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  Maria, modello del credente 
Spiritualità

Dal libro di Antonino Grasso, Maria, maestra e modello di fede vissuta, Editrice Istina, Siracusa 2013, pp. 93-100.



Introduzione

«La realtà materna di Maria, che è tutt’uno col mistero di Cristo donatoci alla luce e all’amore, regge il nostro respiro di figli, sostiene e sviluppa la nostra statura di discepoli di Cristo, ci fa maturare a quella vita filiale e fraterna che il Signore ha voluto per noi e che cresce secondo la divina fantasia dello spirito».220 Lei, infatti, insegna come si accoglie la Parola (annunciazione), come la si genera (natività), come la si presenta al mondo (epifania), come la si conserva dentro di sé (vita di Nazareth), come le si crede (presenza a Cana), come la si diffonde (visitazione), come le si è fedeli nell'ora della dura prova (croce), come la si testimonia nella compagnia della fede (pentecoste).221

1. Maria maestra e modello del credente

Questa “realtà materna” di Maria nella Chiesa, si concretizza in un “accompagnamento” efficace ed educativo,222 che rimanda sempre a Cristo quale fonte e norma della vita etica e discepolare del credente;223 che ci aiuta a rendere più consapevole e rinvigorita la nostra adesione a Dio; che ci attira per condurci alla carità e alla perfetta realizzazione della santità; che ci invita, insomma, a diventare o ridiventare «luoghi dell’accoglienza della rugiada trinitaria, la sola capace di far rifiorire il deserto che siamo diventati».224 Seguendo e imitando Lei, infatti, l’amore di Dio sopra ogni cosa, diventa dono e impegno; la fede, esperienza di vita nuova e donata; la sequela del Verbo, cammino trasformante e servizio generoso.225 Maria, in sostanza, continua a riproporsi, a tutti e ad ognuno, come il massimo possibile nel percorso di identificazione a Cristo, come il suo stampo perfetto.226 Ne consegue che non si può vivere la propria spiritualità in profondità, sincerità e verità come Maria, senza la fede. Il problema della fede è il problema numero uno in ogni vita spirituale, per cui il primo atteggiamento e la prima funzione nei nostri riguardi che la Madre di Gesù compie, è quella di farci credere come lei, di fidarci di Dio come lei, di affidarci a Dio come lei, di crescere gradualmente nella fede come lei, di affrontare anche la “notte della fede” come ha fatto lei.227 Ella ci insegna a saper rispondere a quella Parola che continua a parlare agli uomini, che chiede di essere ascoltata e seguita, che desidera penetrare nel cuore e nella profondità della coscienza, come il seme buono che, caduto sul terreno fecondo, farà sbocciare la grazia e la salvezza.228 Proprio in un tempo di grande precarietà che ha indotto e induce molti a percorrere la strada del nichilismo e del distacco dalle certezze metafisiche, l’esemplarità di Maria e la sua coinvolgente esperienza di Dio, si manifestano come una costante da rilevare e da riproporre con insistenza non soltanto ai credenti, ma anche alla donna e all’uomo contemporanei chiamati, pur nel generale disorientamento e nella universale carenza di valori, a dare un qualificante significato al loro esistere.229 L’uomo d’oggi vive quasi soprafatto dalle realtà terrestri che egli tratta come se fossero realtà ultime e definitive, dimenticando che sono soltanto realtà penultime e provvisorie; opera una specie di sacralizzazione della storia e del mondo, perdendo quella prospettiva escatologica che darebbe senso e significato imperituro alla vita umana.230 Maria richiama gli uomini alla prospettiva di Dio, al guardare in alto, al non lasciarsi travolgere dalle illusorie contingenze che svuotano di senso e aggravano la loro fragilità nell’aprirsi al Mistero. Anche alle donne e agli uomini della post-modernità, la Vergine offre una visione serena e rivolge una parola rassicurante: la vittoria della speranza sull’angoscia, il trionfo della pienezza sul baratro del nulla.231 Il suo cammino di Donna credente si conclude nella gloria e in lei, assunta nella compiutezza del suo essere, si manifesta la piena realizzazione della creatura rinnovata dalla grazia, beata perché ha veramente creduto e perché ha ricevuto nella totalità della sua persona la redenzione promessa e attuata da Cristo per tutti gli uomini.232 «In Maria il futuro escatologico è già giunto a compimento. Maria costituisce il ponte che collega il futuro al presente. Maria anticipa nel suo presente la realtà del nostro futuro. L’esemplarità di Maria porta con sé il cristiano e l’imitatore di Lei con il vigore suadente e la festosa speranza dell’ideale già giunto a verità».233

