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  La lettera apostolica ''Rosarium Virginis Mariae'' del 16 ottobre 2002 
Magistero

Dal libro di Maria Marcellina Pedico, La più amata dai cristiani. La pietà mariana secondo il magistero, Edizioni Messaggero, Padova 2013, pp.95-100.





 

Uno dei documenti più significativi del filiale amore di Giovanni Paolo II verso la Madre di Dio è certamente la lettera apostolica Rosarium Virginis Mariae (= RVM) pubblicata il 16 ottobre 2002, all'inizio del suo XXV anno di pontificato. Il documento riprende molte delle intuizioni della Marialis cultus e del Direttorio e le sviluppa coerentemente in un ampio spazio. Un'attenta lettura della lettera87 aiuta a cogliere la preziosa lezione di spiritualità mariana offerta da Giovanni Paolo II al popolo cristiano. Il linguaggio semplice e brillante e l'indole autobiografica fanno di questo documento una delle pagine più ispirate del suo magistero.

Struttura e commenti

La lettera - di complessivi quarantatré numeri - si suddivide in tre capitoli, preceduti da un'«introduzione» sui motivi che hanno spinto il papa a promulgarla (nn.1-8), e seguiti da una «conclusione» sull'efficacia del Rosario per la causa della pace e della famiglia (nn. 39-43)88.

Il Rosario, via privilegiata di contemplazione89.

Nel primo capitolo, «Contemplare Cristo con Maria» (nn. 9-17), il papa parla dell'importanza della contemplazione, e invita a volgere lo sguardo al volto di Cristo con «gli occhi del cuore» di Maria. Fissare gli occhi sul volto di Cristo è il compito di ogni discepolo di Gesù. Questo atteggiamento trova in Maria un modello insuperabile: nessuno come lei e più di lei si è dedicato alla contemplazione di suo Figlio. Da quando i suoi occhi hanno fissato teneramente Gesù nella mangiatoia di Betlemme, il suo sguardo non si stacca più da lui, come il suo cuore diviene scrigno di ogni sua parola. Lo sguardo di Maria su Gesù sarà talora uno sguardo interrogativo, come nell'episodio dello smarrimento nel tempio; a volte sarà uno sguardo penetrante, come alle nozze di Cana; altre volte sarà uno sguardo addolorato, soprattutto sotto la croce; inoltre, sarà uno sguardo radioso per la gioia della risurrezione, oppure uno sguardo ardente per l'effusione dello Spirito nel giorno di Pentecoste (cf. RVM 10). La preghiera del Rosario, proprio a partire dall'esperienza di Maria, si qualifica come preghiera privilegiata di contemplazione. Al riguardo Giovanni Paolo II presenta cinque dimensioni che definiscono meglio questo carattere contemplativo (cf. RVM 13-17). Il popolo cristiano, ripercorrendo con la preghiera del Rosario le tappe della vita terrena di Gesù, si abitua innanzitutto a «ricordare» gli eventi di salvezza operati da Cristo con lo sguardo e il cuore della Vergine; viene inoltre introdotto da Maria a «imparare» Cristo con una penetrazione più profonda del suo mistero; è sollecitato dalla serva del Signore a «conformarsi» allo stile di vita di Cristo, il maestro per eccellenza; è sostenuto dall'intercessione materna di Maria a «supplicare» Cristo, «la Via della nostra preghiera»; è chiamato, infine, ad «annunciare» Cristo con Maria, in un percorso di evangelizzazione e di approfondimento, quale significativa opportunità catechetica90.

