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  Maria e l'Eucaristia nei Padri della Chiesa 
Patristica

Piccola Antologia dal libro di Giampiero Casiraghi, La Vergine Maria e l'Eucaristia, San Paolo, Cinisello Balsamo 1990, pp. 47-58.




EPITAFFIO DI ABERCIO
Dava in cibo un pesce di sorgente

«Abercio è il mio nome; sono discepolo d'un casto pastore... Lui mi mandò a Roma a contemplare la reggia, a vedere la regina dal manto e dai sandali d'oro. Qui ho visto un popolo che porta un luminoso sigillo... Avevo con me Paolo. La fede ovunque mi guidava, e ovunque essa mi forniva in cibo un pesce di sorgente, grandissimo, puro, che casta vergine1 ha pescato, e lo distribuiva agli amici da cibarsene in perpetuo. Essa possiede un vino delizioso e lo dà misto con il pane... ».2


EFREM SIRO
    Ci ha dato il pane della vita
«Mangiò il Signore la Pasqua coi suoi discepoli; col pane che spezzò abolì gli azzimi. Il suo pane che vivifica tutto, vivificò i popoli; prende il posto degli azzimi, che davano la vita. La Chiesa ci ha dato un pane vivo al posto degli azzimi, che aveva dato l'Egitto. Maria ci ha dato il pane della vita al posto del pane di stanchezza, che ci aveva dato Eva».3

    Produsse un grappolo il cui vino è dolce
« Si rallegrino i sacerdoti in quella benedetta che curvandosi ha partorito il sacerdote grande divenuto vittima; egli li ha liberati dalle vittime, e nella sua stessa persona divenne vittima placante il Padre suo. Maria dette il dolce frutto agli uomini, in luogo di quel frutto amaro che Eva colse dall'albero: del frutto di Maria ecco che si diletta tutto il mondo! La vite della Vergine produsse un grappolo il cui vino è dolce, e per esso furon consolati dalle tristezze Eva ed Adamo che erano mesti: gustarono essi il farmaco di vita, e da questo furon consolati dalle loro tristezze» (I, 7.10.14).

    La spiga della vita sta stretta fra le mie braccia
« Venite a me, o eletti, o eloquenti partigiani dello Spirito, o profeti, che contemplaste le cose occulte nelle vostre rivelazioni veraci: agricoltori, che seminaste e poi v'addormentaste nella speranza, sorgete, esultate a motivo della messe; poiché ecco, la spiga della vita sta stretta fra le mie braccia, e in essa trovano pane gli affamati e sazietà gl'indigenti. Rallegratevi con me perché io ho ricevuto il manipolo delle allegrezze! » (VII, 7).

    Il frutto di vita che spuntò da lei
«Beata colei le cui beatitudini sono sì grandi, che tutti i popoli s'arricchiscono per il parto di le e del frutto di vita che spuntò da lei, tutti i popoli mangiano senza che venga meno; lei beata, che l'uomo in coniugio non ha conosciuta, e che con la sua prole... rimosse la maledizione dalla stirpe di Adamo! » (VIII, 4).

    Da lei uscì celeste bevanda
« La pietra del Horeb rappresentò un simbolo tuo (o Maria); poiché essa non era scavata, eppure partorì, somministrando la bevanda all'accampamento che moriva di sete. Il tuo mistero raggiunse la pietra e l'arricchì: poiché da te uscì zampillando la celeste bevanda, cui bevendo rimane saziato il mondo per grazia! » (XII, 3) 4


AMBROGIO DI MILANO
    Manna perfetta è il corpo nato dalla Vergine
«Mi domandi perché il Signore Dio ha fatto piovere la manna per il popolo dei nostri padri ed ora non la faccia piovere più. Se te ne rendi conto, la fa piovere, ed ogni giorno la fa piovere dal cielo per chi lo serve. E quella manna materiale si trova oggi in molti luoghi, ma ora il fatto non desta tanta meraviglia, perché è venuta la manna perfetta. Manna perfetta è il pane celeste, il corpo nato dalla Vergine, su cui ti dà sufficienti insegnamenti il Vangelo. Queste realtà quanto più nobili sono delle precedenti? Coloro che mangiarono la manna, cioè quel pane, ti: chi mangia questo pane vivrà in eterno »5.


