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  Note dominanti della Letteratura apocrifa assunzionista 
Apocrifi dal libro di Angelo Gila, Le più antiche testimonianze letterarie sulla morte e glorificazione della Madre di Dio. I racconti sul Transito di Maria tra fede e teologia, Edizioni Messaggero, Padova  2010, pp.232-244.

La letteratura apocrifa dei transitus [...] è frutto della pietà popolare ed è espressione del «sensus fidei». È portavoce degli interrogativi che fin dai tempi più remoti si ponevano i cristiani ed è insieme una risposta a tali interrogativi. Parecchie sono le note dominanti che [...] ora presentiamo in sintesi.
I transitus sono i primi che hanno rotto il silenzio assoluto della Sacra Scrittura anche mantenuto dalla patristica dei primi secoli. Hanno svolto un ruolo non marginale nel rafforzamento di quella tradizione che ha mantenuto viva la consapevolezza del mistero sotteso alla fine terrena della vita della Madre di Dio. Hanno offerto temi all'omiletica assunzionista, all'iconografia. Hanno contribuito in maniera determinante allo sviluppo dottrinale del mistero della morte ed assunzione della Madre del Signore e allo sviluppo della devozione mariana. Hanno avuto una grande diffusione come evidenziano chiaramente le innumerevoli versioni in varie lingue nonché le molteplici riscritture. Si registrano transiti in greco, latino, etiopico, arabo, armeno, georgiano, bohairico e saidico, siriano, irlandese, slavo. Sono penetrati nella liturgia della Chiesa attraverso l'omiletica. Più in particolare meritano attenzione alcune peculiarità.

1. PREROGATIVE DELLA LETTERATURA APOCRIFA DEI TRANSITUS

1/1. La teologia esperienziale dei transitus

Attraverso la rilettura di questi arcaici documenti, siamo venuti a contatto diretto con il sensus fidelium i cui contributi non sono affatto da minimizzare. Siamo di fronte non alla classica teologia sapienziale secondo cui teologare è argomentare, ma a quella narrativa che non manca di valori e di prospettive. Basti pensare che tale genere letterario si ritrova in molte pagine dell'Antico e Nuovo Testamento, dedicate a "raccontare" gli interventi salvifici di Dio e di Cristo. Attraverso questo genere letterario, veniamo a contatto con il sensus fidelium di cui il Concilio Vaticano II ha ricordato che il suo fondamento e valore si basa sulla partecipazione dei fedeli alla funzione profetica di Cristo: «Cristo, il grande profeta [...], adempie il suo ufficio profetico fino alla piena manifestazione della gloria, non solo per mezzo della gerarchia, che insegna in nome e con la potestà di lui, ma anche per mezzo dei laici, che perciò costituisce suoi testimoni provvedendoli del senso della fede e della grazia della parola (At 2, 17-18; Ap 19, 10), perché la forza del vangelo risplenda nella vita quotidiana, familiare e sociale» (LG 35). Ed ancora «Il popolo santo di Dio partecipa pure dell'ufficio profetico di Cristo» (LG 12) e specifica: «La totalità dei fedeli, avendo l'unzione che viene dal Santo, (cf. 1 Gv 2, 20 e 27) non può sbagliarsi nel credere, e manifesta questa sua proprietà mediante il senso soprannaturale della fede di tutto il popolo (Eb 13, 15) » (LG 35). La bimillenario storia della Chiesa insegna che i fedeli sono spesso come quei "piccoli" ai quali il Padre rivela i misteri del Regno (cf. Mt 11, 25-26)».366
Certo si tratta di un metodo teologico oscuro e non di rado faticoso da decifrare ma nell'insieme anche significativo ed interessante in quanto, per rimanere al nostro assunto, percepisce Maria come persona viva; offre una priorità all"'esperienza di Maria" rispetto al "ragionamento su Maria".367 Osservando con senso critico i contenuti dottrinali su Maria della teologia narrativa dei transitus, si rileva che essi sono segno che la venerazione alla Madre del Signore, anche quando sfocia nel mito, è pur sempre al servizio della verità. La Storia della Salvezza è il vero habitat di questi scritti basti pensare che parlano in continuazione con un linguaggio che affonda le sue radici nella Parola di Dio sia dell'Antico che del Nuovo Testamento. Oggi, infine, si sta rivalorizzando l'ampio materiale narrativo riguardante Maria in quanto si prende nuovamente in considerazione la "teologia narrante" ricca di valori e di prospettive.368

