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  Le apparizioni di Medjugorje: un caso mariofanico singolare 
Mariofanie

Dal libro di Salvatore Maria Perrella, La"Benedetta" e il "Maledetto". Tra mariofanie e demonologia, San Paolo, Cinisello Balsamo 2018, pp. 160-168.



Il "caso Medjugorje" è oggi abbastanza noto al pubblico, seppur con molta imprecisione. Riassumiamone celermente i fatti1.
A partire dal 24 giugno 1981 nel villaggio di Medjugorje, in Bosnia-Erzegovina, nella ex Jugoslavia e in diocesi di Mostar-Tuvno, dando credito alle dichiarazioni dei sei giovani veggenti Ivanka Ivankovi, Mirjana Dragievi, Vicka Ivankovi, Ivan Ivankovi, Milka Paviovi e Ivan Dragievi (c'e da dire che i veggenti Marija Paviovi e Jakov Colo tutt'ora parte dei 6 veggenti si sono aggiunti il giorno dopo, il 25 giugno 1981 e Milka Pavlovi e Ivan Ivankovi sono "usciti" dal gruppo dei veggenti), la Gospa, cioè "Nostra Signora", avrebbe iniziato ad apparire loro definendosi "Regina della pace", chiedendo ad essi e anche tramite suoi messaggi che ancora oggi continuano, un ritorno convinto alla fede, verace conversione, assidua preghiera e digiuni, continua invocazione della pace. Per la piena comprensione del "caso Medjugorje" bisogna tenere in debito conto ciò che soggiace ai fatti stessi: cioè la spinosa e tormentata questione del "caso erzegovinese"; vale a dire la persistente e acre incomprensione fra clero regolare e secolare, che ancora persiste. Medjugorje, inoltre, si segnala anche per la questione dei cosiddetti "dieci segreti" che la Gospa, la Vergine Maria, avrebbe confidato ai veggenti2.
Per quanto riguarda le modalità, il tenore e i contenuti dei messaggi - ormai migliaia! -3 vere e proprie comunicazioni celesti che, a dire dei veggenti, si susseguono ininterrottamente a partire dal primo giorno delle presunte mariofanie, essi vanno valutati tra semplicità evangelica e banalità mass-mediale: la discriminante decisiva sarà la verità o meno delle apparizioni. Certo un numero così imponente di messaggi fa sorgere qualche perplessità anche nei più devoti, per poi chiedersi: perché tanti messaggi se, in fondo, si ripetono sempre "le stesse cose"? Quest'ultima è un'osservazione fondata. Infatti gli oltre mille messaggi pubblici che la "Regina della Pace" ha dato in questi anni tramite i veggenti non fanno che richiamare una sola fondamentale realtà: la necessità di convergere seriamente a Dio. Non si dimentichi, però, che la ripetizione, al di là delle apparenze e della patologia medica (pensiamo alle fobie, che sono una forma ossessiva e immutabile di ripetizione di gesti e/o parole), è una modalità relazionale umana fondamentale che abbraccia l'intero arco della vita e delle relazioni interpersonali con se stessi, l'altro e l'Altro.
Per questo e per altri fenomeni legati fra loro, ma non conosciuti pienamente dai più, su tale supposto e misconosciuto evento mariofanico di Medjugorje, tuttora ancora sub iudice, si getta, spesso aprioristicamente, credito e discredito - si afferma con vigore e nettezza: è tutto falso5; no, è tutto vero!6 -, registrando, nonostante gli oltre trent'anni dal suo asserito inizio, la continua persistente attenzione di fedeli, di curiosi, di mass-media. I due vescovi che si sono succeduti nella diocesi hanno costituito delle Commissioni per indagare sui fatti; ma ufficialmente non abbiamo pronunciamenti, a parte le dichiarazioni negative - a titolo personale - dei due presuli. Nel 1991 la conferenza episcopale dell'ex Jugoslavia dopo aver indagato il fenomeno ha pubblicato la Dichiarazione di Zara, unico atto ufficiale della Chiesa sui "fatti di Medjugorje", rilasciata in occasione della sessione ordinaria tenutasi a Zara (Croazia) dal 9 all'11 aprile 1991, secondo cui: «Sulla base delle ricerche condotte finora non si può accertare che si tratti di apparizioni e rivelazioni soprannaturali».
L'Osservatore Romano di giovedì 18 marzo 2010 ha dato notizia della creazione di una commissione d'inchiesta presieduta dal cardinale Camillo Ruini, composta da cardinali, vescovi, teologi ed esperti. L'iniziativa, voluta per espressa volontà di Benedetto XVI su richiesta di molti membri dell'episcopato e del mondo cattolico, è stata incaricata di interpellare veggenti, testimoni e protagonisti delle presunte apparizioni, studiando anche la grande documentazione accumulatasi nel tempo, lavorando in maniera riservata per poi sottoporre l'esito della scrupolosa indagine sia a papa Francesco, sia alla Congregazione per la Dottrina della Fede. Il lavoro della commissione pontificia, che ha riguardato sia i "presunti fatti mariofanici", sia il proporre indicazioni pastorali, si è concluso il 14 gennaio 20147.
Il lavoro della "Commissione Ruini" è stato più volte considerato dal Pontefice "molto molto buono". E, in occasione del suo viaggio a Fatima nel maggio 2017 - primo centenario delle apparizioni di Fatima (1917-2017) - per la Canonizzazione dei pastorelli Giacinta e Francesco Marto8, egli, fra la sorpresa generale, nell'intervista aerea ha evidenziato alcuni dubbi nella Congregazione della Dottrina della Fede che hanno indotto a inviare l'intera documentazione sul "caso Medjugorje" compresi i pareri al testo approntato nel 2014 dalla "Commissione Ruini" una volta terminata la sua indagine, ai membri del dicastero. Papa Francesco ha poi riassunto gli orientamenti proposti dalla Commissione voluta dal Papa emerito:

