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  Con lo sguardo rivolto a Maria, modello di fede 
Chiesa

Un articolo di Francesco Armenti in Voce di Padre Pio, n. 5-2012, pp. 36-31.



Maria, la madre che prega.

La Vergine Maria per la fede cristiana è Madre di Cristo, Madre della Chiesa e “Madre della preghiera”, Vergine che prega in comunione con il popolo di Dio. Gli Atti degli Apostoli attestano la presenza della Donna di Nazaret, dopo la risurrezione del Signore, durante la preghiera dei discepoli. Nella preghiera Maria non è solo presente ma, per lo Spirito Santo che unisce al Figlio, i credenti «entrano in comunione, nella Chiesa, con la Madre di Gesù». Se è vero che il Nazareno è l’unico mediatore tra l’uomo e il Padre celeste, è «Via della nostra preghiera», è altrettanto vero che, per la sua speciale e singolare collaborazione nel Mistero della Salvezza, la Vergine Maria è l’Hodoghìtria, cioè via che conduce al Figlio. Pregare con Maria, trasparenza di Cristo, significa, quindi, dialogare con il Figlio e con il Padre per mezzo dello Spirito. La preghiera, gli inni latini e orientali, le devozioni mariane sono, infatti, cristocentrici. L’Ave Maria è l’esempio più familiare ai cristiani, perché nelle sue parole e nella sua formulazione emerge Cristo, la lode al Signore per le meraviglie operate nella Donna della Galilea. Non manca, poi, la supplica del popolo credente alla Santa Madre di Dio, che è pienezza di umanità, in quanto dell’esistenza conosce il patire, lo sperare ed il gioire. Nonostante le purificazioni, di cui necessitano talune manifestazioni di devozione mariana, la Madonna è sentita e amata come madre e sorella, come “ponte” verso il Figlio, perché le meraviglie di Dio si sono compiute in una donna che ha vissuto e sperimentato interamente la vita umana. Ed è nel suo grembo che il Verbo si fece carne, divenne uomo conoscendo e vivendo in tutto fuorché nel peccato l’avventura umana.

Maria, la piena di grazia e di gioia.

La preghiera mariana più amata dai cristiani si apre con il saluto di Gabriele: «Chàire, rallegrati, giosci, Maria». È il saluto di Dio ad ogni uomo che, come santa Maria, si fa docile al suo progetto e si procura gioia e soddisfazione interiore, perché l’Altissimo posa il suo sguardo sulla creatura. Il volto di Maria, quel giorno a Nazaret, era il volto di ogni uomo su cui lo sguardo di Dio non ha mai cessato di irradiarsi. Uno sguardo che dice il desiderio che il Divino ha dell’uomo, il desiderio dell’Amante verso l’amato, dello Sposo verso la sposa. In Maria, «Dio dimostra di amarci, di volerci interlocutori del patto, di donarsi a noi desiderando il dono del cuore che l’accolga». Il motivo della gioia della Vergine è la certezza di essere posseduta, abitata dall’Altissimo, di essere colma di grazia per l’inabitazione di Dio in lei. Se il Signore è in questa “grande-piccola Donna”, la grazia pervade tutto il suo essere e il suo corpo, perché Cristo è fonte di grazia, sorgente di amore e di dono. L’essere in Gesù, infatti, per Maria significa totale appartenenza a Dio, capacità e libertà nel donarsi eternamente agli altri. Sono dimora della Trinità il corpo, la mente ed il cuore di Myriam; la Fanciulla di Nazaret è la donna della fragilità che accoglie l’Eterno, del finito che ospita l’Infinito, del Dio che si fa vicino alla debolezza della creatura e della storia, è la partecipazione della natura umana alla grandezza e ricchezza di quella divina.

Maria, la benedetta da Dio e dagli uomini.

Maria è la benedetta da Dio, ma è anche la benedetta da Elisabetta, donna di fede capace di sentire e scorgere la presenza dell’Emmanuele, dello Spirito nella finitezza umana. Testimone delle meraviglie di Dio, Elisabetta scorge la meraviglia del Creatore che si fa creatura. La donna di Ain Karem riconosce la beatitudine dello Spirito che possiede la cugina, Maria è beata perché accogliente verso la Parola che cercava spazio nell’umanità, beata per la fiducia nel Dio dei Padri che la rende madre dei credenti, dispensatrice di grazie e benedizioni per la donna e l’uomo di ogni tempo, donna benedetta da Dio e dall’uomo perché madre di Gesù, «benedizione stessa di Dio» per il tempo e l’eternità. Santa Maria è madre, di Dio e nostra, parto dell’Amore per i bisognosi di amore, madre a cui aprire il cuore ferito e palpitante dell’umanità, madre pregata dagli «esuli figli di Eva» e madre che prega per ciascun uomo. Pregando Maria, il popolo cristiano si riconosce peccatore dinanzi all’Altissimo e alla “Tutta bella e pura”, “Madre della Misericordia”. I figli del Padre invocano la protezione e la materna tenerezza della Madre nell’oggi della vita e nell’ora della morte. Come era sotto la croce di Gesù, così Maria sarà vicina all’uomo nel momento del passaggio alla vera vita, per guidarlo verso il Figlio. La Chiesa insegna che «Maria è l’Orante perfetta, figura della Chiesa. Quando la preghiamo, con lei aderiamo al Disegno del Padre, che manda il Figlio suo per salvare tutti gli uomini. Come il discepolo amato, prendiamo con noi la Madre di Gesù, diventata la Madre di tutti i viventi. Possiamo pregare con lei e pregarla. La preghiera della Chiesa è come sostenuta dalla preghiera di Maria, alla quale è unita nella speranza».

Maria, la compagna nel viaggio della fede.

La riscoperta della fede di Maria, «dimora di Dio con gli uomini» e compagna di viaggio nel cammino della testimonianza, è mezzo privilegiato «per aiutare i credenti in Cristo a rendere più consapevole ed a rinvigorire la loro adesione al Vangelo, soprattutto in un momento di profondo cambiamento come quello che l’umanità sta vivendo... Riscoprire i contenuti della fede, professata, celebrata, vissuta e pregata e riflettere sullo stesso atto con cui si crede è un impegno che ogni credente deve fare proprio». Nella vita e nel ministero del Santo di Pietrelcina, la figura e la luce della Vergine erano basilari. Per Padre Pio la «bella Mammina» era modello di fede, di obbedienza e di preghiera. Le sue mani sgranavano continuamente la coroncina del Rosario, considerata “l’arma migliore per lottare contro il maligno”. Quello tra il Frate del Gargano e la Vergine è stato un rapporto davvero filiale, tenero, fatto di confidenza e di amore autentico. Torna spesso, negli scritti del Santo, la speciale protezione e l’efficace aiuto ricevuto dalla Madre del Signore nel momento della prova e delle difficoltà. Da lei apprese anche il segreto della preghiera e dell’abbandono fiducioso alla volontà del Padre.

 

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Inserito Martedi 16 Ottobre 2012, alle ore 12:11:46 da latheotokos
 
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DOTTORE IN S. TEOLOGIA CON SPECIALIZZAZIONE IN MARIOLOGIA
DOCENTE ALL'ISSR "SAN LUCA" DI CATANIA

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