1/2. Il linguaggio dei simboli

Un tratto tipico della letteratura apocrifa è quello di esprimersi attraverso il simbolismo inteso quale epifania di un altro mondo. Molteplici e variegati i numerosi lessemi assurti a simboli quali la palma, la nube, la lampada, il profumo, l'incenso, ecc. Ovviamente ognuno è veicolo di valenze polisemiche e trasmette quanto gli autori intendono "insegnare". Non sono facili da decodificare, ossia, capire cosa si vuole con essi significare dal momento che questa è la loro funzione, e quale sia la cosa significata. Visti comunque nel loro insieme i vari simboli presenti negli scritti apocrifi assunzionisti hanno come finalità ultima quella di rinviare ad una realtà soprannaturale. In estrema sintesi si può dire che i vari lessemi assurti a simboli in correlazione con Maria sono tutti orientati ad esprimere la sacralità degli eventi che avvolgono la sua persona nella quale si sono condensati i misteri di Dio. La palma o il ramo di palma che sovente ritorna nel Transito R. non è un ramo qualunque, ma un ramo distaccato dall'albero della vita nel paradiso. Ha potenzialità semantiche plurime. Rimesso a Maria è una nota di privilegio verso la Madre del Signore, connotato di premio, segno anticipatore del nuovo modo di essere di Maria nel paradiso.369 Il simbolismo dell'incenso, tipico del linguaggio biblico, continuamente presente nello Ps. Giovanni, si traduce in combinazione incenso-preghiera e precede, in un'atmosfera di raccoglimento ed attesa, ad eventi straordinari.370 Il vestito nuovo sta a significare che Maria era nella giusta condizione di entrare nel settimo cielo.371 La nube, altro simbolo tipico della Bibbia, veicolo di Dio e segno di protezione divina trasporta il corpo di Maria in cielo.372 La lampada è simbolo di Maria che entrerà nel riposo dello sposo.373 Anzi è essa la lampada la cui luce, suo Figlio Signore, è un sole che fa giorno su tutto l'universo.374 Il profumo infine è un simbolo associato all'Eden, al paradiso ed è segno del nuovo modo di essere del corpo di Maria.375

1/3 La teologia dei titoli

Unitamente ai "simboli" si intreccia nei racconti assunzionisti una variegata successione di "titoli" con i quali gli autori gratificano i gesti di Maria. I titoli nell'antichità rivestivano una particolare importanza e regolamentavano gli onori da rendere ai morti. Sono abbastanza comprensibili e meritano una accurata attenzione in quanto hanno una valenza teologica significativa ed offrono in sintesi tratti notevoli di teologia mariana. Alcuni sono tipici del vocabolario teologico-mariano dell'antichità cristiana come "Theotokos", "Vergine Madre". Altri invece come "Madre dei dodici rami", oppure gli abbinamenti quali "sorella e madre" sono tipici del genere letterario apocrifo e sono ricchi di contenuti.

1/4 Custodi preziosi di tradizioni arcaiche

Allo stato attuale delle ricerche risulta che la vasta e complessa letteratura sul transito di Maria nella redazione attuale, sembra non possa farsi risalire oltre il IV-V secolo. E però altrettanto vero che al di là della redazione attuale soggiacciono tradizioni antiche che possono risalire al III secolo. Come abbiamo potuto rilevare Transitus. R e sotto certi aspetti anche lo Ps.Giovanni, includono temi teologici più antichi. In particolare Trans R, sia alla luce di criteri esterni come dall'analisi di criteri interni quali la lingua, lo stile, le tensioni presenti nel testo, rivela di essere un prezioso veicolo di tradizioni arcaiche preesistenti conosciute dall'Autore. Se non vogliamo pensare che si tratti di un vezzo dell'autore o degli autori, dobbiamo ammettere che ci troviamo di fronte a tradizioni primitive attestanti che c'è stato un ambiente sorgivo del Transitus Mariae. La questione rimane aperta quando si tratta di definire quale possa essere stato l'ambiente sorgivo. F. Manns dopo avere mostrato quanto il pensiero teologico espresso da Trans R sia saturo di categorie giudeo-cristiane, ritiene che questa sia la matrice culturale da cui trasse origine il racconto della Dormizione.376 A noi pare, dall'analisi dei testi, che tra le varie ipotesi, quest'ultima, proposta anche da B. Bagatti, V. Arras e successivamente ripresa ed approfondita da F. Manns circa il giudeo-cristianesimo, sia allo stato attuale la più probabile.
Prendiamo atto che grazie ai suddetti scritti arcaici, siamo venuti a conoscenza che la credenza nella Dormizione/ Assunzione di Maria e la devozione a Maria, hanno radici molto antiche che possono risalire al terzo secolo, ossia a prima del Concilio di Efeso.