Sulle prime apparizioni - ha detto papa Bergoglio -, quando i veggenti erano ragazzi, il rapporto più o meno dice che si deve continuare ad investigare. Circa le presunte apparizioni attuali, il rapporto ha i suoi dubbi. Io personalmente sono più "cattivo": io preferisco la Madonna madre, nostra madre e non la Madonna capo-ufficlo telegrafico che tutti i giorni invia un messaggio a tale ora... questa non è la mamma di Gesù. E queste presunte apparizioni non hanno tanto valore. E questo lo dico come opinione personale, Ma chi pensa che la Madonna dica: "Venite che domani alla tale ora dirò un messaggio a quel veggente"; no. [Nel rapporto Ruini si] distinguono le due apparizioni9.

Queste parole sembrano essere un'accusa e una presa di posizione inappellabile sulla credibilità dell'evento mariofanico, sulla linea negativa, espressa e più volte reiterata, a titolo personale, dal vescovo di Mostar, mons. Ratko Peri10. In verità, prima ancora di papa Francesco, era stato proprio il vescovo Peri a far praticamente conoscere il contenuto delle conclusioni cui era giunta la "Commissione Ruini", attraverso una durissima dichiarazione, il 26 febbraio 2017, con la quale ribadiva la sua assoluta contrarietà anche agli eventi originari del fenomeno tuttora in corso (dichiarazione che era presente sul sito della diocesi, ma ad oggi la pagina internet risulta non più consultabile). Ma papa Bergoglio, a nostro modesto avviso, ha in un certo modo - ricordiamoci il "genere letterario di un'intervista"! -11 fatto chiarezza su due aspetti.
In primo luogo, egli ha spiegato che la "Commissione Ruini" ha sezionato il caso in questione in due segmenti: una prima parte riguardante le sette apparizioni iniziali (giugno 1981), il nucleo fondativo, definiamolo così, che è sembrato credibile alla Commissione nel racconto fatto dai veggenti sotto giuramento. L'altra parte, vale a dire il seguito delle presunte apparizioni che ancora continuerebbero, ha lasciato assai dubbiosa la Commissione12. Questo sezionamento in due segmenti ha la sua plausibilità teologica nella già richiamata distinzione tra rivelazione fondante e rivelazione dipendente: come essa è applicabile alla Rivelazione, così è parimenti applicabile alle "rivelazioni private". Papa Francesco - ha osservato il teologo Pierangelo Sequeri - ha dunque confermato seppure