2. Maria e la sfida del credere

Maria si manifesta agli uomini, immersi in un mondo avvolto di oscurità, di peccato, di razionalismo, di relativismo, come un paradigma di comportamento, un prototipo di apertura agli ideali e ai valori del Dio Trascendente, un esemplare di servizio autentico di Cristo, nuovo Adamo, e in Lui dell'umanità di tutti i tempi.234 Guardando al suo percorso, si comprende come il vivere la propria fede sia sempre una chiamata e una sfida: una chiamata da parte di Dio, una sfida nell’”oggi” dell’esistenza. La fede, come nell’esperienza vitale di Maria, deve, infatti, essere vissuta quale “risposta” nell'”oggi” personale, che diventa così anche l’”oggi” di Dio che si dona, penetra ed opera nella storia concreta di ognuno, trasformandola in storia di salvezza.235 Comprenderemo allora che nella prospettiva del nostro esistere «siamo chiamati a realizzare il progetto che Dio ha scritto nel nostro essere personale, un progetto di umanizzazione totale che ha la sua perfezione nella divinizzazione totale dell’uomo, attuata nell’incontro con Cristo mediante la continua assistenza dello Spirito Santo».236 L’esperienza di Maria, riassume ed anticipa, così, tutto il cammino che ogni creatura è chiamata a percorrere; la sua efficace presenza, il suo aiuto diretto e incisivo, gli permetteranno di superare le ansie e i timori provenienti dalla condizione umana. Il “non temere” indirizzato a Maria si estenderà, attraverso di lei, a tutti coloro che intendono seguire la “sua” via, per giungere fruttuosamente verso la finalità pienamente attuata dell'itinerario evangelico.237 Come Maria, ogni creatura che accetta Dio, si sentirà di essere finalmente e veramente libera, perché davanti ai tanti fraintendimenti su cosa sia e dove abiti la libertà, comprenderà che la vera libertà è solo quella che poggia solidamente su Dio.238 Possiamo affermare, infatti, che nel “Si” della sua fede, Maria «manifesta come l’originario “essere per la Parola” della creatura trovi nell’atto di assenso e dell’affidamento senza condizioni e senza limiti a Dio, la sua realizzazione più alta. Come la plasmata dalla grazia esprime nella forma più piena il suo essere personale nell’accoglienza verginale […], così la creatura fatta a immagine e somiglianza di Dio e restaurata dalla Grazia del nuovo inizio che è l’Incarnazione, porta a compimento il suo essere più profondo nell’atto libero e consapevole dell’assenso di fede».239 E Benedetto XVI sottolinea come il credere «non è contrario né alla libertà né all’intelligenza dell’uomo, anzi, le implica e le esalta, in una scommessa di vita che è come un esodo, cioè un uscire da se stessi, dalle proprie sicurezze, dai propri schemi mentali, per affidarsi all’azione di Dio che ci indica la sua strada per conseguire la vera libertà, la nostra identità umana, la gioia vera del cuore, la pace con tutti. Credere è affidarsi in tutta libertà e con gioia al disegno provvidenziale di Dio sulla storia, come fece il patriarca Abramo, come fece Maria di Nazaret. La fede allora è un assenso con cui la nostra mente e il nostro cuore dicono il loro «sì» a Dio, confessando che Gesù è il Signore. E questo «sì» trasforma la vita, le apre la strada verso una pienezza di significato, la rende così nuova, ricca di gioia e di speranza affidabile».240 La missione esemplare ed educativa di Maria, in definitiva, non è quella di dettarci regole di comportamento, ma di offrirci, nella realtà della sua persona e nella concretezza del suo materno aiuto, l’indicazione fondamentale del come inserirci, con la pienezza del nostro essere persona nell’opera salvifica e santificativa di Dio.241 Ella è la chiave che apre, per così dire, il cuore del credente a tutto il mistero di Cristo.242

Conclusione

Guardando e imitando Maria, non ci assale la paura o il sospetto di lasciarci plasmare dall’opera di Dio, perché lasciarci plasmare come Maria, significa soprattutto avviarci come naturale conseguenza alla generosità dell’impegno per la missione e l’annuncio e alla piena realizzazione di noi stessi.243 Infatti, «Grazie alla sua piena e incomparabile riuscita, la risposta di Maria al progetto di Dio su di lei mostra a tutte le libertà umane in cammino i contenuti fondamentali del loro personale itinerario di maturazione, diverso dal suo per tante particolarità, ma identico nella sostanza. […] Per questo la Vergine si propone quale rivelazione eminente ed ispirazione inesauribile degli atteggiamenti salvifici da assumere e sviluppare in una pratica di vita morale specificamente cristiana».244 Come affermava papa Paolo VI «Maria è il modello perfetto per noi, la più santa. Se l’avviciniamo con fede e tenerezza, quasi scorgiamo i raggi della sua bellezza e santità riverberarsi su di noi. Accanto a lei sapremo essere puri, buoni, umani, mansueti, pazienti: tutta una possente lezione evangelica di vita cristiana viene a porsi dinanzi a noi, se tale sarà il nostro intento di onorare la Madonna».245