1/5 Trasmettitori e divulgatori

I transitus hanno svolto un prezioso servizio ecclesiale non solo accogliendo (ed elaborando?) arcaiche tradizioni ma anche trasmettendo dati mariani che poi si sono diffusi a macchia d'olio attraverso le innumerevoli versioni e l'omiletica. Hanno avuto una grande diffusione come lo evidenziano chiaramente le innumerevoli versioni in varie lingue nonché le molteplici riscritture. Si registrano transitus in greco, latino, etiopico, arabo, armeno, georgiano, bohairico e saidico, siriano, irlandese, slavo. Più in particolare meritano attenzione alcune peculiarità. I grandi vescovi omileti dell'Oriente del VII-VIII secolo, non hanno archiviato questa letteratura cristiana ma ne hanno selezionato e colto il messaggio di fondo utilizzandoli nelle omelie e rilegittimandoli con la propria autorità di eminenti rappresentanti dell'istituzione ecclesi astica.

1/6 Frutto di fede ininterrotta

La linea portante che caratterizza i transitus sia nella loro genesi come nei successivi sviluppi geografici è la fede, una fede ininterrotta e corale, senza tentennamenti relativa alla "koimesis"della Madre del Signore, sempre accompagnata dall'affermazione "dominante" che il suo corpo non fu abbandonato alla decomposizione nel sepolcro. In concreto gli autori anonimi dei transitus non hanno difficoltà ad ammettere che Maria sia morta, come già il suo divin figlio. Ma ciò non impedì di credere e professare apertamente che non fu soggetto alla corruzione del sepolcro il suo sacro corpo: l'augusto e verginale tabernacolo del Verbo divino. I transitus esprimono la loro intuizione di fede attraverso l'immaginario. Tuttavia è sorprendente constatare, pur nella diversità dell'esposizione, il loro accordo unanime e continuo riguardo alla morte di Maria a Gerusalemme e alla mancata corruzione del suo corpo.

1/7 Espressione del sentire ecclesiale

A parte l'apparato fantasioso ed estroso che accompagna la presenza degli Apostoli negli apocrifi assunzionisti, è evidente che si tratta di un dettaglio che vuole trasmettere un messaggio teologico. Dal momento che essi sono stati scelti dal Signore quali testimoni autorevoli della sua rivelazione e soprattutto della sua morte e risurrezione, essi sono anche attivamente presenti nello scenario quali testimoni del mistero della morte e Assunzione della Madre del Signore. In qualità di testimoni scelti della vita apostolica di Gesù e soprattutto della sua morte e risurrezione dai morti, essi diventano anche testimoni ecclesiali degli ultimi giorni di vita della Madre del Signore con particolare riferimento alla sua Dormizione/glorificazione.
Singolare e degno di nota a questo riguardo è lo Pseudo Melitone il quale coinvolge l'evento dell'Assunzione di Maria con la fede della Chiesa, attraverso una narrazione veramente singolare. Dopo che Maria è stata deposta nella tomba, agli apostoli riuniti Gesù propone questo interrogativo: " Voi siete chiamati a giudicare le dodici tribù d 'Israele. Dio Padre ha scelto tra le dodici tribù Maria perché io abiti in lei. Che cosa volete che le faccia "? Allora Pietro e gli altri apostoli dissero: "Signore, hai scelto questa tua serva perché divenga per te una residenza immacolata [...] E sembrato dunque giusto a noi tuoi servi che, come dopo aver vinto la morte, tu regni nella gloria, tu risusciti il corpo di tua madre e la conduca con te, gioiosa nel cielo ".377 Si tratta di una congeniale rappresentazione di un giudizio al quale gli apostoli devono partecipare, come se l'onore dovuto a Maria debba essere deciso e stabilito non solo da Cristo ma anche dalla sua Chiesa insieme con lui.378