Il Rosario, scuola di preghiera evangelica

Alla contemplazione del volto di Gesù segue, nel secondo capitolo intitolato «I misteri di Cristo. Misteri della Madre» (nn. 18-25), il richiamo alla struttura portante del Rosario, e cioè la «meditazione» dei misteri della vita e dell'opera di Cristo91. Ai tradizionali misteri della gioia, del dolore e della gloria, Giovanni Paolo II ha creduto opportuno aggiungerne altri cinque, che si soffermano su altrettanti momenti significativi della vita pubblica di Gesù: 1. Il battesimo al Giordano; 2. Le nozze di Cana, 3. l'annuncio del Regno con l'invito alla conversione; 4. La trasfigurazione; 5. L'istituzione dell'eucaristia. Questi misteri vengono felicemente definiti «misteri della luce»92. La luce tende a rischiarare ciò che è immerso nelle tenebre ed è necessaria per la vita. La luce e la vita sono strettamente legate tra loro, come lo sono nel versante opposto le tenebre e la morte. Ora la vita e la missione pubblica di Gesù sono le sorgenti della luce per il mondo: rivelano il suo essere Uomo-Dio. La luce di Cristo è luce divina, «luce candida» (Mt 17,2). Gesù stesso appare nell'Apocalisse di Giovanni come «la stella radiosa del mattino» (Ap 22,16). Secondo il Vangelo di Luca, quando Gesù tornerà alla fine dei tempi, sarà come un lampo che «brilla da un capo all'altro del cielo» (Lc 17,24); allora in quei tempo anche «i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro» (Mt 13,43; cf  Dn 12,3). Giovanni Paolo II applica questa grande teologia della luce al Rosario, aiutandoci ad apprezzarlo quale preghiera luminosa. Questa opportuna integrazione, che colma il vuoto esistente tra il ritrovamento di Gesù al tempio e la sua agonia nel Getsemani, da una parte, conferma il Rosario come «compendio del Vangelo» (cf RVM 19 e MC 42, che rimanda all'enciclica di Pio XII indirizzata alle Filippine il 31 luglio 1946) e, dall'altra, lo arricchisce di contenuto spirituale, quale «vera introduzione alla profondità del Cuore di Cristo, abisso di gioia e di luce, di dolore e di gloria» (RVM 19).

Il Rosario, via di conformazione a Cristo fino alla santità

Il terzo capitolo: «Per me vivere è Cristo» (nn. 26-38) presenta alcuni principi centrali per l'assimilazione dei misteri di Cristo e a tale scopo offre opportuni suggerimenti sul metodo del Rosario, basato sulla ripetizione. Ciò vale soprattutto per l'Ave Maria, ripetuta per ben dieci volte a ogni mistero. La ripetizione delle Ave costituisce un'espressione di amore verso la Vergine ed esprime il desiderio di una sempre più piena conformazione a Cristo, vero «programma» di vita cristiana. San Paolo ha espresso questo programma con parole infuocate: «Per me infatti il vivere è Cristo e il morire un guadagno» (Fil 1,21). E ancora: «Non vivo più io, ma Cristo vive in me» (Gal 2,20). il Rosario aiuta a crescere in questa conformazione fino al traguardo della santità. In questo contesto, afferma il papa, la validità del metodo del Rosario, che fa ricorso a elementi vocali, visivi e immaginativi, è comprovata con la grande intuizione contemplativa di Sant'Ignazio di Loyola negli Esercizi Spirituali, nei quali la compositio loci (immaginare, vedere, sentire, gustare, toccare) è ritenuta di grande aiuto per favorire la concentrazione dell'animo sul mistero (cf RVM 29). Perché il Rosario possa raggiungere questo obiettivo, il papa propone alcuni suggerimenti. Anzitutto l'enunciazione del mistero può essere accompagnata dalla contemplazione di un'icona che lo raffiguri. Inoltre, è bene proclamare il brano biblico che ne rivela il mistero e che, rivolto all'orante, si presenta con una straordinaria efficacia di grazia. Dopo l'enunciazione del mistero e la proclamazione della Parola, è conveniente, dice il papa, che si osservi qualche momento di silenzio per meglio fissare lo sguardo contemplativo sul mistero: «La riscoperta del valore del silenzio è uno dei segreti per la pratica della contemplazione e della meditazione» (RVM 31). Oltre alle preghiere del Padre nostro, delle Ave Maria e del Gloria al Padre - quest'ultima preghiera ritenuta il culmine della contemplazione - anche la stessa «corona» può dare, con il suo simbolismo, un ulteriore spessore alla contemplazione. Essa infatti parte e arriva al Crocifisso, «che apre e chiude il cammino stesso dell'orazione. In Cristo è centrata la vita e la preghiera dei credenti». Quale strumento di conteggio evoca l'incessante cammino della contemplazione e della perfezione cristiana; richiama infine il vincolo di comunione e di fraternità che tutti ci lega in Cristo (cf. RVM 37). Preghiera dei semplici come degli intellettuali, di chi si sente povero peccatore, il Rosario aiuta a spargere sulle strade del mondo intero semi di speranza e di amore.