in termini colloquiali e - per ora - in forma personale che il tema non è affatto disatteso, al più alto livello dell'autorità magisteriale. E ha indicato semplicemente i punti salienti che, nella sua percezione attuale, orientano le sue considerazioni: la genesi carismatica di questa devozione è certamente degna di approfondimento, la storia della sua recezione e interpretazione suscita qualche motivata perplessità, gli effetti di conversione e di vita cristiana che tutt'ora la accompagnano sono un fatto che non può essere negato. É dunque, un tema pastorale autentico che merita sin d'ora la sollecitudine e la cura della stessa Sede apostolical3.

In secondo luogo, papa Francesco ha richiamato la centralità del paradigma dell'incontro: per papa Bergoglio, Maria è la "donna del santo incontro"14. Ciò implica che è la capacità intrinseca di essere e generare incontro, relazioni, rapporti, comunione personale a declinare l'autenticità evangelica o meno di una presunta rivelazione privata a carattere mariano (e non solo). Si tratta di un incontro che, come quelli del Gesù terreno e del Signore risorto, dà la possibilità di cambiare, trasformare, ricostruire la vita, in modo del tutto gratuito. Si tratta di un incontro che apre alla santità. Questo tipo di incontro ha la preminenza assiologico - valoriale su qualunque "messaggio" o "segreto", che rappresenta sempre un elemento secondo (anche se non secondario), derivato, motivato dall'incontro stesso, dalla sua realtà, qualità e profondità. In quanto elemento secondo, qualunque "messaggio" o "segreto" non può mai sostituire l'esperienza dell'incontro, ponendosi esso stesso come causa e relegando quest'ultima al livello dell'effetto. Per questi stessi motivi, l'elemento del "messaggio" e/o del "segreto" non dice nulla riguardo l'identità cristiana, essendo quest'ultima il frutto benedetto dell'incontro con il Crocifisso-Risorto, con la sua Parola, con la sua Chiesa, con i suoi Amici e Amiche benedetti, tra cui spicca la sua santa Madre (cfr. Lumen gentium 52).
Ecco allora che si spiega, dunque, la presenza dal febbraio 2017 dell'arcivescovo Henryk Hoser inviato dal Papa a Medjugorje per sondare, stüdiare e proporre una pastorale a favore dei milioni di pellegrini che hanno diritto di non essere lasciati in balia delle agenzie turistiche nel loro andare in quel luogo. Va ricordato, come ha fatto in maniera chiara il Pontefice, che al fenomeno in questione è legata una grande devozione di popolo che ha portato, per grazia di Dio, anche a numerose conversioni, vocazioni, ritorni al Vangelo e alla Chiesa. Per cui è necessario preservare i fedeli dalla banalizzazione, dalla superstizione, dalla superficialità, dall'incontro episodico e non performativo con la Madre di Gesù, per istradarsi, mediante la mediazione materna di lei, ad avere un incontro salutare, stabile e permanente col Figlio e col suo Vangelo, divenendo via via vere anime ecclesiali: ecco l'intervento della Chiesa nei suoi pastori! Papa Francesco con quest'iniziativa ha inteso salvaguardare a Medjugorje l'habitat e il modus della genuina preghiera cristiana, che deve essere il più cristallino possibile. Molti attendono quasi con ansia un responso della Santa Sede circa la veridicità degli eventi asseriti a Medjugorje. Il Papa non ha annunciato quando e in che modo si giungerà a una decisione; ha però detto che, una volta concluso l'incarico dell'arcivescovo Hoser, «si dirà qualche parola!». Papa Francesco è ben consapevole che non si debba correre troppo, e che il vivere genuinamente la fede come Maria è molto più importante del fenomeno stesso delle sue vere visite! Egli ci chiede nel frattempo di avere fiducia!