1/8 Confìgurazione liturgica

I transitus, visti nella loro struttura contenutistica, sono una lunga e dettagliata preparazione di Maria all'evento della morte - glorificazione che si snoda dall'annuncio della prossima morte fino al momento del decesso. Questo insieme narrativo ha delle notevoli risonanze liturgiche. La sigla iniziale e quella finale del Transito R, ad es., testimonia che si tratta di un racconto a finalità liturgica. L'entroterra dello Ps. Giovanni risente palesemente del vocabolario liturgico come bruciare incenso, glorificare, prostrarsi, ecc. A questo proposito suona interessante la posizione dello studioso Emanuele Testa il quale ritiene che i vari gruppi della Dormitio Mariae «furono certamente scritti per ragioni liturgiche, per ricordare l'anniversario della morte, del seppellimento e dell'assunzione della Madre di Dio».379 Dopo aver precisato che «tra le fonti della mariologia della Chiesa primitiva [...], gli elogi funebri occupano un posto rimarchevole», precisa che di quell' elogio funebre (cosiddetto Dormitio Mariae), «possediamo ancor oggi tre gruppi di testi».380 Anche se prendiamo atto che si tratta di una ricostruzione liturgica che rimane ipotetica, tuttavia merita conoscere quello che potrebbe essere stata l'eventuale e movimentata configurazione liturgica dei transitus.
1. La tradizione dei parenti di Maria rappresenta il primo gruppo risalente al II e III sec ed è attribuita ai parenti di Maria di tendenza ebionita.381 Questo insieme di testi che racconta la morte della Madre di Gesù e la sua traslazione al cielo «serviva da testo liturgico nelle celebrazioni presso la tomba di Maria».382 Appartiene al genere letterario degli elogi funebri in uso nella Chiesa madre di Gerusalemme nell'anniversario della morte dei propri grandi personaggi. È un elogio funebre di tipo midrascico, a motivo del frequente ricorso alla Scrittura e di tenore testamentario. Secondo la suddetta tradizione, Maria sarebbe morta nella propria casa e sepolta nel cimitero di famiglia che si conservava al Getsemani, ove ogni anno i parenti la commemoravano ricordandone la "traslazione" al Paradiso, dopo essere passata attraverso la scala cosmica, nel purgatorio, nel giardino dei giusti e nella geenna, localizzati nella valle di Giosafat. Non siamo in grado di sapere come si svolgevano le cerimonie da parte dei parenti di Maria, si ritiene tuttavia che dovettero celebrarsi tutte intorno al sepolcro del Getsemani, dove la tradizione venerava la tomba e la casa della Madonna.
2. La tradizione dei giovaniti costituisce un secondo gruppo, sorto nel IV-V secolo dalle correnti giovannite dei quartodecimani e dei monofisiti severiani.383 La morte di Maria sarebbe avvenuta sull'Oliveto, nella casa di Giovanni dove Maria fu ospite gli ultimi dieci anni della sua vita. Una chiesa bizantina ne attesta il ricordo e la cosiddetta "Koimesis semplice" o Dormitio Mariae della iconografia bizantina ne tramanda la raffigurazione. «Da questa chiesa dell'Oliveto - ci informa E. Testa, in sintonia con l'archeologo B. Bagatti- partiva la processione annuale per commemorare la Dormizione della Madre di Dio e scendeva nella chiesa rupestre di Teodosio I, dove nel centro della crociera era custodita la "tomba nuova", isolata dalle altre ormai distrutte, e abbellita con marmi, con mosaici e con pitture e venerata dai fedeli che facevano la circumambulazione, la toccavano attraverso un foro nella parete di est ed entravano ed uscivano per le due porte ormai praticatevi».384 Durante la festa della Dormizione si leggeva il Transito di Maria purificato dagli elementi tipici degli Ebioniti. Per questi, infatti, l'anima di Maria saliva nella dimora del Signore subito dopo la morte. Secondo i giovanniti invece, la seguiva soltanto dopo 206 giorni. Era questa una dimostrazione contro i monofisiti estremisti che il corpo di Maria non era incorruttibile per natura, ma solo per grazia.
3. La tradizione gerosolimitana della santa Sion rappresenta la terza classe di testi, dei secoli V-VII risale al patriarcato di Gerusalemme."' Maria sarebbe morta nella Santa Sion, venne trasportata al Getsemani donde fu assunta in cielo in anima e in corpo, il terzo giorno dopo la sepoltura. Sotto l'aspetto liturgico si registra una solenne processione che si snodava da Betlemme al Sion e da qui alla basilica del Getsemani costruita dall'imperatore Maurizio. Con tale celebrazione (dal 13 al 16 agosto) si voleva ricordare l'accompagnamento funebre di Maria.386