NOTE
220 RUGGERI P., Vivendo Maria, donna di Nazareth, op. cit., p. 116.
221 Cfr. MOCERINO P., Nel volto di Maria la luce del Papa teologo, in Il Rosario e la Nuova Pompei, 129 (2003) n. 2, p, 14. Tutto l’assunto pp. 12-17.
222 Cfr. LG n. 68 e anche RM nn. 51-52.
223 Cfr. PERRELLA S. M., Maria icona sempre attuale dell’etica e della spiritualità cristiana, op. cit., p. 23.
224 IDEM , Maria icona della speranza affidabile nel complesso tempo attuale, op. cit., p. 264; IDEM, Maria icona sempre attuale dell’etica e della spiritualità cristiana, op. cit., pp. 12-19.
225 Cfr. IDEM, Maria icona della speranza affidabile nel complesso tempo attuale, op. cit.,, p. 271.
226 Cfr. RUGGERI P., Vivendo Maria, donna di Nazareth, op. cit., p. 34.
227 Cfr. SCUDU M., Maria, donna di fede, in Maria ausiliatrice, n. 4 - 2009, p. 7.
228 Cfr. MOSER H., Itinerario evangelico con Maria, op. cit., pp. 47-49.
229 Cfr. TRAVAGLIA G., E il discepolo l’accolse con sé (Gv 19,27b), op. cit., p. 74.
230 Cfr. MASCIARELLI M. G., Maria maestra di nuovi valori, in AA. VV., Maria segno di speranza per il terzo millennio, Centro di Cultura Mariana “Madre della Chiesa”, Roma 2001, p. 100. Tutto l’assunto pp. 11- 105.
231 Cfr. PERRELLA S. M., Maria icona della speranza affidabile nel complesso tempo attuale, op. cit., pp. 274-275.
232 Cfr. GRASSO A., Perché appare la Madonna? Per capire le apparizioni mariane, Editrice Ancilla, Conegliano 2012, pp. 109-112.
233 MASINI M., Maria, la Vergine dell’ascolto, op. cit., p. 193.
234 Cfr. MASCIARELLI M. G., Maria maestra di nuovi valori, op. cit., p. 27; ESQUARDA BIFET J., Spiritualità mariana della Chiesa. Esposizione sistematica, Centro di Cultura Mariana “Madre della Chiesa”, Roma 1994, p. 15.
235 D’ELIA C. C., La provocazione della fede oggi, in AA. VV., Come vivere il cammino di fede con Maria, op. cit., p. 7. Tutto l’assunto pp. 7- 27.
236 TRAVAGLIA G., E il discepolo l’accolse con sé (Gv 19,27b), op. cit., p. 128.
237 Cfr. JOOS A., La fede di Maria nella Chiesa in cammino verso il terzo millennio, in AA. VV., Come vivere il cammino di fede con Maria, op. cit., p. 110. Tutto l’assunto pp. 74-119.
238 Cfr. COMASTRI A., Maria è modello di fede, libertà e felicità, in Avvenire del 7 novembre 2007; TRAVAGLIA G., E il discepolo l’accolse con sé (Gv 19,27b), op. cit., pp. 136-148; TRENTI Z., Maria e la persona umana: libertà e relazionalità il segreto di Maria, in AA. VV., Maria e la cultura del nostro tempo, op. cit., pp. 153-171.
239 FORTE B., Maria, la donna icona del Mistero. Saggio di mariologia simbolico-narrativa, Edizioni Paoline, Cinisello Balsamo 1989, p.191.
240 BENEDETTO XVI, Catechesi del 24 ottobre 2012 in L’Osservatore Romano del 25 ottobre 2012, p. 8.
241 Cfr. GOFFI T., Panoramica sulla morale cristiana con attenzione a Maria, in TONIOLO E., Il mistero di Maria e la morale cristiana, Centro di Cultura Mariana “Madre della Chiesa”, Roma 1992, p. 21.
242 Cfr. LAURENTIN R., Maria chiave del mistero cristiano, San Paolo, Cinisello Balsamo 1996; VALIANTE F. M., Il sigillo mariano sull’Anno della Fede, in Il Rosario e la Nuova Pompei, 129 (2013), n. 1., pp. 16- 19.
243 Cfr. DI GIROLAMO L.M., La presenza di Maria nella «Verbum Domini » di Benedetto XVI, op. cit., pp. 4-6.
244 GOZZELINO G., Ecco tua madre!, op. cit., p. 59.
245 PAOLO VI, Omelia nella Parrocchia di Castelgandolfo del 15 agosto 1964, in GEMMA A. (A CURA DI), Sorella nostra e Madre di Dio. Il magistero mariano di Paolo VI, Edizioni Paoline, Catania 1972, p.31.

Inserito Domenica 30 Gennaio 2022, alle ore 18:42:25 da latheotokos
 
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