SAN GIROLAMO
   
La tema ha dato il suo frutto
«"Ti celebrino i popoli, o Dio, ti celebrino i popoli tutti". L'abbiamo detto una volta e non ci avete ascoltato; lo ripetiamo perché acclamiate... Perché lo diciamo insistendo? "La terra ha dato il suo frutto". La terra: santa Maria, che trae origine dalla nostra terra e dalla nostra stirpe... Questa terra ha dato il suo frutto trova nel figlio quanto ha perduto nell'Eden. "La terra ha dato il suo frutto" Prima ha dato il fiore... Il fiore è diventato frutto perché noi lo mangiamo, di esso ci nutriamo... Il figlio nato dalla Vergine, il Signore dall'ancella, il figlio dalla madre, il frutto dalla terra».6


CIRILLO D'ALESSANDRIA

    Ha preso il suo corpo da una donna
«Dato che il Verbo, che procede da Dio Padre, è per sua natura vita, ha reso vivificatrice la propria carne. Per questa ragione à divenuto per noi benedizione (eucaristia) vivificatrice. Cristo infatti disse "In verità, in verità vi dico: io sono il pane vivo, che è disceso dal cielo e che dà la vita al mondo" (Gv 6,51). E ancora: "Il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo" (ivi). Ed inoltre: "Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, dimora in me e io in lui (Gv 6,56). Rifletti bene come ciò che ha ricevuto da una donna egli lo chiama suo corpo per una unione intima e profonda ».7


PROCLO DI COSTANTINOPOLI
    
O tempio, in cui divenne sacerdote!
«O seno, nel quale fu composto l'atto della nostra liberazione! O ventre, nel quale furono foggiate le armi contro il demonio! O campo, nel quale il coltivatore dell'umana natura fece germogliare senza seme la spiga! O tempio, in cui Dio divenne sacerdote, non col mutare natura, ma con l'indossare per la sua misericordia colui che è secondo l'ordine di Melchisedek!».8


SAN GIOVANNI CRISOSTOMO
    Non lo vedi in braccio a una donna, ma al sacerdote
«Accostiamoci a lui con fervore e ardente carità e non temeremo il castigo... Questo corpo, benché adagiato in una mangiatoia, lo adorarono i magi. Uomini senza religione e stranieri che, lasciato il proprio paese e la propria casa, percorsero un lungo cammino e, avvicinandosi con rispetto e timore, lo adorarono. Noi, almeno, imitiamo questi stranieri, noi, cittadini del cielo. I magi infatti si avvicinarono con grande timore e videro il bambino in una mangiatoia, in un tugurio, senza capire nulla di quanto tu ora capisci. Tu lo vedi non in una mangiatoia, ma sull'altare; non lo vedi in braccio a una donna, ma al sacerdote che sta ritto, in piedi, e allo Spirito Santo che vola con grande abbondanza sulle oblazioni».9


BASILIO DI SELEUCIA
    La materna intercessione di Maria
«Se Pietro fu detto beato (Mt 16, l. 7) e gli furono affidate le chiavi del regno dei cieli, come non sarà sopra tutti proclamata beata colei che fu fatta degna di partorire colui che Pietro confessò? Se Paolo fu denominato vaso di elezione (At 9,15) per aver portato e predicato in ogni parte della terra il venerando nome di Cristo, quale vaso sarà mai la Madre di Dio, che non contenne la manna a guisa dell'anfora d'oro, ma contenne nel grembo il pane celeste che viene distribuito ai fedeli come alimento e come vigore? ».10


GIACOMO DI SARUG
    Vite intatta, il cuii vino rallegra il creato
«O Maria, tu sei benedetta tra le donne e piena di ricchezza...Vergine pura e madre... Nube di misericordia, che porta le speranze di tutto il mondo. Per te alla terra desolata fu donata la pace; nave di ricchezze, per mezzo della quale il tesoro del Padre fu inviato sulla terra ai miseri e li arricchì; campo che hai dato la messe senza il lavoro dell'aratro; e questa messe ha saziato la fame del mondo intero. Vite intatta che, pur non potata, ha dato grappoli, il cui vino, ecco, rallegra il creato che era nella tristezza; figlia di poveri, madre del solo ricco, i cui tesori, ecco, son profusi ai mendicanti per arricchirli ».11