A tal riguardo, ci sovvengono alla mente alcuni pensieri espressi anni addietro dal teologo A. Oddone, e che riteniamo assai attuali in ordine al curioso e controverso caso Medjugorje: dinanzi a tali fenomeni che eccedono le nostre facoltà cognitive, non sappiamo quale sia effettivamente lo scopo dell'impenetrabile politica del cielo, per usare una espressione del noto vescovo francese Jacques Bénigne Bossuet (1704):«Ecco perché Benedetto XIV (1740-1758) si guarda dal condannare di primo colpo le visioni che sembrano inutili o semplicemente curiose»15. Se le apparizioni mariane di Medjugorje sono veramente frutto del Cielo, allora, sulla scorta della "Parola della fede" (cfr. Rm 10,8), nulla le potrà contrastare e non riconoscere16; ma se sono frutto della terra/uomo, il "caso Medjugorje" inevitabilmente si dissolverà come neve al sole (cfr. At 5,38-39), causando danni alla credibilità della Chiesa!17.

NOTE
1 Volenti o nolenti, va detto che le presunte e continuate apparizioni della "Gospa" hanno inaugurato da oltre trentasei anni un movimento di spiritualità e di conversione a Dio, intercedente la Madre di Cristo, di dimensioni mondiaIi, come mostrano; C. COLONNA, Medjugorje profezia mariana. Alla luce della Sacra Scrittura, Fede & Cultura, Verona 2008; D. MANETTI, Ipotesi Medjugorie. Ultima chiamata per la salvezza dell'umanità, San Paolo, Cinisello Balsamo (MI) 2011.
2 Cfr. S. GAETA, L'ultima profezia, cit., pp. 187-204: «Dieci segreti sul futuro del mondo e della Chiesa».
3 Cfr. Medjugorje tutti i messaggi (1981-2015), Mirnep-Docete, Pessano con Bornago (MI) 2016.
4 Cfr. G. DELEUZE, Differenza e ripetizione, Raffaello Cortina, Milano 1997; S. KIERKEGAARD, La ripetizione, a cura di D. Bouso, Rizzóli, Milano 20083; M. ELIADE, Il mito dell'eterno ritorno. Archetipi e ripetizione, Borla, Roma 20105; A. GRILLO, La forma rituale della fede cristiana. Teologia della liturgia e dei sacramenti agli inizi del XXI secolo, Il Pozzo di Giacobbe, Trapani 2011; L. M. POSSATI, La ripetizione creatrice. Melandri, Derrida e lo spazio dell'analogia, Mimesis, Milano-Udine 2013; E. GUGLIELMINETTI, Walter Benjamin. Tempo, ripetizione, equivocità, Mursia, Milano 2016.
5 Cfr. M. CORVAGLIA, Medjugorje: è tutto falso, Anteprima, Torino 2007.
6 Cfr. S. GAETA, Medjugorje. É tutto vero, Piemme, Milano 20102.
7 Cfr. S.M. PERRELLA, Impronte di Dio nella storia, cit., pp. 225-251.
8 Su questi due cugini di suor Lucia dos Santos, veggente principale di Fatima, cfr. F. MANZI, Fatima, profezia a teologia. Lo sguardo di tre bambini sui Risorti, San Paolo, Cinisello Balsamo (MI) 2017.
