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  Il culto al Cuore Immacolato di Maria: riflessioni teologiche 
Culto

Da Luca Maria Ritsuko in La devozione al Cuore Immacolata di Maria. Un invito a divenire nello spirito di Cristo “puri di cuore”, in Acta XXIV Congressus Mariologici-Mariani Internationali in Civitate Fatima Anno 2016 Celebrati, Pontificia Academia Mariana Internationalis, Roma 2021, pp. 179-186.



1. Il cuore di Maria nel rapporto con la Trinità

Nel cuore immacolato della Madre del suo Figlio, Dio ha preparato una degna dimora dello Spirito Santo;81 è con il cuore verginale e materno che Maria, sotto la particolare azione dello Spirito, ha accolto e si è associata al mistero della redenzione compiuta dal Figlio.82 Inoltre, come sottolinea Pio XII nella lettera enciclica Haurietis aquas (1956), i due Cuori di Gesù e di Maria mai si separano nell’amore; essi, infatti, palpitano all’unisono per l’uomo.83

2. Maria, nel suo cuore, medita i misteri di Dio

Il culto mariano è basato essenzialmente sul primato della Parola di Dio.84 L’odierna liturgia85 giustamente rileva il «lavorio spirituale del cuore della prima discepola di Cristo»,86 scegliendo Lc 2,41-51 per il Vangelo; Lc 2,19 per il canto al Vangelo e l’antifona di comunione. Maria conservava, custodiva la parola di Dio meditandola nel suo verginale cuore (kardía; cf. Lc 2,19.51). L’atteggiamento di Maria, espresso col termine greco symbàllusa (Lc 2,19: dal verbo symbàllô), significa che non solo ella conserva nel cuore tutti gli eventi che riguardano il Figlio, ma al tempo stesso, come osserva il biblista Aristide Serra, li “pone a con-fronto”, li “simbolizza”, al fine di “interpretare” una situazione enigmatica, di “darne la retta spiegazione”, cioè di “farne l’esegesi”.87

3. Maria, nel suo cuore verginale accoglie il Verbo di Dio

Il cuore di Maria sintetizza e manifesta veracemente la sua vita interiore costantemente presieduta dallo Spirito Santo. Lei accoglie il Verbo di Dio con il cuore e con il corpo (cf. Lumen gentium 53): il “concepimento nel cuore” è uno dei temi cari e presenti nella tradizione patristica:88 Maria, vergine immacolata, all’annuncio dell’angelo accolse con il cuore e con il corpo il Verbo di Dio, donando la Vita al mondo.89 Infatti, la maternità di Maria viene vista da sant’Agostino come una maternità nella fede o maternità spirituale che fa di Maria «la prima e la più santa figlia di Dio, la prima e più docile discepola di Cristo».90 È la virginitas cordis, la virginitas fidei (l’integrità e la purezza della fede) che prepara e giustifica la sua virginitas carnis (l’integrità corporale).91 A tal riguardo scriveva il biblista fiammingo Ignace de la Potterie: «Soltanto a livello del “cuore”, a livello interiore della verginità spirituale, si può applicare a Maria il tema profetico della “Virgo Sion”, perché la verginità della donna simbolica che era Israele, la Figlia di Sion, non era naturalmente una verginità corporale, ma la sua fedeltà all’Alleanza. È precisamente questa fedeltà che si realizza in Maria, nella sua virginitas cordis».92 In questo senso, il mistero divino-umano della Redenzione, scrive Giovanni Paolo II nella lettera enciclica Redemptor hominis (1979), «si è formato, possiamo dire, sotto il cuore della Vergine di Nazaret, quando ha pronunciato il suo “sì”».93 La Vergine-Madre di Gesù «rappresenta la vocazione di ogni cristiano, che è accoglimento (Empfang = concezione) di Cristo nella fede».94 L’aspetto teologale del cuore di Maria, inoltre, viene celebrato e mostrato anche nella liturgia: Maria è la vergine dal cuore “sapiente e docile”; “nuovo e mite”; “semplice e puro”; “forte e vigilante”.95 È interessante, al riguardo, un certo modo di “assomigliarsi” di Maria alla Parola di Dio, che Benedetto XVI sottolinea nella Lettera Enciclica Deus caritas est (2005): «Il Magnificat — un ritratto, per così dire, della sua anima — è interamente tessuto di fili della Sacra Scrittura, di fili tratti dalla Parola di Dio. Così si rivela che lei nella Parola di Dio è veramente a casa sua, ne esce e vi rientra con naturalezza. Ella parla e pensa con la Parola di Dio; la Parola di Dio diventa parola sua, e la sua parola nasce dalla Parola di Dio. Così si rivela, inoltre, che i suoi pensieri sono in sintonia con i pensieri di Dio, che il suo volere è un volere insieme con Dio. Essendo intimamente penetrata dalla Parola di Dio, ella può diventare madre della Parola incarnata»96. Maria, quindi, accoglie veramente la Parola nel suo “cuore”, cioè nel “centro unitario e originario fondamentale” del suo essere; lascia che la sua persona sia totalmente trasformata dalla Parola – affinché la “Parola-Volontà” di Dio divenga la sua “parola-volontà” –; per poi “uscire”, portando, dentro di lei, la Parola, destinata a tutti i popoli. Papa Francesco osserva questo dinamico itinerario della fede di Maria, manifestato nell’episodio della visitazione alla parente Elisabetta (cf. Lc 1, 39-46), sottolineando i tre aspetti dell’atteggiamento di Maria: ascolto - decisione - azione97. Il cuore trasformato dalla Parola – un “cuore nuovo” (cf. Ger 31, 33; Ez 36, 26) – diventa come l’acqua pura, su cui riflette la “Parola-Volontà” di Dio, la Parola che, poi, spinge la persona a compiere liberamente e quotidianamente ciò che Dio vuole.

