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  Il Ven. Bruno Lanteri e la Madonna: il Fondatore e la Fondatrice 
Santi

Articolo di P. Giovanni Mammini OMV, in Myriam, maggio 2009, pp. 16-18



 

La vita del Ven. P. Lanteri è tutta segnata dalla presenza di Maria. “La chiamava sua Signora, sua Madre, suo Paradiso”, come scrive P. Michele Babuin nell’ultimo libro: “Dire Cristo al mondo”. Ma vi è un altro titolo, dato da P. Lanteri a Maria, che merita di essere evidenziato. A Pinerolo durante la sua ultima malattia, ai Sacerdoti e agli Amici di Torino che lo andavano a visitare, il P. Lanteri ripeteva: “Non sono io il Fondatore della Congregazione: Fondatrice e Madre è la SS. Vergine; Lei, come sempre ha fatto, continuerà a governarla”(M. Babuin, op.cit. pag.105).
Torniamo alcuni anni indietro, nel 1818. P. Lanteri ha 59 anni ed è nella pienezza della sua maturità spirituale e apostolica, maturità temprata interiormente dalla preghiera e dalla contemplazione ed esternamente dalla lotta per la Chiesa e per il Papa contro gli errori del Giansenismo e la prepotenza di Napoleone. E’ inoltre circondato dalla stima e dalla venerazione di tanti Sacerdoti, Religiose e Laici, da lui guidati nella via della perfezione cristiana e nell’impegno nel mondo. Da un anno ha accettato di fare da guida e da Padre a un gruppo di giovani sacerdoti volenterosi, che si radunano presso la Chiesa di S. Maria delle Grazie a Carignano. P. Lanteri, dopo averli entusiasmati con il suo zelo al progetto apostolico che ha nel cuore, dà loro la prima Regola di vita. Egli è il Padre Fondatore, accolto e riconosciuto, di una nuova famiglia religiosa, la Congregazione degli Oblati di Maria Vergine.
Il P. Lanteri, figlio devoto della Chiesa, presenta questa sua creatura al Papa Pio VII, per il quale aveva combattuto e rischiato la vita durante la persecuzione di Napoleone. Così scrive al Papa il 13 Novembre 1818: “ Trovandosi nella città di Carignano, Diocesi di Torino, la Chiesa dei Padri Agostiniani di Santa Maria delle Grazie affatto abbandonata e minacciata ancora di essere demolita insieme al convento per farne piazza di mercato, alcuni ecclesiastici (il primo gruppo di Oblati da poco riunitisi in comunità) ne presero l’amministrazione e con il promuovere la devozione del SS. Rosario, con il predicare la confidenza a Maria SS. e proporre ogni festa al popolo le meditazioni di S. Ignazio, loro riuscì d’impedire la progettata distruzione”. Il P. Lanteri vuole inoltre precisare al Papa, di aver scelto anche Alfonso Maria de' Liguori quale modello di confidenza, perché questo Santo aveva scritto opere che ispirano “ una grande devozione a Maria Vergine, che è quello di cui noi abbiamo bisogno, particolarmente in questi tempi per combattere ogni errore e riuscire nella nostra impresa”. Otto anni dopo, nell’Aprile del 1826, dopo tante sofferenze e peripezie per difendere l’identità spirituale della Congregazione stessa, il P. Lanteri così scrive al Papa Leone XII, per ottenerne l’approvazione definitiva: “Professano gli Oblati una devozione speciale a Maria SS, che riguardano come loro speciale Istitutrice e Maestra, motivo per cui amano chiamarsi di Lei Oblati”. Ciò che Maria è stata per P. Lanteri, tale Ella doveva essere per gli Oblati, non solo come singoli, ma anche come comunità: Madre, Fondatrice, Maestra.
A questi preziosi testi del P. Lanteri. voglio fare solo due osservazioni. La prima è che, nella breve storia della nostra Famiglia religiosa, tutti gli Oblati, dai Vescovi agli ultimi Fratelli coadiutori, hanno vissuto e promosso ovunque “una tenera e filiale devozione a Maria”, sostenuti nelle difficoltà personali e dell’Istituto dalla convinzione che Maria era la Fondatrice della Congregazione, la Maestra e Custode del carisma apostolico lanteriano. La seconda è constatare che proprio il programma apostolico degli Oblati a Carignano, presentato dal P. Lanteri al Papa è di una essenzialità sorprendente, sintesi della sua vita e del suo apostolato: promuovere la devozione del S. Rosario, la confidenza in Maria SS, l’annuncio delle verità fondamentali della fede e della vita cristiana, attraverso il metodo degli Esercizi di S. Ignazio, la pratica del confessionale secondo i criteri della benignità divina, richiamata dalla morale di S. Alfonso. È il volto di questa creatura, nata in una Chiesa dedicata a Maria, un “volto mariano”, come era lo stile del P. Lanteri.
A lode di Dio e a onore della Beata Vergine, dando uno sguardo ora al nostro servizio spirituale e pastorale nel Santuario di N.S. di Fatima, penso che possiamo riconoscervi questi lineamenti mariani. Insieme all’Eucaristia, fonte e culmine di ogni vita spirituale e alla pastorale della misericordia attraverso il confessionale, viene curata con particolare amore la preghiera mariana, l’annuncio della Parola di Dio, anche attraverso l’attività spirituale degli Esercizi e dei Ritiri, come viene fatto nell’attigua “Casa di Spiritualità P. Lanteri”, con la qualificata collaborazione delle Suore Oblate di Maria Vergine di Fatima. Possiamo dire che Maria ci ha qui riuniti e plasmati secondo il suo Cuore in questa sua casa, come vera Madre di tutti: noi Oblati di Maria Vergine, eredi del carisma lanteriano, le Suore Oblate di Maria Vergine di Fatima, con la freschezza del messaggio Mariano riconosciuto dalla Chiesa e i Laici Lanteriani che desiderano rispecchiarsi in questi lineamenti della nostra spiritualità. Per questo la bianca statua del Ven. P. Lanteri, che accoglie i Pellegrini che salgono al Santuario, nulla dicendo di sé, offre il messaggio che ha illuminato la sua vita: Mariam cogita, Mariam invoca, Pensa a Maria, invoca Maria. Per questo egli è il nostro Fondatore, che ci affida a Maria, nostra Madre e Fondatrice. 

Inserito Giovedi 22 Marzo 2012, alle ore 10:19:27 da latheotokos
 
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