NOTE
87 Circa la presentazione e gli studi pubblicati sul documento papale, cf. Il Rosario con i nuovi misteri della luce. Testo integrale. Introduzione e commento teologico - pastorale di don Ettore Malnati, Piemme, Casale Monferrato (AL) 2003; AA.VV. Riflessioni sulla Lettera Apostolica di Giovanni Paolo II «Rosarium Virginis Mariae», LEV, Città del Vaticano 2003;  C. CHARASMA, Il Rosario una scuola di preghiera contemplativa. Riflessioni sulla Lettera Apostolica di Giovanni Paolo II «Rosarium Virginis Mariae», in Appendice i misteri della luce, LEV, Città del Vaticano 2003; M. M. PEDICO - M. MURARO, In preghiera con il Rosario. Lectio - meditatio - contemplatio - oratio dei venti misteri. Presentazione di Corrado Maggioni, Edizioni Monfortane, Roma 2003; S. DE FIORES, Catechesi e meditazione dei 20 misteri, Piemme, Casale Monferrato (AL) 2004; S. M. PERRELLA, «Rosarium Virginis Mariae. Totius Evangelii Breviarium». Il contributo dei Vescovi di Roma Sisto IV- Giovanni paolo II (1478-2003): tra storia e dottrina, «Marianum» 165-166 (2004), 427-554; IDEM, Ecco tua Madre (Gv 19,27). La Madre di Gesù nel magistero di Giovanni Paolo II, 376-401; IDEM, Un tesoro da riscoprire («Rosarium Virginis Mariae» 2002), in G. BORGONOVO - A. CATTANEO (a cura), Prendere il largo con Cristo. Esortazioni e Lettere di Giovanni Paolo II, Cantagalli, Siena 2005, 305-314; S. DE FIORES, Rosario, in Mariologia, 1034-1041; CLARISSE DI CORTONA, Lectio divina sui misteri del Rosario, Queriniana, Brescia 2010; R. BARILE (a cura), Il rosario, Teologia, storia, spiritualità, Edizioni Studio Domenicano, Bologna 2011.
88 Sul contesto e gli spunti innovativi della lettera, cf. D. SORRENTINO, Motivazioni, contesto, spunti innovativi della Lettera apostolica «Rosarium Virginis Mariae», in BARILE (a cura), Il Rosario. Teologia, storia, spiritualità, 19-38.
89 Sul valore della contemplazione, cf I. M. CALABUIG, La Vergine della contemplazione, «Marianum» 159-160 (2001), 11-16. Sul rapporto tra contemplazione e Rosario, cf. M-J. MOUTON-BRADY, Il rosario, preghiera contemplativa del mistero di Cristo con il Cuore di Maria, in S. M. PASINI (a cura), Maria modello di contemplazione del mistero di Cristo, Atti del 3° Colloquio internazionale di Mariologia (Cesena, 9-10 aprile 1999), Edizioni Monfortane, Roma 2000, 115-125; V. BATTAGLIA, Contemplare il Signore Gesù alla scuola di Maria, in CECCHIN (a cura), Contemplare Cristo con Maria, 175-201; C. MAGGIONI, Il Rosario: collaudato metodo di contemplazione, «Consacrazione e servizio» 52 (9/2003), 52-58; J. CASTELLANO CERVERA, Il Rosario preghiera contemplativa, in AA. VV:, Riflessioni sulla Lettera Apostolica, 7-12.
90 Cf. D. SORRENTINO, Il Rosario e la nuova evangelizzazione, Paoline, Milano 2003.
91 M.M. PEDICO, L'impronta biblica del Rosario. in AA VV. Maria di Nazaret. Discepola e testimone della Parola, Centro Studi OSMI, Roma 2009, 73-81.
92 M.M. PEDICO, Misteri della luce. Il carattere biblico, in AA.VV., Maria di Nazaret, 83-91; I misteri della luce nella predicazione dei Padri della Chiesa d'Oriente e d'Occidente, EDI, Napoli 2004.

Inserito Mercoledi 6 Novembre 2013, alle ore 12:44:40 da latheotokos
 
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