ABRAMO DI EFESO
   
Campo ricco che produsse la spiga
«È cosa degna dunque, o fratelli, celebrare la Vergine Genitrice di Dio. E chi può lodarla? È stata fatta Madre di Dio, infatti, madre che rimane vergine nello stesso tempo; talamo del grande re, tesoro di benedizione, gioia del mondo, vigna che germinò il tralcio della vita, sposa vergine, campo ricco che produsse la spiga cresciuta senza che fosse coltivata e che nutrì l'universo intero con il pane di vita confezionato dal suo frutto; sorgente che fa scaturire un'onda eterna; verga nata dalla radice di Iesse, dalla quale germogliò un fiore che invade la creazione intera con il suo gradito profumo; arca che racchiude in se tutto il legislatore ».12


GREGORIO MAGNO
    Betlemme, casa del pane
«Il Signore nasce a Betlemme: poiché Betlemme vuoi dire casa del pane. Egli infatti è colui che dice: "Io sono il pane vivo che viene dal cielo" (Gv 6,41). Il luogo dunque dove nasce il Signore, già prima che egli nascesse, fu chiamato casa del pane, perché doveva manifestarvisi nella carne colui che avrebbe saziato gli eletti di cibo spirituale. Ed egli nacque non in casa sua, ma per la via, per far capire ch'egli, assumendo la natura umana, nasceva in una veste che non era la sua. Non era sua, s'intende, perché, essendo Dio, la sua propria natura è la divina. La natura umana gli apparteneva, perché Dio è padrone di tutto, e perciò sta scritto: "Venne a casa sua" (Gv 1,11). Nella sua natura divina ci stava, prima dei tempi, nella nostra ci venne in un'epoca della nostra storia ».13


PSEUDO GREGORIO TAUMATURGO
   
Nella mangiatoia fu posto un pane celeste
«"Ora mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo" (Lc 2,4-7)...Sulla mensa degli animali fu posto un pane celeste, per partecipare agli uomini un mistico cibo».14


ANDREA DI CRETA
    Il frutto dal quale deriva il pane di vita
«Veramente benedetta sei tu, paradiso spirituale del vivificante legno della salvezza, che hai dentro di te proprio il giardiniere dell'Eden, Cristo, che è contemplato figurativamente in te: il quale, provenendo con potenza ineffabile a guisa di fiume dal tuo seno j generatore di vita, irriga con quattro sorgenti la faccia della terra mediante il Vangelo. "Benedetta tu fra i le donne e benedetto il frutto del tuo seno"...: frutto, dal quale deriva per l'offerta il pane di vita, corpo È' del Signore, ed è presentato il calice dell'immortalità, bevanda salvatrice ».15

    La Madre di Dio è la tavola mistica
«Colei che ha generato secondo la carne la Sapienza stessa, ora propriamente la imita e presenta benevolmente per il convito tutta se stessa come una tavola mistica e celeste, preparata per coloro che sono iniziati spiritualmente alle cose divine: non immolando vittime o versando bevande fuori dalla coppa come una volta erano quelle sacre vittime e quella coppa accoglitrice del nettare divinamente perfetto, ma presentando manifestamente le visioni veramente divine ed eccelse dei misteri che la riguardano. Invitando quindi ad esse noi che ci siamo qui raccolti ella, l'iniziatrice della festa, da se stessa manifesta proprio da qui quanto è grande la casa della Sapienza e in certo modo mostra se stessa come tavola santissima, perché ha portato nel suo seno provvidenzialmente tutto intero il pane vivificante, Gesù Cristo nostro Signore e Dio, vita eterna, sostenitore della creazione, reso pane dal lievito della pasta di Adamo: il pane, che eleva ad una vita più nuova coloro che sacralmente si accostano ad esso e li rende divinamente perfetti, proprio nel modo in cui li purifica e li rende immortali, essendo diventati affini a lui secondo la partecipazione alla nuova e reale comunanza con lui ».16

