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  Maria modello di donna libera  
Donna

Da Sr. Tiziana Longhitano, Maria modello umano-cristiano. Prospettive antropologiche, UPM, Grottaferrata 2017-2018. pp. 6-7.



I Padri ora parlano di modello in senso morale, ora in senso essenziale: Gregorio di Nissa spiega come la persona che è diventata «veramente a immagine di Dio, e per nulla difforme dalla impronta di Dio, [di conseguenza] ne porta i segni, e per somiglianza si accorda completamente col modello, adornando la propria esistenza con l'incorruttibilità, l'immutabilità e l'assenza di ogni traccia di vizio»18. Ciò nonostante, vorrei dimostrare che la libertà di Maria non si esprime nella scelta morale tra il bene e il male o tra il bene e il meglio. Non solo: scelta da Dio, sceglie Dio accogliendone le conseguenze.
Il Vangelo dell'annunciazione ripreso in Luca, richiama gli annunci veterotestamentari riguardo a nascite prodigiose (Isacco, Samuele) ma anche i racconti di vocazione (Abramo e Samuele)19; perciò il vangelo di Luca non dice che sta accadendo qualcosa di mai sentito prima, ma che niente è impossibile a Dio e rende nota a Maria la sua missione; non le viene svelata totalmente, le si dice soltanto che Dio potrà vivere in lei se lei vorrà.
È un invito non un'imposizione; Maria accetta una chiamata alla quale è libera di rispondere accogliendo il dono che Dio le sta facendo in una reciprocità relazionale nella quale si incontrano due libertà: quella di Dio e la sua. Dio lascia che la vita si espanda autonomamente, accompagnandola, ma rendendola indipendente. Quella di Maria non è un'accoglienza passiva; è libertà attiva, di tipo ontologico-relazionale perché la fa partecipe del bel progetto dell'amore trinitario. Luigi Sartori ha scritto: «È vero che la Bibbia non può concepire un uomo autonomo, libero cioè di costruirsi i propri piani di azione (teoria) e di attuarli (prassi). Ma è altrettanto vero che l’uomo non è nemmeno solo esecutore; a lui compete di articolarsi con Dio anche nella fase di ideazione e di decifrazione del piano divino. In ogni caso la storia resta aperta; il novum creativo è costante. Il già dato e realizzato porta certamente con sé linee essenziali e permanenti che comandano ogni passo; ma non è esaustivo della creatività»20.
Per questo Egli ci ha creato "persone" cioè esseri ontologicamente aperti alla relazione reciproca con tutte le possibilità di amare, e per amare occorre essere liberi. Lei sceglie Dio! Sceglie di realizzare in piena libertà quel dono che lei stessa ha ricevuto e che la fa essere ciò che è. La sua stessa libertà è dono e possibilità offerti dal Creatore all'umanità al fine di portare l'esistente al proprio compimento perciò Maria, aprendosi a Dio, permette la trascendenza della creazione. 2Cor 3, 17-18: «Il Signore è lo Spirito e dove c’è lo Spirito del Signore c’è libertà. E noi tutti, a viso scoperto, riflettendo come in uno specchio la gloria del Signore, veniamo trasformati in quella medesima immagine, di gloria in gloria, secondo l’azione dello Spirito del Signore».
Perciò a Maria non vengono date certezze umane: dovrà scegliere liberamente Dio e fidarsi dello Spirito Santo in lei. È lo Spirito il compagno consolatore, nelle perplessità, nelle valutazioni e nei raccoglimenti. Maria si fida di Dio e gli si affida. Ne viene nuova creazione e creatività; Egli non è fabbricatore, ma vivificante e ri-creatore: «sta scritto che il primo uomo, Adamo, divenne un essere vivente, ma l'ultimo Adamo divenne spirito datore di vita» (1Cor 15,45; cf Gen 2,7).