4. Il cuore di Maria come fonte della materna carità nel Corpo di Cristo

Pio XII, in occasione dell’incoronazione della Vergine di Fatima (1946), rimarca la vicinanza della Madre di Dio a noi, simboleggiata dal suo Cuore immacolato «che batte di immensa tenerezza e sollecitudine materna»98 per noi e per il mondo. Il cuore immacolato di Maria, come osserva Giovanni Paolo II a Fatima (1982), è aperto dalla parola del Figlio Crocifisso – «Donna, ecco il tuo figlio!» (Gv 19, 26) – ad un nuovo grande amore dell’uomo e del mondo.99 Il suo cuore ci indica il Cuore trafitto del Redentore, la stessa sorgente della vita da cui sgorgano ininterrottamente la redenzione e la grazia.100 L’invocazione del Papa è accorata e commovente: «O Madre degli uomini e dei popoli, tu che conosci tutte le loro sofferenze e le loro speranze, tu che senti maternamente tutte le lotte tra il bene e il male, tra la luce e le tenebre, che scuotono il mondo contemporaneo, accogli il nostro grido che, mossi dallo Spirito Santo, rivolgiamo direttamente al tuo Cuore: abbraccia con amore di Madre e di Serva del Signore, questo nostro mondo umano, che ti affidiamo e consacriamo, pieni di inquietudine per la sorte terrena ed eterna degli uomini e dei popoli…».101 D’altra parte, il documento della Congregazione per il Culto Divino (1996) rileva che Maria, madre della Chiesa,102 è stata introdotta da Dio stesso, come nessun altro, nel mistero del suo Figlio Redentore, per cui ella è «in certo modo il “cuore” del corpo mistico di Cristo, …centro e fonte di quella materna carità, con la quale la stessa Vergine ama incessantemente il Verbo incarnato e noi tutti nel Cristo suo Figlio».103 Lo stesso documento qualifica il cuore verginale-materno della Madre del Redentore, dinamicizzato dall’azione dello Spirito, come «maternamente inesauribile».104 Infatti, dal momento del “” (cf. Lc 1,38), «questo cuore verginale e insieme materno, sotto la particolare azione dello Spirito Santo, segue sempre l’opera del suo Figlio e va verso tutti coloro, che Cristo ha abbracciato e abbraccia continuamente nel suo inesauribile amore».105