    Il tuo grembo si fece mensa
« O Madre di Dio, il tuo grembo si fece mensa santa, per custodire il pane celeste, del quale chiunque ne mangerà non morrà, secondo quanto disse Colui che nutre tutti... ».17


GIOVANNI DAMASCENO
    Nello stesso modo il Signore prese carne da Maria
«Il corpo rimane veramente unito alla divinità, quel corpo che nacque dalla Vergine Maria, non perché, essendo asceso al cielo, scende dal cielo, ma perché il pane e il vino si cambiano nel corpo e nel sangue di Dio. Se ti domandi come questo avvenga, accontèntati di sapere che avviene per opera dello Spirito Santo, nello stesso modo con cui il Signore, per opera dello Spirito Santo, prese carne per sé e in sé dalla santa Madre di Dio ».18


HOROLOGION DELLA CHIESA GRECA
    In preparazione alla Comunione
«Sposa benedetta di Dio, terra fertile dalla quale è germogliata senza seme la spiga della salvezza del mondo, rendimi degno di mangiarne e di salvarmi. O santissima mensa del pane della vita, disceso dal cielo per misericordia elargendo al mondo la vita novella, fammi degno di gustarne e di vivere. O Madonna, accoglimi con pietà, e dammi la tua misericordia; conservami senza macchia per ricevere la perla preziosa e santificarmi. Maria, Madre di Dio, abitacolo della benevolenza divina, per le tue preghiere fa' di me un eletto strumento degno di prendere parte alle cose sante del tuo Figlio».19

NOTE
1 Gli autori che commentano e studiano questo epitaffio non sono concordi nella identificazione della vergine. Alcuni vi scorgono Maria, altri la Chiesa, ambedue madri del corpo di Cristo e dell'eucaristia.
2 Epitaffio di ABERCIO, vv. 3,7-9, 12-16 *fine sec. II
3 EFREM SIRO, poeta e scrittore, Inni e Sermoni, I, Inni degli azzimi, VI, 4-7.
4
EFREM SIRO, poeta e scrittore, Inni e Sermoni, II, Inni alla Vergine, I, 7.10.14, VII,7; VII,4; X11,3 *306-373.
5 AMBROGIO DI MILANO, vescovo, Lettere, VIII, lett. 54,1 *339C-397.
6 GIROLAMO Dl STRIDONE, sacerdote, Trattato sul Salmo 66 347-420.
7 CIRILLO DI ALESSANDRIA, vescovo. Apologia contro i vescovi orientali, 11.
8 PROCLO Dl COSTANTTNOPOLI, vescovo, Omelia I sulla Madre di Dio, 3 *fine sec. IV-446.
9 GIOVANNI CRISOSTOMO, vescovo di Costantinopoli, Omelia sulla I Corinzi, 24,5 *354c-407.
10 BASILIO Dl SELEUCIA, vescovo, Omelia sulla Madre di Dio, 6 *fine secolo.
11 GIACOMO Dl SARUG, vescovo, Omelie manologiche, morì nel 521.
12 ABRAMO DI EFESO, vescovo, Omelia sull'Ipapante, 9 *VI sec.
13 GREGORIO MAGNO, papa, Omelia 1,8 *540-604.
14 PSEUDO-GREGORIO TAUMATURGO, Omelia I sull'Annunciazione *tra VI e VII secolo.
15 ANDREA DI CRETA, vescovo, Omelie mariane, V 660C-740.
16 ANDREA Dl CRETA, vescovo, Omelie mariane, VI 660C-740.
17 ANDREA Dl CRETA, vescovo, Canone della Messa di Pentecoste, *660C-740.
18 GIOVANNI DAMASCENO, monaco, Sulla fede ortodossa, IV, 13 *seconda meta sec. VII 749C.
19 Preghiera anonima, dall'Horologion della Chiesa greca *sec. X.

Inserito Martedi 1 Luglio 2014, alle ore 9:09:16 da latheotokos
 
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DOTTORE IN S. TEOLOGIA CON SPECIALIZZAZIONE IN MARIOLOGIA
DOCENTE ALL'ISSR "SAN LUCA" DI CATANIA

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