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  Maria, ''Santuario dello Spirito'' 
Patristica

Un articolo di Paolo Riva in "La Madonna della Neve", n. 10/2015, pp.28-29.



Un titolo che esce dalla penna di Isidoro di Siviglia - Ultimo Padre della Chiesa e patrono di internet - Ricerca il significato del nome Maria - Ne studia le somiglianze con la vergine e madre Chiesa - Indaga sulla fine terrena della madre del Signore.

Nel corso del VII secolo la Spagna cristiana espresse il meglio della pietà mariana in Occidente. La sua liturgia, detta mozarabica, celebrava la Vergine come modello della Chiesa. E pensando al battesimo amministrato ai catecumeni nella veglia pasquale, si proclamava: «Oggi, attraverso una nascita bella come il chiarore dell'alba, i figli della luce vengono generati, per mezzo della grazia, dalla madre Chiesa, la quale porta in sé impressa l'immagine della madre vergine, che divenne feconda senza l'intervento dell'uomo». Una delle voci più significative ed eloquenti di questo periodo è quella di Isidoro di Siviglia (636). Nato intorno al 560, risentì molto l'influsso del fratello Leandro, eletto vescovo di Siviglia nel 584, che chiamava la Vergine «Madre dell'incorruttibilità». Anche Isidoro fu eletto vescovo della stessa città. Nel 633 presiedette il IV concilio di Toledo, decisivo per l'unificazione della disciplina liturgica in Spagna e per la redazione di una formula di fede trinitaria e cristologica tra le più chiare e precise. Le sue opere ebbero un enorme influsso sulla cultura medievale. Considerato l'ultimo dei Padri della Chiesa in Occidente, Giovanni Paolo II lo ha designato nel 2002 come patrono di Internet e di chi ci lavora, essendo considerato l'autore della prima enciclopedia mai scritta. Nei suoi scritti si accorda un notevole spazio alla dottrina mariana. Tra l'altro giustifica l'uso di diversi titoli mariani e prende posizione su un problema che incominciava a suscitare un certo interesse: quello della fine terrena di Maria.

Signora e illuminatrice

In uno dei suoi libri sulle Etimologie, Isidoro attribuisce tre significati al nome di Maria: «Maria significa Illuminatrice o Stella del mare; essa infatti generò la luce del mondo. In lingua siriaca invece Maria significa Signora, e giustamente, dal momento che essa generò il Signore del mondo». Questa interpretazione ebbe una fortuna straordinaria, diventando fonte di ispirazione nella letteratura omiletica e devozionale. Nel De ortu et obitu Patrum, Isidoro aggiunge tutta una serie di titoli di ispirazione biblica: «Maria, che significa Signora e Illuminatrice, è l'illustre discendente di Davide, la verga di Iesse, il giardino chiuso, la fonte sigillata. La madre del Signore, il tempio di Dio, il sacrario dello Spirito Santo, la Vergine santa, la Vergine feconda, vergine prima del parto, vergine dopo il parto. Essa ricevette il saluto dell'angelo; conobbe il mistero della concezione; chiese informazioni sulla modalità del parto e non considerò contrario alla natura l'ossequio della fede». Niente di nuovo, salvo il titolo di «sacrario dello Spirito Santo»: del resto Isidoro dedica un'attenzione notevole al rapporto tra lo Spirito Santo e Maria. Egli lo considera la sorgente primordiale della sua pienezza di grazia e santità: «A ragione Maria, la madre vergine del Signore, viene chiamata terra... Questa terra è stata irrigata dallo Spirito Santo» (Quaestiones in Genesim). Quanto alla questione sulla fine della vita terrena di Maria, ecco quanto scrive sempre nel De ortu et obitu Patrum: «Alcuni dicono che Maria abbia lasciato questa vita per la cruda sofferenza del martirio, per il fatto che il giusto Simeone, tenendo Cristo nelle sue braccia, avrebbe fatto una profezia quando disse alla madre: Una spada trapasserà la tua stessa anima. Ma non è sicuro se abbia voluto parlare di una spada materiale oppure abbia inteso la parola di Dio, che è più forte e tagliente di ogni spada a due tagli. Comunque nessuna speciale narrazione storica informa che Maria sia stata uccisa con il supplizio della spada, dal momento che non si legge nulla, neppure a proposito della sua morte. Tuttavia alcuni dicono che il suo sepolcro si trova nella valle di Giosafat». Dunque il vescovo spagnolo non ha alcun dubbio riguardo la morte della Vergine, anche se si astiene dal fare ipotesi sul modo con cui questa sarebbe avvenuta.

Verginalmente generati

Nel suo libro sulle Allegorie, Isidoro ricorre continuamente a immagini e simboli attinti alla sacra Scrittura. La Vergine santa è presentata come la figura per eccellenza della Chiesa; anzi, in certo qual modo essa è la Chiesa in persona. Maria però possiede delle caratteristiche personali proprie e uniche, grazie alle quali esercita una causalità efficiente sulla Chiesa stessa. Abbiamo così un duplice parallelismo. Il primo si applica alla nascita della Chiesa. Maria è come una terra nuova, una terra vergine, dalla quale è nato Cristo, il fondatore della Chiesa. Questa invece è nata dal costato aperto del Redentore sulla Croce. Il secondo confronto riguarda la fecondità verginale, in virtù della quale Cristo nasce da Maria e i figli di Dio nascono dalla Chiesa: «Maria significa la Chiesa la quale, essendo sposata a Cristo, ci ha concepito verginalmente per opera dello Spirito Santo e altrettanto verginalmente ci partorisce». L'azione materna di Maria precede dunque quella Pagina delle Etimologie di S. Isidoro di Siviglia con la mappa del mondo conosciuto. della Chiesa; anzi si propone a quest'ultima come tipo e norma della sua funzione generatrice sacramentale nei confronti dei cristiani. Ma Isidoro chiama Maria madre del nostro capo Cristo, che divenne il prototipo degli uomini vergini, mentre ella lo sarebbe delle donne vergini. Così scrive nel De ecclesiasticis offìciis: «Quanto al Nuovo Testamento, Cristo è il capo degli uomini consacrati nella verginità, mentre Maria sarebbe il capo delle donne vergini. Essa è la loro autrice; la madre del nostro capo, che è figlio della Vergine e sposo delle vergini».

 

Inserito Lunedi 11 Gennaio 2016, alle ore 22:35:15 da latheotokos
 
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DOTTORE IN S. TEOLOGIA CON SPECIALIZZAZIONE IN MARIOLOGIA
DOCENTE ALL'ISSR "SAN LUCA" DI CATANIA

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