero. Una delle strade percorse dalla Madonna per garantire, favorire, incrementare la pace è quella particolare grazia per la quale la Madonna diventa, in mezzo ai popoli cristiani, ispiratrice delle grandi opere della carità. Quanti Santi hanno fatto della carità cristiana l'intuizione più preziosa e concreta del Vangelo e sono andati incontro per questo a innumerevoli problemi umani, in nome di Cristo e con la protezione materna della Vergine benedetta! Quante Famiglie religiose si intitolano al nome di Maria e sono nella Chiesa di Dio, ancora oggi, testimoni e operatrici della carità, traendo ispirazione dall'esempio della Madonna che ha cura di Gesù, che è sollecita a Cana di Galilea, che è pronta a visitare Elisabetta, che sta ai piedi della Croce per confortare la desolazione e il dolore di molti! I misteri della Madonna hanno veramente fecondato la Chiesa di una effusione ammirabile di carità che ancora oggi porta i suoi frutti e credo che dobbiamo riflettere un po' a questo fenomeno, perché non accada che, disattendendo l'influenza della Madonna sulle vocazioni consacrate al servizio della carità, si isterilisca nel Popolo di Dio questo prezioso fermento che deve rendere il Vangelo autentico e credibile.

Maria, la Consolatrice

Possiamo individuare un altro aspetto della universale maternità di Maria nel nostro riconoscerla capace di essere la consolatrice dei tribolati. Non è forse vero che il cristiano, quando è nella prova, si ricorda di questa Madre? Non è forse vero che gli atteggiamenti di supplica verso la Madonna onorata sotto una moltitudine di titoli, non fanno che ricordare la Madre che consola, che conforta, che illumina, che rende insomma la vita in questa valle di lacrime meno amara, meno disperata e più piena di speranza e di soavità?

I Santuari mariani

A dimostrazione di quanto siamo andati fin qui dicendo, credo che non possiamo non fare un riferimento molto concreto e specifico, a quel fenomeno così tipico della spiritualità mariana, sia in Oriente che in Occidente, che sono i Santuari. Il moltiplicarsi lungo i secoli di questi Santuari significa che il popolo cristiano si rende conto che nella sua vita la presenza di Maria è insostituibile. Le origini così disparate dei Santuari mariani documentano anche un'altra realtà: questi si moltiplicano soprattutto nei momenti storici più difficili per la Chiesa e per il popolo cristiano. C'è una corrispondenza misteriosa tra queste difficoltà del vivere cristiano e il moltiplicarsi dei Santuari. Ma con quale funzione sorgono questi Santuari e divengono irresistibili nell'attrarre la gente e nel nutrirne la devozione? Innanzitutto essi si caratterizzano come baluardi sicuri della fede nel popolo cristiano. Ci sono delle dislocazioni geografiche che documentano, per così dire, una strategia celeste. La Madonna si fa presente, diventa baluardo, struttura anche visibile che di lì non si passa, perché Cristo deve essere adorato e glorificato e il Popolo di Dio deve seguire Cristo nella fedeltà e nell'amore. Questo aspetto difensivo e quasi guerresco, mi si passi la parola, non tragga in inganno. Quando questa Madre si mette a difesa non è la guerra che porta, ma la pace: La pace della verità, della fede, della comunione tra i popoli. E i Santuari mariani diventano oasi di comunioni ritrovate, di riposi dopo la tempesta, vi si respira pace, le creature si riconciliano, i sentimenti di livore e di vendetta si affievoliscono e lasciano il posto al senso della comunità nella comunione ecclesiale. Ma i Santuari sono anche - e il popolo cristiano questo lo sa e lo sente - segni di protezione superna. Gli ex-voto, le manifestazioni popolari e ingenue di chi va a rendere grazie alla Vergine, sono un fenomeno universale: il mondo intero è il libro su cui si scrive questa testimonianza resa alla Madre. E lei che raccoglie i suoi figli, che li custodisce, che li esaudisce e li guarisce, che diventa la madre di ogni grazia. Questo aspetto è forse quello che il popolo cristiano percepisce di più, quello che mantiene più vivo, in non pochi Santuari, l'afflusso interminabile della gente. Però non dobbiamo dimenticare che questo aspetto va a rafforzare gli altri di cui parlavo prima: i Santuari baluardi della fede, oasi di comunioni ritrovate, rinvigorite, ristabilite. Davvero, nella storia della Chiesa questa universale maternità non cessa di avere le sue manifestazioni, i suoi segni, i suoi argomenti persuasivi. A questo punto potremmo anche farci una domanda: se questo ci insegna la storia del cristianesimo nel documentare la multiforme presenza di Maria come Madre, il presente e l'avvenire che cosa ci offrono da questo punto di vista? Possiamo forse dire che la Madonna in questo tempo è meno presente, meno attiva, meno operosa nell'essere madre? Non credo che lo si possa dire. In questo secolo molti Santuari, anche nella nostra Italia, sono stati distrutti dagli avvenimenti bellici e dai turbamenti sociali. Ebbene, noi constatiamo come la maggior parte dei Santuari che hanno subito ingiuria per la malizia degli uomini, sono risorti. La Madonna non si è rassegnata a rimanere senza casa. Anche se talvolta è stata sfollata o sfrattata, è sempre però tornata a casa e, credo, si potrebbe scrivere tutta una suggestiva documentazione di questi ritorni della Madonna nei luoghi scelti da lei, lungo i secoli, per essere il segno e la casa della sua fedelissima e amorosissima maternità.

Quale senso dare al nostro pellegrinare

Credo che queste poche riflessioni fatte insieme, possano riaccendere la nostra devozione e farci riprendere il nostro cammino al seguito di Cristo, nella serenità di una comunione ecclesiale sempre più profonda, nella fiducia di una protezione materna sempre più creduta. Nell'Enciclica Redemptoris Mater di Giovanni Paolo II, c'è una riflessione che mi pare di poter mettere qui a conclusione di tutto. I nostri pellegrinaggi, dice il Papa, dovrebbero diventare anche occasioni privilegiate perché coloro che sono figli di Maria dimostrino con gesti concreti la loro fraternità cristiana, soccorrendo i poveri, i meno fortunati, coloro che soffrono, di modo che questa comunità cristiana diventi sempre più nel mondo testimonianza viva del comandamento nuovo e supremo che Gesù ci ha lasciato in sacra eredità: «Che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati» (Gv 15,12).

Inserito Martedi 18 Maggio 2021, alle ore 19:26:08 da latheotokos
 
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