9 https://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2017/may/documents/papa-francesco_20170513_voloritorno-fatima.html, visto il 30 settembre 2017; cfr. G. MOCELLIN, Santa Sede - Medjugorje. Dare credito alla pastorale, in 11 Regno-Attualitâ 62 (2017) n. 6, p. 136. Parole simili papa Francesco aveva detto il 25 novembre 2016 ai Superiori Generali dei Religiosi nell'aula Paolo VI, senza però far riferimento esplicito al "caso Medjugorje": «.. Ma la Madonna vera! Non la Madonna capo di un ufficio postale che ogni giorno manda una lettera diversa, dicendo: "Figli miei, fate questo e poi il giorno dopo fate quest'altro". No, non questa. La Madonna vera è quella che genera Gesù nel nostro cuore, che è Madre. Questa moda della Madonna superstar, come una protagonista che mette se stessa al centro, non è cattolica» (A. SPADARO [ed.], Il Vangelo preso senza calmanti. Conversazione con i superiori generali, in La Civiltà Cattolica 168 [2017] n. 1, p. 328; cfr. l'intero intervento alle pp. 324-334). Ne si dimentichi l'omelia della messa mattutina a Casa Santa Marta del 9 giugno 2015: cfr. http:// w2 .vatican,va/content/francesco/it/cotidie/2015/documents/papa-francescocotidie_20150609_ultima-parola.html, visto il 30 settembre 2017.
10 Già nel 2001 il vescovo nell'omelia del 14 giugno ebbe a dire: «Penso e dico quel che la Chiesa cattolica, in base alle indagini di esperti e responsabili, ritiene in maniera ufficiale: che non vi è stata, in tutto questo periodo, per tutti i vent'anni, nessuna apparizione soprannaturale autentica riconosciuta, nessun messaggio soprannaturale riconosciuto, nessuna rivelazione soprannaturale riconosciuta. Ecco che cosa penso pubblicamente e chiaramente dico, affinché non ci sia assolutamente alcun equivoco» (testo citato in R. CANIATO - V. SANSONETTI, Maria, alba del terzo millennio. Il dono di Medjugorje, Ares, Milano 2001, p. 351).
11 Cfr. G. GAMBASSI, Medjugorje. Perché il Papa non crede alla «Madonna postina». Intervista a Salvatore M. Perrella, in Avvenire, 18 maggio 2017, in https://-www.avvenire.it/chiesa/pagine/medjugorje-papa-madonna-postina,visto il 30 settembre 2017.
12 Cfr. ID., Medjugorje. L'impegno del Papa a «tutelare» i fedeli. Intervista a Salvatore M. Perrella e Gian Matteo Roggio, in Avvenire, 3 marzo 2017, in https:// www.avvenire.it/chiesa/pagine/medjugorjepapatutelafedeli visto il 30 settembre 2017,
13 P. SEQUERI, Trasparenza e discernimento: cosi la Chiesa su Medjugorje, in Avvenire, 23 maggio 2017, in https://www.avvenire.it/opinioni/pagine,'trasparenza-e-discernimento-cosi-la-chiesa-su-medjugorje, visto il 30 settembre 2017.
14 Cfr. S.M. PERRELLA, La Madre di Gesù nella teologia. Percorsi mariologici dal Vaticano II a oggi, Aracne, Roma 2015, pp. 213-229.
15 Citato in A. ODDONE, Criteri per discernere le vere visioni e apparizioni soprannaturali, in La Civiltà Cattolica 99 (1948) n. 2, p. 372; per I'intero studio, cfr. le pp. 363-375.
16 Cfr. G.V. FANTUZ (ed.), Storie su Medjugonje. Sacerdoti raccontano, Edizioni Segno, Tavagnacco (UD) 2016.
17 Cfr. S. M. PERRELLA, Il caso Medjugonje, in Vita Pastorale 5 (2017) . 7, pp. 16-17.

 

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Inserito Sabato 8 Settembre 2018, alle ore 11:05:04 da latheotokos
 
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