5. Il cuore di Maria trafitto dalla spada

L’anima (psiché) di Maria trafitta da una spada (cf. Lc 2,35). Nella tradizione teologica e liturgica della Chiesa, il Sacro Cuore di Gesù, trafitto a causa dei nostri peccati e per la nostra salvezza (cf. Gv 19,34), viene considerato come epifania dell’amore di Dio, come «il simbolo e l’immagine trasparente dell’infinita carità di Gesù Cristo» per l’uomo.106 In esso si rivelano le grandi opere dell’amore che Dio Padre ha compiuto per noi.107 Parallelamente e in dipendenza dal Cuore di Cristo, il cuore trafitto della Madre, cui allude la profezia del vecchio Simeone (cf. Lc 2,35)108, viene interpretato, già dall’era patristica, come segno della sua particolare associazione interiore o del peculiare servizio salvifico all’opera redentrice del Figlio. A tal riguardo, il Catechismo della Chiesa Cattolica sottolinea che Gesù, «mite e umile di cuore» (Mt 11,29), ci ha amati, tutti e ciascuno, “con un cuore umano” (n. 478), mai cessando di amarci con un “cuore divino”. Sull’esempio del Figlio-Signore, la cooperazione alla redenzione degli uomini della Madre e Serva del Redentore si è esercitato e si è espresso anche a ragione del suo “cuore di madre”; un cuore abilitato e abituato a soffrire con e per il Figlio, un cuore materno che stando indissolubilmente dalla parte del Figlio e della sua missione, ha ben “conosciuto il soffrire”.109 Non è un caso che il volto umano e sofferente di Maria, l’Addolorata dal cuore trafitto, è ammirato ed amato anche dagli uomini e dalle donne del nostro tempo, anche perché la sofferenza e il dolore, ieri come oggi, non vengono né attenuati né eliminati dalla tecnica e dalla scienza dei nostri giorni. Come giustamente osserva il biblista Aristide Serra, tra le altre immagini mariane più care al popolo cristiano, quella dell’Addolorata, cioè di una madre trafitta dalla spada, è forse la più vicina e la più comprensibile, in quanto «l’esperienza del dolore è così universale, che ci rende tutti sorelle e fratelli in umanità».110 Ma per non scadere in una religiosità sentimentale e alienante, la devozione alla Madre Addolorata, va sempre collegata al mistero di Cristo e a quello della Chiesa. In altre parole, occorre che i dolori di Maria vengano contemplati ed apprezzati nel loro valore e servizio salvifico reso dai dolori, dalla sofferenza e dalla morte del Redentore. Giovanni Paolo II nella lettera apostolica Salvifici doloris (1984), ha insegnato che il Cristo ha scritto il “Vangelo della sofferenza” «con la propria sofferenza assunta per amore»,111 affinché l’uomo «abbia la vita eterna» (Gv 3, 16). Nel dolore e nella sofferenza del Crocifisso fioriscono la luce e la speranza; Maria è la «testimone direttamente coinvolta in questa azione di grazia e di speranza».112