In Maria si vede una donna vera, libera, tipo di ogni discepola e di nuova umanità. Le ragazze del suo tempo non erano ammesse allo studio della Torah e i Sefarim21 (i libri) erano ben custoditi nelle sinagoghe e insegnati solo ai figli maschi (Dt 11, 19). Maria era una ragazza ebrea e una valanga di giudizi la mettevano dinanzi ad una debolezza creduta insita nella sua natura di donna. Ma quando l'angelo le rivolge l'Ave quella storia di miseria non ha più motivo di proseguire. L'annuncio è diretto ad una donna; è lei l'interlocutrice, non un uomo. Maria, nel rispondere all'angelo si mostra indipendente, non consulta gli uomini di casa, come avrebbe dovuto fare una giovane donna del suo tempo. È lei che darà il nome al bambino, non il padre. In quel dialogo Maria sembra disorientata «come può accadere…?» (Lc 1, 34), ma si abbandona a Dio con prontezza – «avvenga di me secondo la tua parola» (1, 38) – appena le viene data una spiegazione… non dei dettagli della vicenda, ma della presenza di Dio «la sua ombra ti coprirà» (1, 35). Lo Spirito si dona in un grembo, Egli rende feconda la vita, la creazione, la creatura: in Maria sono visibili gli effetti dello Spirito nella persona umana. Lei è già stata scelta: «una creatura verso la quale Dio si china amorevolmente» in una kenosi che non chiede di essere interpretata nel senso dell'annullamento, ma nel senso pieno del dono di sé. «"Si" china! Vale a dire: nel dono preveniente Dio stesso si dona come donatore. Nel dono Egli è presente in colei che lo riceve, in Maria»22.

Maria nei secoli diventa tipo, figura collettiva, poiché in lei si manifesta esemplarmente ciò che appartiene a tutto il popolo, raffigura la comunità d'Israele, ma anche quella ecclesiale poiché in Lei, come in un punto, convergono tutto il passato e tutto il futuro Israele, la Chiesa e ciò che è chiamata ad essere nel mondo e fra i popoli. Ma è Maria, prima d'essere altro: figlia di Sion, icona del discepolato, figura della Chiesa o modello della donna… sono simboli, segni che le vengono attribuiti (dal sensus fidei fidelium)23. Il fatto di essere madre di Gesù ha attratto attorno alla sua persona immagini originarie/archetipe e iconiche che ne hanno esaltato l'unicità rendendola diversa rispetto a tutto ciò che pensiamo di una discepola, di una apostola, di una donna… la sua maternità da una parte l'ha fatta simile alle madri, dall'altra l'ha resa unica, poiché ha impresso in lei qualcosa di singolare in quanto ha vissuto una intimità unica con suo figlio/il Figlio. In prospettiva antropologica lei suggerisce che la missione umana fondamentale è essere se stessi, indicando il primato dell'essere sul fare, della Parola sulle parole: «Lei ci insegna che ciò che conta è essere e vivere, non dire e ripetere parole»24.

Il fatto resta. Maria apre un nuovo orizzonte per l'umanità: l'ora in cui il Verbo si fa carne. In quel lei dona se stessa, si esprime con grande indipendenza e creatività poiché non propone il modello standard della donna del suo tempo. Come a Maria, occorre anche a noi «una grande sensibilità e apertura al nuovo per cogliere gli inviti che Dio continuamente ci fa attraverso persone, emozioni e situazioni della nostra esistenza»25.

 

 

NOTE
18 Vita Moysis II, 318. Il testo nelle parentesi quadre è stato aggiunto per rendere esplicito il pensiero.
19 Un segnale è dato dall'interrogativo che rivolge all'annunciatore: «come sarà possibile ciò?» (v. 34). Luca ripropone la stessa domanda fatta in occasioni di annuncio, come accade alla nascita di alcuni inviati di Dio (cf la nascita di Sansone in Gdc 13,1-7).
20 L. SARTORI, Per una teologia in Italia, Scritti scelti a cura di R. TURA, vol. II, Messaggero, Padova 1997, 22-23.
21 La donna perfetta nella tradizione ebraica viene cantata in Proverbi 31, 13-31.
22 Entrambe le citazioni sono di G. GRESHAKE, Maria-Ecclesia…, Queriniana, Brescia 2017, 400.
23 A. MAGGI, Nostra signora degli eretici. Storia di Maria di Nazaret, Garzanti, Milano 2016: in questo testo viene messo in evidenza che nel Vangelo di Giovanni sono tre le persone alle quali si rivolge Gesù chiamandole «donna» e l'autore interpreta simbolicamente: «La madre, la comunità-sposa dell'antica alleanza, che si è conservata fedele a Dio; la samaritana, la sposa adultera (adulterio=idolatria), che torna allo sposo; Maria Maddalena, la comunità-sposa della nuova alleanza», queste donne decidono una svolta, simbolica e reale nello stesso tempo, attraverso la quale si realizza un passaggio significativo al nuovo popolo che segue Gesù poiché l'antico è compiuto.
24 C.M. MARTINI, Donne protagoniste. Figure evangeliche, Ancora, Milano 2002, 13.
25 A. MAGGI, Nostra signora degli eretici. Storia di Maria di Nazaret, Garzanti, Milano 2016. Le parole riportate sono riprese nell'Introduzione del testo tratto dal formato Kindle.

 

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Inserito Giovedi 30 Agosto 2018, alle ore 11:01:56 da latheotokos
 
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