2. LINEE CONCLUSIVE

I transitus sono stati sempre valorizzati nell'Oriente cristiano ed oggi sono anche rivalutati nell'ambito della teologia cattolica perché dimostrano come i fatti e le circostanze che hanno accompagnato il passaggio della Madre del Signore da questa all'altra vita, hanno destato vivace interesse in certe aree della cristianità fin dai primi secoli. Essi pertanto hanno svolto un prezioso servizio ecclesiale: sono stati da una parte i portavoce di antiche tradizioni mariane accolte ed elaborate e dall'altra i "trasmettitori" di dati mariani che gli omileti hanno accolto ed approfondito nella loro attività omiletica.
Oggi, fortunatamente, apocrifo non è più sinonimo di antistorico e di eretico, e anche la cospirazione del silenzio a questo tipo di letteratura è in via di superamento. È scontato che nell'immediato passato il dottrinale giudeo-cristiano suscitava sospetti e riserve in non pochi teologi ed esegeti. Fortunatamente ora si comincia a prendere coscienza che la verbologia dei transitus antichi è chiaramente giovannea. L'ecclesiologia è quella degli Atti, dei Vangeli e delle Lettere Paoline. Il primato di Pietro è rispettato da tutti (Paolo compreso) ed esercitato da lui con esemplare umiltà. Ortodossia e ortoprassi vanno di pari passo: si respira ancora l'atmosfera del cenacolo, quella dell'ultima cena e della Pentecoste.
Gli apocrifi assunzionisti hanno come elemento portante del loro discorso quello di fare presagire che la sorte finale di Maria è stata consequenziale ai misteri di cui è stata protagonista, in particolare la divina e verginale maternità.
A livello mariologico-mariano il transitus nella sua forma più arcaica presenta delle note dottrinali e cultuali che da una parte consolidano ed arricchiscono la dottrina mariana e dall'altra alimentano e qualificano il culto per la Vergine.

NOTE

366 La Madre del Signore. Memoria presenza speranza, PAMI, Città del Vaticano 2000, p. 38
367 Sulla teologia narrativa, cf. La Madre del Signore, pp. 47-48.
368 La Madre del Signore, pp. 47-48
369 Sul simbolo della palma, cf MANS, Le recit de la Dormition de Mariae (Vatican grec 1982). Contribution à l'étude des origines de l'escégèse chrétienne, Jerusalem 1989, pp. 122-131.
370 Cf. Salmo 141, 2; Ap 8, 3-4; MANNS, Le recit de la Dormition de Mariae, pp.146-149.
371 Riguardo al simbolismo delle vesti, cf. Ap. 7, 9, Lc 9, 29; HOULOTTE E., Veste, in Dizionario di teologia Biblica, Marietti, Casale Monferrato 1965, coll. 1211_1215.
372 Cf. MANNS, Le recit de la Dormition de Mariae, pp. 131-137.
373 Cf. Ibidem, pp. 137-144.
374 Cf`. Tran. R, p. 313.
375 Cf. Ibidem, pp. 144- 149.
376 Cf MANNS, Le recit de la Dormition de Mariae, pp.201-221; SERRA A., Alle origini della letteratura assunzionista. Uno studio di F. Manns, in «Marianum» 56 (1994), pp. 306-308.
377 De transitu V. Mariae, 16; PG 5, 1238; ERBETTA,  Gli Apocrifi del Nuovo Testamento, Mariatti, Torino 1981, p. 507.
378 Cf. GALLOT J.,  Maria la donna nell'opera della salvezza, Roma 2005, p. 300.
379 Cf. TESTA, Lo sviluppo della «Dormitio Mariae» nella letteratura, nella teologia e nell'archeologia, in «Marianum» 46 (1982), p.329.
380 Ibidem, p. 316.
381 Appartengono a questa prima classe il Libro del Riposo etiopico. il Transito Romano, l'Augensis 229, le Esequie di Maria, due Frammenti georgiani e un antico Racconto irlandese.
382 Cf. MANNS, Le recit de la Dormition de Mariae, p. 440.
383 A questa seconda classe appartengono, tra gli altri, il Transito dello Ps Melitone, che ne è certamente il capostipite, il racconto di Giovanni di Tessalonica.
384 TFSTA, Lo sviluppo della «Dormitio Mariae», p. 258. Cf. BAGATTI B, Nuove scoperte alla tomba della Vergine a Getsemani, in «Liber Annuus » 22 (1972), pp. 236-290, specialmente pp. 278-289.
385 Appartengono a questo terzo gruppo documenti di origine semitica ed orientale, tra gli altri, i Transiti siriaci A, B, C, D,  il Transito dello Pseudo-Giovanni.
386 Cf.. TESTA, Lo sviluppo della «Dormitio Mariae» pp. 316-389.
 

Inserito Martedi 10 Maggio 2011, alle ore 13:12:41 da latheotokos
 
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DOCENTE ALL'ISSR "SAN LUCA" DI CATANIA

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