NOTE
81 Colletta della Memoria del Cuore immacolato della B. V. Maria, in Piccolo Messale della Madonna, LEV-Piemme, Città del Vaticano-Casale Monferrato 1988, p. 266.
82 Cf. GIOVANNI PAOLO II, Lett. enc. Redemptor hominis (4.3.1979) 22, in EV 6/1265; il documento verrà citato con il titolo e l’articolo.
83 «affinché… il cuore augustissimo di Gesù porti più copiosi frutti di bene nella famiglia cristiana e in tutta la società umana, si facciano un dovere i fedeli di associarvi intimamente la devozione al cuore immacolato della Genitrice di Dio» (PIO XII, Lett. enc. Haurietis aquas [15.5.1956], in Enchiridion delle Encicliche (= EE) 6/1286).
84 Cf. PAOLO VI, Esort. apost. Marialis cultus (2.2.1974) 30, in EV 5/57 (il documento verrà citato con il titolo e l’articolo); S. GASPARI, Maria nella liturgia. Linee di teologia liturgica per un culto mariano rinnovato, Dehoniane, Roma 1993, pp. 124-127.
85 Piccolo Messale della Madonna, cit., pp. 92-94.
86 D. SARTOR, Cuore immacolato, in Nuovo Dizionario di Mariologia (= NDM), [curr. S. DE FIORES-S. MEO], San Paolo, Cinisello Balsamo 19964, p. 409.
87 Cf. A. SERRA, Maria di Nazaret. Una fede in cammino, Paoline, no 1993, pp. 34-36.
88 S. Agostino scrive: «La Vergine Maria partorì credendo quel che concepì credendo… Concepì Cristo prima nel cuore che nel grembo» (AGOSTINO, Discorso 215, 4, in Testi Mariani del Primo Millennio, Città Nuova, Roma 1900, vol. 3, pp. 370-371).
89 CONGREGAZIONE PER IL CULTO DIVINO E LA DISCIPLINA DEI SACRAMENTI, Decreto. Virgo immaculata (1996), in EV 15/1.
90 R. CANTALAMESSA, La Theotokos segno della retta fede cristologica, alla luce dei concili di Efeso e di Calcedonia, in Theotokos 3 (1995) p. 390: per l’intero articolo alle pp. 385-386. «Non fece forse la volontà del Padre la Vergine Maria, la quale per la fede credette, per la fede concepì, fu scelta perché da lei la salvezza nascesse per noi tra gli uomini, e fu creata da Cristo prima che Cristo fosse creato nel suo seno? Santa Maria fede la volontà del Padre e la fece interamente; e perciò vale di più per Maria essere stata discepola di Cristo anziché madre di Cristo; vale di più, è una prerogativa più felice essere stata discepola anziché madre di Cristo…» (AGOSTINO, Discorso 72 A, 7, in Testi Mariani del Primo Millennio, cit., vol. 3, p. 362).
91 Cf. I. DE LA POTTERIE, Maria nel mistero dell’alleanza, Marietti, Genova 1992, pp. 162-173.
92 Ibidem, p. 164.
93 Redemptor hominis, n. 22.
94 A. AMATO, Il concepimento verginale, in Theotokos 3 (1995), pp. 102-103.
95 Prefazio della Memoria del Cuore immacolato della B. V. Maria, in Piccolo Messale della Madonna, cit., p. 252.
96 BENEDETTO XVI, Lettera Enciclica, Deus caritas est (2005-12-25), 41.
97 Cf. FRANCESCO, Discorso. Recita del santo rosario a conclusione del mese mariano (Piazza San Pietro, 31.5.2013).
98 PIO XII, Radiomessaggio per l’incoronazione della Madonna di Fàtima (13.5.1946), in Acta Apostolicae Sedis 38 (1946) p. 265.
99 Cf. GIOVANNI PAOLO II, Omelia della messa a Fatima (13.5.1982), in Insegnamenti di Giovanni Paolo II, vol. 5/2, pp. 1582-1583. Se a Cana si delinea la nuova maternità, ossia la sollecitudine materno-salvifica di Maria per gli uomini, è nel momento della Croce che si manifesta per volontà dello stesso Salvatore crocifisso la "nuova" maternità di Maria; cf. GIOVANNI PAOLO II, Lett. enc. Redemptoris Mater (1987) 21-24, in EV 10/1329-1340 (il documento verrà citato con il titolo e l’articolo); S. M. MEO, La «mediazione materna» di Maria nell’enciclica «Redemptoris Mater», in Marianum 51 (1989) pp. 146-155. Per un commento esegetico dei brani neotestamentari in questione cf. G. ZEVINI, Presenza e ruolo di Maria alle nozze messianiche di Cana (Gv 2, 1-12) nella lettura di Giovanni Paolo II, in Marianum 50 (1988) pp. 347-365; L. DÍEZ MERINO, María junto a la Cruz (Jn 19, 25-27). Relectura evangélica de Juan Pablo II en la «Redemptoris Mater», ibidem, pp. 366-396.
100 Cf. GIOVANNI PAOLO II, Omelia della messa a Fatima (13.5.1982), in Insegnamenti di Giovanni Paolo II, vol. 5/2, p. 1582.
101 IDEM, Atto di affidamento e di consacrazione alla Vergine (Fatima, 13.5.1982), in Insegnamenti di Giovanni Paolo II, vol. 5/2, p. 1591.
102 Cf. PAOLO VI, Discoeso a chiusura del 3° periodo dl Concilio Vatiano II (21.11.1964), in EV 1/297*-311*.
103 Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, Decreto. Virgo immaculata (1996), in EV 15/1.
104 Ibidem 22, in EV 6/1265.
105 Ibidem 22, in EV 6/1265.
106 LEONE XIII, Lett. enc. Annum sacrum. La consacrazione dell’umanità al sacro Cuore di Gesù (25.5.1899), in EE 3/1431.
107 Si veda a tal riguardo la Colletta della solennità del Sacro Cuore di Gesù.
108 Cf. A. SERRA, «Una spada trafiggerà la tua vita» (Lc 2, 35a). Quale spada? Bibbia e tradizione giudaico-cristiana a confronto, Marianum-Servitium, Roma-Palazzago 2003.
109 Cf. S. M. CECCHIN, Maria Signora Santa e Immacolata nel pensiero francescano. Per una storia del contributo francescano alla mariologia, PAMI, Città del Vaticano 2001, pp. 21-24.
110 A. SERRA, «Una spada trafiggerà la tua vita» (Lc 2, 35a). Quale spada? Bibbia e tradizione a confronto, in AA. VV., L’Addolorata da memoria di dolore a profezia di speranza, [cur. G. A. FACCIOLI], Messaggero, Padova 2006, p. 11.
111 Salvifici Doloris, n. 25.
112 L. DI GIROLAMO, Maria presso la Croce: luogo di dolore e di speranza vita per l’uomo, in AA. VV., L’Addolorata da memoria di dolore a profezia di speranza, cit., p. 72.

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